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Notebook 12: Paolo e Marta

Vivo in un incubo, e spero di svegliarmi. Penso che telefonerò a Sonia, perché ho bisogno di parlare con qualcuno. Con Francesca è escluso, con i miei fratelli, improponibile, e il mio collega anziano so già cosa mi direbbe. Quello che non ho nessuna voglia di sentire.

Ho raccontato tutto a Sonia, sperando che mi desse qualche consiglio. Ha riso per 10 minuti, tanto che non è riuscita nemmeno a parlare. Sono felice che qualcuno trovi divertente quello che per me è un dramma. In compenso Francesca è euforica. Dice che i suoi genitori si sono innamorati dei miei, e che non vedono l’ora di rincontrarli. E non sa quanto… Come faccio a dirle che mio padre molto probabilmente finirà per scoparsi sua madre, e che su padre ci sta provando con la mia? Lei è tutta felice ora che sono entrato nelle simpatie dei suoi genitori e vede un futuro roseo per noi. Io vedo nuvole nere, nerissime, all’orizzonte. Anzi, non vedo nemmeno l’orizzonte.

Alla fine ho parlato col mio collega anziano, visto che Sonia probabilmente è ancora là che ride. Mi ha spiegato la sua teoria delle coincidenze: secondo lui a volte ci vengono mandati dei messaggi e sta a noi capirne il significato. I miei genitori si sono sposati e divorziati per ben due volte, i genitori di Francesca non hanno mai divorziato, ma a quanto pare si prendono delle licenze, nonostante siano da considerare dei bigotti casa e chiesa: dunque, quale altro messaggio mi serve per capire che il matrimonio è uno sbaglio? La verità, secondo me, è che non c’è più la serietà di una volta; tutti questi ultra cinquantenni che amano fare gli adolescenti, sono una rovina per le famiglie. Sembra quasi un obbligo, arrivati a cinquant’anni, farsi l’amante, e se è una ragazzina è ancora meglio. Per non parlare di donne anziane che vanno con ragazzi dell’età dei figli. Pensandoci bene anche Enrica ha parecchi anni più di me. Strano perché quando la frequentavo, non pensavo a queste cose. Forse la mia morale sta cambiando, sarà colpa, cioè… volevo dire merito, di Francesca.

Il mio collega ha continuato con le sue teorie: “E’ il matrimonio in sé ad essere sbagliato. E poi naturalmente la religione cattolica ha fatto i suoi danni… Nei paesi islamici, dove le donne vengono lapidate per adulterio, i casi di infedeltà femminile sono pochissimi”. Non avevo mai pensato che potesse essere colpa del cattolicesimo, il gran numero di adultéri così diffusi. Pensare a mia madre con addosso un burqa mi ha fatto ridere. Alla fine è stata una buona idea parlare con lui, mi ha tirato un po’ su di morale.

“Non ci pensare, pensa solo a divertirti. So che adesso ti sembra di amare Francesca, ma poi l’amore passa e ti trovi solo con i problemi. Sai cos’è che non ti darà mai problemi? Il culo di Sonia. E se ti dovessi stancare, ne ho conosciuto uno che non solo parla, ma deve sapere almeno tre lingue da quanto è favoloso. Se vuoi ti do il numero”. Per un attimo, devo dire, mi ha tentato. Poi ho pensato a Francesca, e mi sono sentito in colpa.

Al peggio non c’è mai fine. Stamattina ero in centro con lei, quando abbiamo incontrato il famoso Paolo con la sua nuova ragazza. Francesca ci ha presentato, e quando ho capito chi avevo di fronte, mi sono venuti i crampi allo stomaco. Mai visto un ragazzo così perfetto, sotto tutti i punti di vista: alto, atletico, bel viso, occhi da cucciolone e fisico da bodyguard. La sua ragazza in realtà la conoscevo già. Si chiama Marta ed è una che l’ha data parecchio in giro. Da noi in provincia sappiamo tutto di tutti, e Marta è famosa per essere una che ha conosciuto biblicamente molti ragazzi, tra cui anche i miei amici Matteo e Gianni. Proprio loro due mi avevano raccontato di aver fatto pure una cosa a tre con lei. Questo per dare l’idea di che tipo fosse Marta. Io non avevo avuto la fortuna di conoscerla biblicamente, solo perché all’epoca avevo una specie di ragazza, più o meno fissa, che era abbastanza gelosa. Non so bene perché, ma ho avuto la bella idea di raccontare a Francesca quello che sapevo di Marta, e, non contento, mi sono lanciato in una specie di ragionamento filosofico.

“Nella vita c’è sempre compensazione. Dopo aver vissuto per anni in regime di semi castità, ora Paolo avrà modo di recuperare con Marta il tempo perso”. Mentre le parole uscivano dalla mia bocca e arrivavano alle orecchie ho pensato: ma che cazzo sto dicendo? La risposta di Francesca non si è fatta attendere.

“Quindi vale anche per te la compensazione? Dopo aver vissuto in maniera libera e allegra fino adesso, ora è giunto il tuo momento di semi castità”. Il tono sarcastico e seccato non lasciava spazio a molte interpretazioni. Ho provato a salvarmi in corner, ma ho peggiorato le cose.

“Per amore questi sacrifici si fanno volentieri”. Invece di calmarsi, non capisco perché, si è irritata ancora di più.

“Se è un sacrificio così grande, possiamo anche farla finita!”. Ha lasciato la frase lì, a mezz’aria, come una granata sul punto di esplodere. E io non sapevo più cosa dire, sicuro che qualunque cosa avessi detto, sarebbe stato un disastro. Poi è stata lei a rompere il silenzio di piombo che si era creato, e per un attimo mi sono sentito sollevato. Solo per un attimo, però, perché poi le cose si sono messe anche peggio di prima.

Ha cominciato a parlare di Marta e a dire che se davvero era un tipo così, non era certo adatta a Paolo, e bisognava assolutamente avvisarlo. Io ho preso le parti di Marta, dicendo che invece mi sembrava la ragazza giusta, soprattutto in questo momento in cui Paolo aveva bisogno di sfogarsi e rifarsi dall’astinenza. Qui mi è arrivata un’eloquente occhiataccia, che mi ha gelato lì dov’ero. Allora ho pensato di ricorrere al Vangelo, che con Francesca è sempre un ottimo argomento.

“Persino Gesù ha perdonato la prostituta, chi siamo noi per giudicare Marta?”. Di sicuro lei non è mai stata una prostituta, l’ha sempre data via gratis, molto generosamente. Ma questo non l’ho detto a Francesca. Però ho avuto la pessima idea di aggiungere un’altra frase. “Forse ha messo la testa a posto, se pensa di mettere su famiglia con un bravo ragazzo come Paolo”.

“Ecco, appunto. E’ questo che non mi va giù. Devo aiutarlo, prima che faccia una sciocchezza”. Non è stato tanto l’interesse per Paolo a darmi fastidio, quanto l’aria di burrasca che si profilava all’orizzonte.

Sapevo che questo avrebbe significato guai, era solo questione di tempo.

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14 risposte a "Notebook 12: Paolo e Marta"

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Inizio a credere che il protagonista (di cui non si sa il nome – forse nemmeno i genitori lo sanno?) non sia proprio un ragazzo fortunato come cantava Jovanotti! 🤣

    Piace a 1 persona

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