Passo a due

Uomini e donne: facciamo pulizia

Quando le donne partono con l’idea delle pulizie, non si salva nessuno. O riesci a scappare un attimo prima che cominci la crociata anti polvere, o sei automaticamente arruolato come volontario per la guerra contro l’acaro infedele.

“Amore ti sembra pulito?” chiede, passando un fazzoletto bianco sulla credenza, in cerca di polvere.

“Più di prima, sicuramente” rispondo convinto. 

“Ma amore, ti ho spiegato come si fa. Non è difficile” dice con tono sarcastico. 

E’ sempre così, non va mai bene niente di quello che facciamo. Vero è che le donne sono geneticamente predisposte per le pulizie, noi uomini siamo più portati per sporcare e mettere in disordine.

“Amore, chi ha girato in casa con le scarpe sporche?”.

Visto che in casa ci siamo solo io e lei, la risposta è ovvia.

“Amore, non mi sono accorto che erano sporche”.

“Non te ne accorgi mai, questa sarà la decima volta in un mese”.

“Amore, non è mica colpa mia se piove sempre, quando c’è il sole non succede”.

“Visto che ci sei, mi aiuti a lavare i vetri?” e lascia sottintendere dalla voce melliflua che alla fine ci sarà un premio, unico motivo per cui accetto di buon grado. Per quanto mi riguarda i vetri andrebbero bene anche così, se la gente non riesce a guardare in casa, meglio. 

“Ma amore, ti sembra pulito? Non li vedi tutti gli aloni?”. Poi prende lo straccio e mi fa vedere come spariscono in un attimo “FREGANDO BENE”.

Il problema è che con gli aloni sparisce definitivamente l’idea che mi ero fatta del premio. 

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Sinceramente non avevo mai avuto l’idea di offrire un premio per l’aiuto nelle pulizie… Ecco dove ho sbagliato!

Forse è vero che noi donne siamo maniache del pulito in casa, ma vogliamo parlare della vostra auto?

L’ho già raccontato a qualcuno: il mio ex teneva uno zerbino nel bagagliaio per far pulire i piedi a chiunque salisse sulla sua auto… La lavava in media una volta alla settimana, a volte due (più spesso di quanto facesse la doccia) in uno di quei posti dove ti fanno lavare la macchina da solo, e devi pure pagare. Cambiava i tappetini più spesso di quanto si cambiasse i calzini, e naturalmente sulla sua auto non si poteva mangiare (“se no sbricioli”), fumare (“resta l’odore”) e neppure bere (“se si rovescia la lattina è un macello”). Era concesso soffiarsi il naso, solo in caso di raffreddore, e anche mangiare una caramella, a patto di ingoiare pure la carta, perché l’uso del portacenere era assolutamente vietato. Si era comprato un piumino apposta per spolverare gli interni, più uno spray antistatico per evitare che la polvere si riformasse (ignaro di quanto la lotta quotidiana contro la polvere sia frustrante). Se avesse tenuto pulito il suo studio la metà di quanto teneva pulita la sua auto, mi sarei accontentata.

Come ho detto l’altra volta, ho imparato negli anni a mettere ordine solo tra le mie cose, per evitare continui litigi. Così non mi sono mai azzardata ad entrare nel suo studio. In fondo mi conveniva: una stanza in meno da pulire. Il presupposto sottinteso, però, era che la tenesse pulita lui. Poi un giorno ho avvistato una strana forma di vita animale, con un numero di zampe decisamente superiore a quelle che normalmente riesco a tollerare, che strisciava da sotto la sua porta e puntava a passo spedito verso il soggiorno. Esclusa la possibilità di scendere a patti con il nuovo ospite perché rimanesse confinato nello studio, ho deciso che era ora di fare un po’ di pulizie. Sono entrata nel suo studio con l’aspirapolvere, e dopo aver fatto le debite presentazioni, ho cominciato a pulire, facendo la gimkana tra scatoloni e oggetti vari che ricoprivano il pavimento, rendendo di fatto invisibile il disegno delle piastrelle. Inavvertitamente, devo aver spostato di un paio di centimetri uno scatolone appoggiato al muro e ho dimenticato di rimetterlo a posto… Avete presente la favola di Barbablù? La sera, ho pagato le conseguenze della mia imprudenza.

“Sei entrata a curiosare nel mio studio?”.

“Pulire. Si chiama pulire, non curiosare”.

“Sai che non voglio che si giri intorno alle mie cose!”

“Vale solo per me o anche per gli scarafaggi?”

Non starò a farla lunga. Quando finalmente si è degnato di liberarmi la casa dalla sua presenza, ha svuotato anche lo studio e sgombrato tutti gli scatoloni. Cosa contenessero, rimane a tutt’oggi un segreto tra lui e lo scarafaggio.

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29 risposte a "Uomini e donne: facciamo pulizia"

  1. Mio zio è peggio di una donna nelle pulizie domestiche, guai se c’è un granello di polvere in casa e una macchietta nella macchina, la casa deve essere sempre impeccabile, niente scarpe per camminare sul pavimento, sopporta solo le ciabatte! 😂 Molto spesso litiga con zia, lo definisce esagerato! 😂 Con l’auto è anche peggio!

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  2. l’altissimo costo di convivere con una donna! “Ci dividiamo i compiti, tu pensi alla cucina e io alle pulizie”. Poi arrivano le pulizie, ed è tutto un nervoso sbattimento e sbuffìo per farti capire qualcosa… “vuoi una mano?” “Si, ma fai solo questo” ed è l’inizio di una lunga infernale discesa con richieste incrementali; con gli immancabili rimproveri annessi. Però dai, lui te lo sei andato a cercare col lanternino

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