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Notebook 13: Paolo e Francesca

Francesca si è approfittata dell’ingenuità di quell’imbecille di Matteo e così quella sera stessa, in mia assenza, è andata in cerca d’informazioni su Marta, fingendo che fosse per un suo amico interessato alla ragazza. Matteo ha confermato tutto quello che avevo detto, vantandosi non poco di essersela scopata.

“Dì al tuo amico di lasciar perdere, a meno che non voglia solo divertirsi per una sera”.

“Ma non sai se ha un ragazzo fisso?”.

“Adesso so che si è fidanzata con un pollo pieno di soldi, e gli ha fatto credere di essere una ragazza seria. In realtà continua allegramente a scopare in giro. Se il tuo amico vuole passare una bella serata, non avrà problemi, Marta è capace di prenderlo davanti, dietro e pure in bocca senza farsi pregare”.

Francesca è rimasta sconvolta e se l’è presa con me sostenendo che, se lo sapeva Matteo, dovevo per forza saperlo anch’io.

“Altro che ha messo la testa a posto! Quella si vuol sistemare a spese di Paolo. E tu ovviamente lo sapevi.”

“Ma come facevo a saperlo che non la vedo da più di un anno”.

“Devo assolutamente avvisare Paolo”. Il tono era di quelli che non ammettono repliche, ma ho provato comunque ad opporre una debole resistenza.

“Però, scusa, Marta sarà anche una zoccola, ma non è una stupida. Capirà sicuramente che sono io che ho spifferato. E se le mandiamo a monte il fidanzamento, dobbiamo aspettarci delle ritorsioni”.

“Hai paura che mi sveli i tuoi segreti inconfessabili?”. In realtà sì, ma non potevo certo dirlo a Francesca.

“Ma figurati! Quali segreti inconfessabili… Solo che una ragazza incattivita, per vendetta, potrebbe inventarsi qualunque cosa”. In realtà quello che sapeva era già più che sufficiente, non avrebbe avuto bisogno di inventare altro.

Ho insistito, ma Francesca non ha sentito ragioni. La sua missione ora era salvare Paolo a tutti i costi.

Se la situazione non fosse già abbastanza complicata, mi ha telefonato mio padre per dirmi che probabilmente ci vedremo più spesso, visto che si è scopato la mamma di Francesca. Mia madre invece è andata a pranzo col padre di Francesca. Lui la corteggia in maniera elegante, almeno per ora.

Vedo nuvole sempre più nere, nerissime. Dovrei accettare il consiglio del mio collega, mollare tutto e tornare al culo di Sonia, o magari alla sua nuova conoscenza. Ma poi penso a Francesca…

E’ una ragazza fantastica, ma quando si mette in testa un’idea, non c’è verso di farla retrocedere di un passo. Ha chiamato Paolo e si sono visti nel pomeriggio per parlare. Questo appuntamento e tutto quello che ne è seguito mi hanno regalato ore di crampi allo stomaco e un senso di nausea diffuso, soprattutto ogni volta che pensavo che mi ero messo in quella situazione da solo.

Paolo, informato da Francesca sulle performance amorose di Marta, ha voluto vedere di persona che non fossero solo pettegolezzi. Ha seguito la fanciulla in palestra, dove Matteo aveva raccontato che era solita divertirsi parecchio nelle docce, e l’ha trovata in dolce compagnia, mentre si faceva insaponare da due ragazzi che sembravano molto impegnati a pulirla in profondità. Il proprietario della palestra è un mio amico e quando mi ha raccontato la scena si è quasi pisciato addosso dal ridere. Paolo è stato un signore (o un fesso, a seconda dei punti di vista). Quando è entrato nello spogliatoio, i tre erano così presi da quello che stavano facendo, che non se ne sono nemmeno accorti. Lui è rimasto lì come un baccalà, poi ha detto “Volevo solo sapere se era vero. Continuate pure”. Non che si fossero fermati, ben inteso.

