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Notebook 24: parliamo di sesso

AVVERTENZA: il racconto che segue può urtare la sensibilità di qualcuno e, per il linguaggio e gli argomenti trattati, è riservato ad un pubblico adulto

Il brutto di essere un fratello maggiore è che i più piccoli ti vengono a cercare per avere consigli, soprattutto in questioni di sesso. Ed essendo il maggiore, non puoi tirarti indietro. Dopo un po’ che mio fratello Aldo ed Elisa uscivano insieme, lui, non senza imbarazzo, mi aveva chiesto se qualche volta poteva portare Elisa a casa mia quando io non c’ero, visto che non avevano un posto sicuro e tranquillo dove stare un po’ da soli. Lui si è espresso così, ma io ho immaginato che non intendessero giocare a scacchi, soprattutto conoscendo Elisa.

Chiaramente sono stato ben lieto di aiutarlo, e ho approfittato anche per dargli qualche consiglio, visto che lei, da quello che avevo visto, mi era sembrata molto più esperta di lui. Ho imposto dei paletti ben precisi, ma gli ho messo a disposizione la casa, e questo ha notevolmente migliorato il loro rapporto. Considerando quello che avevo intravisto nel vicolo quel giorno, non so immaginare cosa sia capace di fare Elisa avendo a disposizione un letto. Di sicuro comunque il mio materasso ne aveva viste di tutti i colori, non penso che Elisa possa averlo scandalizzato. E poi avevo già prestato più volte la casa anche a Matteo e a Gianni, e pure loro quanto a fantasia non erano certo carenti.

Quando Anna è venuta a sapere della cosa, si è molto contrariata. Io pensavo che fosse per questioni morali, invece mi ha fatto quasi venire un colpo.

“Anch’io voglio la possibilità di usare la casa con Stefano!”

“Come scusa? Vorresti la casa per cosa?”

“Per lo stesso motivo per cui la vuole Aldo”. Il tono della voce era sicuro e sfrontato, ma non si azzardava a guardarmi in faccia, e faceva finta di sistemare dei libri che non avevano nessun bisogno di essere sistemati. Così mi sono avvicinato, fingendo di aiutarla a mettere in ordine.

“Ma tu e Stefano…” e ho tenuto volutamente sospesa la frase per lasciare che fosse lei a terminarla.

“Io e Stefano non abbiamo ancora fatto niente, per ora. Ma adesso che ha dimostrato di volermi bene, e ha rinunciato all’ottava meraviglia del mondo per me, ho capito che forse andrebbe anche un po’ accontentato”.

Ho temuto che mi chiedesse come, e sinceramente non avrei saputo cosa risponderle. Dopo tutto è mia sorella, diavolo, come si fa a parlare di queste cose con una sorella?

“Cosa ne pensi se ne parlo con Francesca? Forse potrebbe consigliarmi”.

“Mi sembra perfetto!”. Ottima idea davvero, questo mi toglieva dall’imbarazzo e la metteva al sicuro da consigli sbagliati.

Io e Francesca avevamo parlato del sesso, prendendo in considerazione rapporti che escludessero la penetrazione. In realtà ci sono tantissime cose molto piacevoli che si possono fare, anche escludendo un rapporto completo. Petting e magari rapporto orale. Non glielo avrei mai chiesto, ho troppo rispetto per Francesca, ma mi sarebbe piaciuto molto praticarlo io su di lei, e sono certo che non le sarebbe dispiaciuto per niente. Poi magari, chi lo sa, da cosa nasce cosa… Il problema è che per la Chiesa il sesso è comunque peccato, anche solo pensarci. Per me l’unico peccato è non farlo. Per la Chiesa qualunque cosa tu faccia, non diretta alla procreazione, è un atto impuro, perché usi il corpo per il tuo piacere personale.

