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Notebook 9: e adesso?

Da quando io e Francesca ci siamo lasciati, Anna è tristissima mentre Elisa è euforica. In realtà credo che Elisa sia innamorata di me, anche se sta con mio fratello, e forse pensa che, una volta diventata maggiorenne, potremmo anche metterci insieme. Ho rivisto anche Enrica ed è stato, come sempre, un gran piacere.

Dopo la serata della cena, Anna ha litigato con Francesca, prendendo le mie parti. Ma Francesca ha chiarito che io e suo padre siamo incompatibili, e non piaccio nemmeno a sua madre. Lei ama la sua famiglia, e non vuole certo mettersi contro di loro per me.

Fine della storia. Ho cancellato il suo numero dal telefonino, e anche dall’agenda, non voglio rischiare di chiamarla nemmeno per sbaglio.

A lavoro ho raccontato come sono andate le cose e il mio collega anziano mi ha detto che sono tutte esperienze utili, che dimostrano l’esattezza delle sue teorie. Secondo lui il matrimonio, come unione fissa e stabile con una sola donna, è contro natura. Molto meglio divertirsi con più donne senza nessun impegno. Gli ho fatto presente che con le sue teorie il mondo si sarebbe già estinto.

Lui sostiene che non tutti gli uomini sono adatti a procreare e a sposarsi, e tra questi ha incluso anche me. Secondo lui ci sono varie tipologie di uomini: quelli cornuti per vocazione, che riuscirebbero a guadagnarsi le corna anche se vivessero con la moglie su di un’isola deserta, quelli che non tradirebbero mai e quelli che non potrebbero vivere senza tradire. E ci sono anche uomini, sostiene lui, che si imbarcano in storie fisse solo per poter tradire.

Alla fine mi ha detto di riprendere in mano la mia vita, e di lasciare perdere le storie fisse, portatrici solo di guai, e di preoccupazioni. E’ riuscito anche a farmi sorridere. “Considerati fortunato: pensa se ti sposavi e poi le cose tra qualche anno non andavano più bene. Magari Francesca ti avrebbe cornificato e ti portava via pure la casa”. È utile avere amici con una visione così pratica della vita. Certo, vista così, sembrava proprio che mi fosse andata bene.

Ma una parte di me adorava Francesca, e stava soffrendo moltissimo; era quella parte che aveva fantasticato sul creare una famiglia, ed era stata felice di aver incontrato una persona così splendida e speciale. L’altra parte di me, quella che sognava il culo di Sonia, era convinta che l’amore non dura, che è solo un’invenzione per gli illusi, e basta guardarsi attorno per vedere come vanno a finire i matrimoni. In quel momento, mio malgrado, era questa parte che aveva preso in mano la situazione.

Dopo qualche giorno sono venuto a sapere da Matteo, tramite la sua ragazza, che da quando ci eravamo lasciati, Francesca sembrava un’altra, sempre nervosa, arrabbiata e irascibile. Non era più andata nemmeno in parrocchia, né alle prove del coro. Usciva pochissimo, e non voleva parlare con nessuno. Peggio per lei, se l’era cercata.

L’altro giorno ero in giro in centro per compere, e mentre stavo guardavo una vetrina, nel riflesso del vetro ho visto Francesca dietro di me. Per un attimo mi ha preso una specie di panico, non sapevo se girarmi o fare finta di niente. Se mi giravo, cosa avrei potuto dirle? E se non mi giravo e lei magari se ne andava? A questo pensiero mi sono voltato di scatto, senza riflettere. Non sembrava sorpresa, forse mi aveva riconosciuto di spalle e aspettava che mi girassi. Ci siamo guardati per qualche istante, poi lei ha sorriso, rompendo l’imbarazzo, e stava per dire qualcosa, ma prima che potesse parlare le ho preso il viso tra le mani e l’ho baciata. Al diavolo tutto, il mio orgoglio, i suoi genitori, e anche il culo di Sonia. In quel momento ho capito che dovevo lasciar prevalere la parte di me che amava Francesca. Doveva giocare d’anticipo, prima che l’altra parte, quella razionale e pessimista prendesse il sopravvento. Lei è rimasta un attimo immobile, poi si è sciolta tra le mie braccia, e ha ricambiato con slancio la fame che le mie labbra avevano di lei. Siamo rimasti abbracciati, senza parlare, eppure le nostre bocche dicevano tutto quello che c’era da dire. Poi ci siamo seduti in un bar e abbiamo parlato a lungo. Di quello che era successo, dei nostri dubbi e delle differenze tra di noi. Così ho scoperto che anche lei era combattuta, perché da una parte sentiva di amarmi, e dall’altra si rendeva conto che forse non ero la persona adatta a lei, per tanti motivi, non ultimo il problema della sua famiglia. E anch’io le ho detto che l’amavo, ma che nello stesso tempo mi sentivo attratto da una vita di disimpegno. E’ stato strano, ma anche istruttivo, perché prima mi faceva sentire in colpa avere dei dubbi nei suoi confronti. Ora invece so che anche lei ha dei dubbi su di me, e questo ci mette alla pari. Forse è il momento giusto per ricominciare.

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8 risposte a "Notebook 9: e adesso?"

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