Notebook

Notebook 17: Stefano

Da quando è diventato il ragazzo di Anna, Stefano mi considera uno di famiglia, una specie di fratello maggiore. La cosa mi fa piacere, ma a volte crea strane situazioni. L’altro giorno ha voluto a tutti i costi che andassi con lui, perché voleva farmi vedere “una delle sette meraviglie del mondo”, queste le parole precise che ha usato. E purtroppo non aveva esagerato.

Siamo passati da un negozio in centro, dove la commessa era uno spettacolo per gli occhi, guardarla e pensare al sesso era tutt’uno. Semplice, senza trucco, bellissima al naturale, sensuale quasi quanto il culo di Sonia. Era vestita, ovviamente, ma se fosse stata nuda non avrebbe potuto essere più sexy. Il problema è che questa meraviglia è sessualmente disponibile e vorrebbe uscire con lui. Li avessi avuti io questi problemi alla sua età…

“Cosa faccio?”

“Vuoi che ti faccia un disegnino?”

“No, voglio un consiglio”.

“Se vuoi il mio parere, da uomo a uomo, scopartela è un dovere. Se invece devo parlare come fratello di Anna…”

Ci ho pensato un attimo, sapevo cosa avrei dovuto dire, ma non ce l’ho fatta.

“Scopatela comunque. Quando ti ricapita più?”

“E Anna? Pensi che capirebbe?”

“Assolutamente no. Anna la perderai. Tanto siete così giovani, è facile che col tempo vi lascerete in ogni caso. Ma quella, credimi, se non la scopi al volo, la rimpiangerai per tutta la vita”.

“Io voglio bene ad Anna, però…”

Ho avvertito l’imbarazzo dietro la sua esitazione e gli ho messo una mano sulla spalla, per trasmettergli la mia comprensione.

“Non hai idea di quanto io ti capisca”. In realtà ho pensato a Francesca, e mi sono reso conto che se dovessi correre il rischio di perderla, non mi avvicinerei nemmeno a quella ragazza, né a nessun’altra, fosse anche mille volte più sensuale. Ma Francesca è un’altra cosa.

“Io amo Anna, è solo che sessualmente siamo lontani da un vero appagamento, parecchio lontani. Tu cosa faresti?”.

“Alla tua età, non mi sarei neanche posto il problema” ho risposto sinceramente.

Una volta stabilito il da farsi, mentre tornavamo a casa, abbiamo discusso un po’ di sesso, proprio come si fa tra fratelli. Lui fa finta di sapere tutto, in realtà non ne ha un’idea, così gli ho suggerito qualche tecnica per evitare di venire subito, anche se penso che con una così, la prima volta sarà dura, non farsi travolgere dall’eccitazione. Gli ho suggerito anche il preservativo, sai mai che non lo avesse considerato.

“C’è un’altra cosa” ho aggiunto con tono volutamente solenne.

“Sarebbe?”

“Devi assolutamente lasciare Anna prima del misfatto. Anche perché è l’unica possibilità che hai per tentare poi un riavvicinamento. Devi dirle la verità, che hai bisogno di sesso, e che una delle sette meraviglie del mondo è disponibile”.

Stefano non sembrava convinto, ma poi deve avermi dato retta, visto che Anna è da stamattina che piange ininterrottamente. Mi sento un verme, so che avrei dovuto dissuaderlo, ma in fondo sono convinto che questa cosa farà bene anche ad Anna. Devo solo farglielo capire.

“Sono sicuro che Stefano ti vuole bene, ma il bisogno sessuale ad una certa età prende il sopravvento. La conosci questa tipa?”

“Una zoccola di prima scelta, ne cambia uno alla settimana”.

Mi è venuto in mente quel film con Jim Carrey, “Una settimana da Dio”. La storia è un’altra, lo so, ma il titolo calzava a pennello.

“E’ una strafiga. Non c’è competizione con una così”.

Ho apprezzato l’obbiettività e la maturità di Anna, anche se ha continuato a piangere per tutto il pomeriggio: non è stato facile per lei riconoscere che era impossibile non cedere, davanti ad una gnocca così. Mi sono chiesto cosa avrebbe pensato se avesse saputo dei consigli che avevo dato a Stefano. Mai sentito tanto verme in vita mia. Almeno credevo, ma poi è successo qualcosa che non potevo prevedere, e che mi ha fatto sentire ancora peggio.

Mentre Anna era ormai al secondo pacco di fazzoletti, appallottolati e lanciati regolarmente fuori dal cestino, a decorare l’angolo del mio studio, è suonato improvvisamente il telefono. Era Stefano che cercava Anna. Lei mi ha fatto segno di no.

“Dì che non ci sono” ha sussurrato tra le lacrime “non voglio parlargli”.

Ho provato a riferire il messaggio, ma quello che Stefano mi ha detto mi ha convinto a passarle il telefono.

“Senti cos’ha da dire”.

“Ho detto di no!”

“Fidati” e le ho passato il telefono con un sorriso rassicurante. E’ stato incredibile vedere l’espressione del viso di Anna passare da una smorfia di rabbia e di dolore, alla gioia che le ha illuminato gli occhi, ancora pieni di lacrime. Quella ruga sottile che le solca la fronte quando è triste, si era spianata improvvisamente sotto i suoi riccioli biondi, e del pianto non è rimasto nemmeno il ricordo.

Stefano aveva chiamato per dirle che non era uscito con una delle sette meraviglie del mondo, perché aveva capito di avere la più grande meraviglia del mondo, e di non volerla perdere.

E io mi sono sentito doppiamente un verme.

Ma il peggio è venuto la sera, dopo cena, quando Stefano ha richiamato per ringraziarmi.

“E’ solo grazie ai tuoi consigli se non ho perso Anna”.

Devo ammettere che la cosa mi è suonata strana. Mi sembrava di averlo incoraggiato a scopare con la ragazza.

“Sì, è vero, ma mi hai anche convinto a dire tutto ad Anna e a lasciarla, prima di farle del male. In questo modo mi hai obbligato a scegliere, e in fondo lo sapevi che avrei scelto Anna”.

Non ho avuto il coraggio di dirgli che l’idea non mi aveva neppure sfiorato. E per la terza volta, mi sono sentito l’ultimo degli invertebrati.

“Lo sapevo che mi avresti consigliato bene. Una volta ti ho visto con una ragazza stupenda, eppure alla fine hai scelto Francesca”.

La ragazza stupenda con cui mi aveva visto era Sonia. Come potevo dirgli che io con lei avevo fatto di tutto, prima di scegliere Francesca?

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