Personalmente avrei una mia teoria per risolvere il problema: basterebbe che ognuno avesse cura di procurare piacere all’altro, senza curarsi del proprio. Il risultato finale sarebbe un rapporto pienamente soddisfacente per entrambi, senza alcun uso egoistico del corpo. Così, secondo me, non dovrebbe essere considerato peccato. E avevo già in mente due o tre cose che avrei fatto volentieri a Francesca, ma lei si è mostrata poco convinta di questa mia teoria. In realtà ha sentimenti contrastanti sulla questione: da una parte ha il timore, che mi aveva già espresso, di non essere all’altezza delle mie aspettative, considerando le esperienze che ho avuto prima di lei; dall’altra però non ha nessuna intenzione di diventare un oggetto sessuale nelle mie mani. Da una parte vorrebbe farmi felice, ma non si sente in dovere di soddisfare tutte le mie fantasie, dall’altra ha paura che con il tempo io mi stanchi e cerchi altrove quello che lei non mi dà. Da quello che ho capito io, una parte di lei pensa che il sesso sia peccato, sicuramente per via dell’educazione che ha ricevuto, ma un’altra parte non vede l’ora di peccare. Certo se sapesse di sua madre… Ma non ho certo intenzione di dirle nulla. Sono convinto però che quando potremo stare un po’ da soli, e riuscirò a farle provare certe sensazioni, tutto sarà più facile e naturale. Sono anni che mi esercito con la respirazione, il sesso tantrico dà risultati favolosi. Ma non sono cose di cui parlare a tavolino, sono cose da provare, insieme, da sperimentare con calma. Alla fine le ho detto di non preoccuparsi, e di vivere il tutto con gioia e serenità. Poi non siamo più tornati sull’argomento. Chissà cosa ha detto ad Anna.

Esattamente cosa le abbia consigliato non mi è chiaro, comunque Stefano ultimamente mi pare molto più felice e rilassato.

Anche mia madre, dopo che è tornata da Assisi, mi è sembrata molto soddisfatta. Ovviamente non mi ha detto esattamente cosa sia successo, ma ha parlato di una gita stupenda, da tutti i punti di vista, lasciando intendere molto, senza specificare nulla.

Per fortuna. Non credo che ce l’avrei fatta a reggere i particolari.

Mio padre invece mi ha raccontato praticamente tutto della sua due-giorni con la madre di Francesca. Gli ho detto più volte che questo tipo di confidenze, fatto da un padre, mi imbarazza, ma lui sembra che si diverta a raccontarmi i particolari più intimi. E io dopo non riesco a guardare in faccia Francesca. Questa volta mi ha raccontato nei dettagli la nuova esperienza che ha fatto provare a Serena, in pratica quello che io adoravo fare con Sonia. Solo che Sonia lo aveva fatto tante volte e sapeva come farlo, sapeva muoversi nel modo giusto per evitare di provare dolore e per aumentare il piacere di entrambi, mentre la mamma di Francesca non l’aveva mai fatto prima, per lei è stata una scoperta. Una magnifica scoperta, a sentire mio padre.

“Ha imparato subito come muoversi, è molto portata. Se Francesca le assomiglia, sei fortunato”.

Io non riuscivo ad ascoltare, mi figuravo la mia futura suocera in quella posizione e mio padre che la iniziava ai piaceri del sesso proibito. Non contento, mi ha confidato pure di aver preso la pillolina blu, per sicurezza.

“Sai non sono più un ragazzo, e quel tipo di rapporto richiede un certa tenuta”.

“Possiamo parlare d’altro, per favore?”

“Perché? Ormai sei un uomo, stai per sposarti. Meglio che tu sappia come si soddisfa una moglie. Serena non lo aveva mai fatto perché suo marito non era interessato a quel tipo di rapporto, ma le è piaciuto molto, tanto che si è rammaricata di non averlo mai fatto prima”.

“Conoscendoti, le farai sicuramente recuperare il tempo perduto”.

“Puoi giurarci. Serena sta vivendo una seconda giovinezza, con me sta realizzando i sogni erotici che ha represso per tutti questi anni, visto che il marito era parecchio abitudinario e privo di fantasia. Comunque, se ti può far sentire più tranquillo, continua a ripetere che non ha nessuna intenzione di lasciarlo”.

Mi chiedo se sarebbe ancora della stessa idea, sapendo quello che è successo ad Assisi. Spero di non scoprirlo mai, ma soprattutto, spero che non debba scoprirlo Francesca.

≈ ≈ ≈ ≈ ≈

Chi volesse leggere le puntate precedenti, può trovarle nel menù in alto, raccolte nella cartella “Notebook”.

Notebook 3: Aldo e Elisa

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7 risposte a "Notebook 24: parliamo di sesso"

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