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Notebook: Separazioni

Qualche giorno fa abbiamo di nuovo fatto baruffa con il mio compagno di scrittura, ancora una volta parlando di uomini, donne e sesso. Mentre scrivevo la mia parte della rubrica Passo a due, mi sono venute in mente due amiche che qualche anno fa si sono separate dai rispettivi mariti, per motivi simili ma profondamente differenti.

In entrambi i casi erano state lasciate dal compagno per un’altra persona, hanno sofferto per la fine della relazione ma in modo molto diverso. Paola aveva 36 anni, sposata da 10, quando il marito improvvisamente si alza una mattina e decide di essere gay. In realtà, ovviamente, lo era sempre stato, ma gli ci sono voluti 10 anni di matrimonio per rendersene conto. Pensavo che Paola ne sarebbe uscita distrutta. Invece me lo ha raccontato quasi ridendo. “Cosa vuoi che ti dica? Meglio così, che essere mollata per una strafiga ventenne e palestrata. Allora sì che sarei andata in crisi”. Direi che l’ha presa con filosofia. La mia amica Claudia, invece, aveva circa 40 anni quando il marito si è preso una sbandata per un’altra donna. Non più giovane, non più bella, non più interessante o istruita di lei. Anzi, se proprio vogliamo dirlo, molto meno bella di lei, un paio di anni e anche qualche chilo in più di lei. Claudia ha vissuto questo abbandono come un’umiliazione terribile, non riusciva a farsene una ragione, non capiva o non voleva capire perché fosse stata lasciata per una donna che secondo lei non era alla sua altezza. E continuava a dirmi: “Se almeno fosse più giovane di me, o più bella, me ne farei una ragione, ma così è proprio umiliante”. Io sono molto amica anche del marito, perciò ho avuto occasione di parlargli, e lui mi ha spiegato la sua scelta. Mi ha raccontato di come la nuova compagna fosse dolce, affettuosa, comprensiva, di come lo appoggiasse in tutto, di come gli stesse vicino e condividesse con lui ogni cosa, ma nello stesso tempo gli lasciasse la sua libertà… Insomma, un paradiso in terra. Man mano che lui mi parlava dell’altra, io pensavo a Claudia, sentendomi in colpa, perché dentro di me non potevo fare a meno di pensare che se l’era cercata. La mia amica era sempre stata molto esigente, noiosa, la classica moglie castrante, che pretendeva tutto e non dava niente. Le voglio un gran bene, ma se fossi stato un uomo non avrei mai potuto vivere con lei. Non ricordo di averle mai sentito dire qualcosa di gentile nei confronti del marito, neanche appena sposati. Lui faceva tutto per farla contenta e lei mai neanche un grazie. A lui piaceva fare battute, e lei ogni volta lo fulminava con gli occhi. Era il suo modo di dirgli “Non fare lo stupido”. Lui aveva due passioni: la bici e il calcetto. Le frasi preferite di Claudia erano: “Sempre a spendere soldi su quella bici” e “Figurati se non mi lascia sola per andare a giocare a calcetto!”. Però, che se la fosse cercata o meno, Claudia stava soffrendo e il mio problema era come aiutarla a superare il dolore. Sicuramente non dicendole quello che mi aveva confidato il marito. Ma non volevo nemmeno crearle false speranze, perché non ce n’erano proprio. Allora scelsi un’altra via: cercai di convincerla che era stata fortunata. Cominciai ad elencarle tutti i difetti del marito che non aveva mai sopportato, quelle piccole e grandi cose di cui si lamentava continuamente. “Pensa che adesso non sono più un tuo problema. Non sei contenta? Ti lamentavi perché andava a giocare a calcetto, adesso lascerà sola lei, invece che te”. Poi accennai alla suocera, e lì segnai il punto vincente, riuscii a farla sorridere. Col tempo se n’è fatta una ragione, e lo ha superato. Qualche tempo dopo ho rivisto anche l’ex marito e gli ho chiesto se fosse felice di poter andare a giocare a calcetto senza dover ogni volta litigare. “Sai che non ci vado più?” è stata la sua risposta “Preferisco stare a casa con Laura”.

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14 risposte a "Notebook: Separazioni"

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    “Un po’ di sincerità è pericolosa, ma molta è assolutamente fatale.” Oscar Wilde

    Se me lo chiedessi, ricordami di non voler essere tua amica! 😛

    "Mi piace"

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