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Notebook 7: i genitori

Con mia madre, dopo la seconda separazione, c’era stato un notevole riavvicinamento. Il nostro rapporto non era quello tra madre e figlio, ma un sereno confronto, tra persone adulte che si vogliono bene. Spesso arrivava, mi raccontava, chiedeva consiglio, e poi chiaramente faceva esattamente quello che voleva.

In realtà dopo il primo momento di rabbia, sconforto e delusione, si era ripresa bene dalla separazione. Diceva che un po’ di libertà le faceva benissimo. Aveva messo su un gruppo di amiche, praticamente tutte divorziate o separate, con cui organizzava il tempo libero. Cinema, teatro, gite, e svaghi di ogni tipo. A dire il vero, speravo non proprio di ogni tipo. Ammetto che se mia madre si fosse data al sesso libero, mi sarebbe scocciato. Aveva un’amica, Silvia, che era stata a letto con degli amici del figlio, e naturalmente la cosa si era saputa. Il figlio si era talmente vergognato che era andato a vivere in un’altra regione, con dei parenti del padre. Avevo il terrore che mia madre potesse fare la stessa cosa. Invece lei sosteneva di praticare una meravigliosa e appagante castità, “più nessun obbligo di sesso”, queste le sue esatte parole. Cominciavo a capire le ragioni della seconda separazione. Parlando con lei a cuore aperto, capii che era diventata scettica sul matrimonio, e dopo due fallimenti, non potevo certo darle torto. Però mi disse che Francesca le piaceva tantissimo e che noi due le ricordavamo un po’ come erano lei e mio padre nei primi tempi. Non so perché, ma questo non mi rincuorava molto. Con mio padre invece ci eravamo visti solo una volta dopo la sua seconda separazione. Però ci sentivamo tutti i giorni per telefono. Usciva con una donna poco più grande di me. Avevo visto una foto, una gran gnocca. Lui diceva che era anche molto intelligente, ma per me era solo una gran gnocca. Di quelle che ti fanno perdere la testa. Pregai mio padre di non farsi mangiare tutto, non tanto per me, quanto per Aldo che era ancora giovane. “Ma credi che mi sia rimbambito?” mi chiese un po’ seccato. Gli risposi che a volte la gnocca ha di questi effetti sugli uomini, soprattutto quando si avvicinano alla terza età, e pensano di investire tutto in un’ultima botta di vita. “Cerca di non farti portare via tutto e preoccupati di assicurare ad Aldo un futuro sicuro”. Notai che a mio padre fece molto piacere che mi preoccupassi per Aldo, forse un po’ meno che gli avessi dato del rimbambito. Comunque mi promise di trovare una soluzione, per sistemare tutti. Un pomeriggio ero in giro con Francesca, quando ci siamo imbattuti in sua madre. Visto che non ci eravamo ancora conosciuti, Francesca ci ha presentato e sua madre, tutta gentile, mi fa “Perché non vieni a cena da noi la prossima settimana?”. Io preferivo prendere tempo, non avevo nessuna voglia di confrontarmi con la famiglia, e scherzando ho detto che ero ancora in prova. La madre di Francesca è scoppiata in una risata solare, molto simile a quella della figlia, e ha detto che si trattava solo di un invito a cena, non un contratto prematrimoniale. “Non sarebbe la prima volta che Francesca lascia qualcuno dopo averlo portato a cena a casa”. Questo mi ha ricordato improvvisamente che Francesca era stata per un periodo abbastanza lungo con un ragazzo di nome Paolo, che era molto ben visto dai genitori. Mi aveva raccontato che, quando lo aveva lasciato, c’era stata un po’ di maretta in casa, soprattutto con suo padre. L’idea di dovermi confrontare con un bravo ragazzo, adorato dai suoi genitori, mi mise un po’ d’inquietudine. Sua madre mi distrasse di colpo dai miei pensieri. “E’ importante conoscere le famiglie” disse sorridendo “può aiutare a fare la scelta giusta”. Mentre ci salutavamo pensai con terrore a cosa sarebbe successo se avessi dovuto presentare i miei genitori, pluridivorziati, alla cattolicissima famiglia di Francesca. Ma ci avrei pensato in un secondo momento. Adesso dovevo preoccuparmi dell’invito a cena che non ero riuscito ad evitare, e che avrei dovuto affrontare, inesorabilmente, la settimana dopo.

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