Curiosità

La leggenda del girasole

Esistono diverse leggende che circondano questo fiore, che da sempre ha suscitato curiosità per il suo inconsueto comportamento. Quella di origine romana è narrata da Ovidio nel IV libro delle Metamorfosi.

Clizia era una giovane ninfa innamorata del dio del Sole, ogni giorno lo seguiva con lo sguardo mentre guidava il carro di fuoco. Apollo lusingato da tanto amore dapprima cedette alla ragazza, ma dopo averla sedotta, l’abbandonò. Il dio del Sole, da quel seduttore impenitente che era, si invaghì ben presto di Leucotoe, figlia del re babilonese Orcamo e, con un sotterfugio, le si avvicinò e la sedusse. Innamoratosi follemente di lei, non rivolse più le sue attenzioni a nessun’altra fanciulla. Ma Clizia, pazza di gelosia, rivelò al padre di Leucotoe la relazione della figlia col dio del Sole e il padre, colto da insano furore, uccise la figlia, provocando un dolore immenso ad Apollo che rinunciò definitivamente alla dolce compagnia femminile. Clizia era disperata a tal punto che pianse per nove giorni interi, immobile in un campo, mentre continuava ad osservare il dio del Sole viaggiare sul suo carro, finché, consunto dal dolore, il corpo della ninfa piano piano si irrigidì trasformandosi in uno stelo sottile ma resistente, i suoi piedi si conficcarono nella terra, mentre i suoi capelli diventarono gialli. Clizia si trasformò così in un girasole, il fiore che continua a volgersi verso il sole

Nonostante la vicenda racconti un amore sfortunato, il simbolo del girasole è quello di amore, devozione, lealtà e ammirazione.

Il girasole ricorda il sole per le tinte dei suoi petali sgargianti, gialli o arancioni, e per la sua forma rotondeggiante. Per questi motivi il significato di questo fiore è relazionato con quello del sole e della luce, che in tutte le culture indicano vita, gioia, letizia.

In Cina il girasole è simbolo di longevità e fortuna. Allo stesso modo nel linguaggio dei fiori il girasole è segno di felicità e dedizione.

Un altro significato del girasole proviene dal suo particolare comportamento. Il continuo volgere del capolino verso il sole dall’alba al tramonto, può essere tradotto in desiderio. Desiderio di voler trascorrere insieme alla persona amata un certo periodo di tempo, un’intera vita o un solo giorno.

Il girasole, in altre tradizioni e culti popolari, esprime anche gratitudine oltre che rispetto e ammirazione per la persona che lo riceve in dono.

La pianta era ben nota e coltivata nelle Americhe fin dal 1000 a.C. e gli Incas consideravano il girasole immagine del loro dio Sole.

Narra una loro leggenda che, al tempo in cui gli uomini ancora non sapevano né coltivare né cacciare e si nutrivano solo dei nemici uccisi in battaglia, il dio Sole pensò, per portare agli uomini la civiltà, di inviare sulla terra due dei suoi figli: Manco Capac e la sua sorella-sposa, Mama Oello Huaco. I due intrapresero il viaggio verso la terra portando con loro l’immagine del padre, rappresentata in un fiore (il girasole appunto) e un cuneo d’oro. Non avendo idea di dove stabilirsi affidarono la scelta della loro nuova dimora al cuneo d’oro. Trovarono il posto ideale al centro di una fertile vallata in Perù, dove il cuneo si era piantato nella terra senza sforzo: questa località, chiamata successivamente Cuzco (“ombelico” in lingua Inca) divenne in seguito la capitale dell’Impero.

In ambito cristiano il fiore evoca la fede e la resurrezione di Cristo, mentre in Cina i suoi semi sono considerati un cibo che rende immortali. Il girasole dunque evoca l’amore, l’adorazione dell’amante che non abbandona mai con gli occhi l’amata o l’amato; un’allegoria che ricorda il dio induista Brahma che, desideroso di non perdere mai di vista la bella Sarasvati, si vide spuntare ben quattro teste in ogni direzione, per poterla ammirare ovunque si trovasse.

Una bizzarra curiosità matematica: la sistemazione dei semi all’interno del disco segue la sezione aurea, formando uno schema a spirali in cui il numero di spirali orarie e di quelle antiorarie sono successivi numeri di Fibonacci. Di solito ci sono 34 spirali in un senso e 55 nell’altro; in girasoli molto grandi si possono trovare 89 spirali in un senso e 144 nell’altro.

Il girasole è stato un soggetto privilegiato del pittore olandese Vincent van Gogh. I girasoli lo affascinavano tanto da rappresentarli, tra il 1888 e il 1889, in molte tele. Per van Gogh questi fiori simboleggiavano il sole, una tensione costante verso la luce, simbolo di gioia e ottimismo.

Sperando di non avervi annoiato troppo, concludiamo con due poesie ispirate a questo fiore.

PORTAMI IL GIRASOLE

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.
(E. Montale)

NON AVESSI VISTO IL SOLE

Non avessi mai visto il sole

avrei sopportato l’ombra

ma la luce ha aggiunto al mio deserto

una desolazione inaudita. (Emily Dickinson)

|thecolvinco – ilgiardinodegliilluminati – passaggioasudest – wikipedia|

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21 risposte a "La leggenda del girasole"

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