Prima conseguenza: Francesca naturalmente si è sentita in obbligo di consolarlo. Come amica, certo. Però intanto gli ha telefonato, poi è andata a trovarlo, poi sono usciti a prendere un gelato perché si distraesse, poi non lo so, perché non mi ha più detto altro.

Seconda conseguenza: adesso Francesca ce l’ha con me, dice che sono della stessa pasta di Marta.

Il fatto è che quando ha visto Paolo, lui le ha detto che Marta gli aveva parlato di me, come di uno che nella vita non era mai stato con una ragazza per più di una settimana, e che il mio unico interesse era il sesso. Ho fatto presente a Francesca che da quando sto con lei non ho più fatto sesso con nessun’altra. Anzi, a dire il vero, non ho più fatto sesso e basta, ma questo non gliel’ho detto.

“Che colpa ne ho io se Paolo è un tonto che si è bevuto tutte le storie di Marta?”.

“Ah, non è lei che è bugiarda, è lui che è un tonto. Bel modo di ragionare che hai!”.

La burrasca si avvicinava pericolosamente.

“Scusa ma ti pare che dobbiamo litigare per Marta, adesso?”

“Non è di Marta che si tratta. E’ il tuo modo di vedere la vita che non mi piace. Se non mi fossi mossa io, te ne saresti fregato altamente di Paolo!”.

Certo che me ne sarei fregato di quel rompicoglioni. Avrei fatto meglio a stare zitto fin dall’inizio, accidenti a me.

“Scommetto che ti sei pentito di avermi detto quello che sapevi di Marta…”.

“Non è vero, anzi sono felice che tu sia riuscita ad aprirgli gli occhi e ad aiutarlo”.

Come no, proprio felice! Mi sembrava di essere impantanato nelle sabbie mobili, e sentivo che qualunque movimento mi avrebbe fatto affondare sempre di più. Poi qualcosa mi ha afferrato le caviglie e mi ha trascinato definitivamente sotto. Era la voce di Francesca.

“Guarda, forse è tutto sbagliato. Non siamo fatti per stare insieme, siamo davvero troppo diversi”.

Sapevo che prima o poi sarebbe uscita allo scoperto la parte di lei che aveva ancora dei dubbi. E in quel momento ha preso per mano la parte di me che pensava a Sonia e aveva voglia di libertà.

“Forse hai ragione tu. Meglio lasciar perdere. E poi adesso Paolo è di nuovo libero, i tuoi saranno contentissimi”. Era il mio orgoglio che parlava, ma non sono riuscito a farlo stare zitto. Ho girato sui tacchi e me ne sono andato. Speravo che cercasse di fermarmi, ma non è successo.

Cosa potevo fare adesso? Ovviamente telefonare a Sonia. Mi aveva preso improvvisamente una nostalgia dei suoi meravigliosi glutei morbidamente insinuati tra le mie dita, alla ricerca smaniosa di quell’anfratto accogliente e generoso in cui riversare tutto il mio piacere. Mi sembrava di dover esplodere da un momento all’altro. Ma le cose non sono andate come mi aspettavo.

Sonia si è innamorata. Non che questo le avrebbe impedito di lasciarmi parlare un po’ col suo fondoschiena… Ma voleva il mio consiglio. Si era innamorata di un ragazzo qualunque, non un cliente, e non sapeva come fare a dirgli che era una escort.

“Sono proprio la persona giusta per dare consigli! Dove mi muovo faccio disastri”.

Sonia ha riso, e ha ascoltato tutta la storia di Paolo e Marta continuando a ridere.

“Sei messo peggio di me! Chissà cosa direbbe Francesca se sapesse che frequenti le escort e parli col mio culo…”.

“Non oso pensarlo”.

Siamo scoppiati a ridere, poi siamo rimasti così, abbracciati sul letto, con addosso i vestiti, a parlare dei nostri guai. Mi sono accorto che non avevo più voglia di fare l’amore, ma mi piaceva stare così, abbracciato a un’amica con cui potevo parlare, senza timore di essere giudicato.

E per qualche minuto ero riuscito persino a non pensare a Francesca.

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