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Notebook 25: parliamo d’amore

Sono talmente preso in mezzo alle storie degli altri, che non ho tempo di pensare alla mia. Ho rivisto Gianni e abbiamo parlato un po’ di lui e Sara. Ora escono insieme e si vedono anche fuori dal lavoro, ha detto che ha deciso di darle una possibilità.

“Non fare lo scemo con me, che ti conosco da una vita. Si vede benissimo che sei completamente preso di lei.”

“Il fatto che avessi una cotta per lei da ragazzo non significa che sia ancora innamorato!”

“Non capisco perché non vuoi ammetterlo. Solo perché questo contrasta con quello che hai sempre sostenuto?”

“Io non ho mai detto che una ragazza bella non può avere un’anima bella, solo che è molto più difficile. Guarda Francesca: ha un’anima bellissima ed è anche molto bella.”

“Anche Sara, se è per questo.”

“Sara è come un diamante grezzo, bisogna ripulirlo dalle impurità per vederne il valore reale.”

“Piantala! Sara non ha niente a che fare con le tue teorie, è il tuo amore da sempre, punto e basta.”

Per la prima volta, da quando lo conosco, l’ho visto perdere la consueta sicurezza, come un funambolo che perde per un attimo l’equilibrio.

“Nella vita ci vogliono regole, se no domina il caos, e le regole vanno rispettate se no non hanno nessun valore.”

“L’amore non ha regole, e anche se uno se le impone, può succedere d’innamorarsi senza logica. Guarda me: mi sono innamorato di una persona che fino a poco tempo fa avrei scartato a priori, una ragazza che all’inizio ho cercato di evitare come la peste, e adesso non posso farne più a meno.”

“Forse l’amore è come una di quelle malattie dell’infanzia, che devi prendertela almeno una volta, per poi essere immune per sempre.”

“O forse è una di quelle malattie per cui non ci sono cure.”

Guardando Antonio, il mio collega anziano, penso proprio che sia così. E’ completamente preso dalla sua Maria, ormai non parla d’altro. Ha deciso di farmela conoscere, e ha parlato di uscire a cena una sera, tutti insieme.

“Con anche tuo figlio e Sonia?”. Chiaramente scherzavo e ho creduto fosse chiaro, ma Antonio non ha colto l’ironia.

“No, con mio figlio magari in seguito. Adesso vorrei farti conoscere Maria, mi interessa molto il tuo giudizio, ma soprattutto quello di Francesca.”

“Scusa, perché il giudizio di Francesca ti interessa più del mio?”

“Mi piace parecchio la tua ragazza, ha dimostrato di non fermarsi all’apparenza, ma di saper andare oltre. Secondo me ha la capacità di comprendere a fondo le persone. Prima di stravolgere la mia vita ho bisogno di capire, e in questo momento non sono abbastanza obiettivo. Ho bisogno dell’aiuto di occhi diversi dai miei per prendere delle decisioni.”

Devo ammettere che mi ha fatto molto piacere sentire che Antonio aveva una così alta considerazione di Francesca, considerando che fino ad allora era stato il suo più acerrimo avversario. Ma forse quello che lui aveva sempre avversato era il suo ruolo di fidanzata, prossima a mettermi un cappio.

Così abbiamo combinato per una cena a quattro. Il problema era cosa dire a Francesca, perché lei conosce Antonio solo di nome, sa che è un mio collega, ma non sa altro, e non potevo certo raccontarle tutta la storia senza compromettere la sicurezza di Maria e del figlio. Perciò, d’accordo con Antonio, ho tralasciato tutti i particolari meno importanti, e le ho semplicemente detto che lui ha rincontrato un suo amore di gioventù e sta cominciando a pensare di mettere la testa a posto. In questo modo ho evitato anche di influenzare il suo giudizio su di lei e su tutta la faccenda. Tanto per complicare le cose, è venuto fuori che Maria ora si chiama Carmela, per via della nuova identità di copertura. Per fortuna non avevo ancora detto il nome a Francesca, così quando Antonio ce l’ha presentata, sono rimasto sorpreso solo io. In realtà sono rimasto senza parole anche per via della bellezza di Carmela: una donna splendida, soprattutto considerando l’età, un viso luminoso e solare, nonostante le rughe che hanno segnato negli anni il suo sorriso, senza tuttavia spegnerlo. Due occhi profondi e veri, scuri come un abisso in cui potresti pensare di trovare tutte le verità del mondo. Si vede che nella sua vita ha sofferto, ma si vede anche che non si è mai arresa. Una donna di carattere.

Con Francesca hanno fatto subito amicizia, entrambe sono molto credenti e hanno molti interessi in comune, a dispetto dell’età differente. Mi è sempre piaciuta la dolcezza con cui Francesca riesce a mettere a suo agio chiunque, trovando l’argomento giusto di cui parlare e quello da evitare accuratamente. A volte sembra che abbia un sesto senso, sicuramente se la cava molto meglio di me. Carmela e Antonio ci hanno raccontato della loro giovinezza, di come si sono conosciuti e innamorati, e guardando come Carmela ne parlava si capiva che prova ancora gli stessi sentimenti. Ovviamente tutta la parte della loro relazione che andava taciuta è stata omessa, e Francesca non ha fatto domande. Amo la sua discrezione, una dote che purtroppo io non ho, ma stando con lei sto lentamente imparando. La serata è stata piacevole ed è filata senza intoppi fino alla fine. Quando ci siamo salutati, Francesca ha invitato Carmela a venire a messa nella sua parrocchia domenica, e lei ha accettato volentieri. Quando io e Francesca siamo rimasti soli, ne abbiamo parlato.

“Cosa ne pensi?”

“Antonio è come lo avevi descritto, ostenta sicurezza, ma sotto sotto è alla ricerca di conferme.”

Io, che lo conoscevo da anni, non avrei saputo dirlo meglio.

“E lei, come ti sembra?”

“Una donna in gamba, volitiva e determinata, ma anche estremamente dolce. Guardandoli si vede che sono ancora innamorati.”

“Non credi che sia una follia l’idea di sposarsi a quell’età?”

“Perché? L’amore non ha età. Se possono avere un po’ di felicità per gli anni che gli rimangono da vivere, non dovrebbero negarsela.”

Ho dovuto convenire che aveva ragione, ma non ho potuto fare a meno di chiedermi se avrebbe detto la stessa cosa, parlando di suo padre e mia madre.

≈ ≈ ≈ ≈ ≈

Chi volesse leggere le puntate precedenti, può trovarle nel menù in alto, raccolte nella cartella “Notebook”.

Notebook 18: Antonio

Notebook 19: Sara

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22 risposte a "Notebook 25: parliamo d’amore"

  1. l’amore!! io non ho mai amto il matrimonio e l’ho fatto solo tardi quando proprio mia figlia era già grande e ho ceduto alle insistenze di lui, la mia idea dell’amore è libertà! nel senso di essere liberi e di stare con lui o lei solo prchè si vuole condividere un viaggio insieme… cioè vivere il quotidiano senza lacci e lacciuoli..ma questo è il mio pensiero e po sì mi son sposata anche io…

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  2. Pingback: Notebook 29: Sonia e Francesca | Centoquarantadue

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