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Notebook 27: nuovi e vecchi amici

Avevo quasi dimenticato che Francesca aveva invitato a cena l’idiota e la sua bellissima fidanzata. In realtà non posso più chiamarlo così, perché Francesca si arrabbia, perciò l’ho soprannominato “lo sciocco”, visto che di sicuro un genio non è. Uno che ride in quel modo, non può essere molto intelligente. Così ho cucinato una bella cena per quattro e mi sono preparato psicologicamente ad una serata noiosissima. Invece, in fondo, è stata una serata abbastanza interessante.

Quella che mi ha sorpreso di più è stata Maria Teresa, per gli amici Titta, come ha precisato lei appena seduta a tavola. Devo dire che si è rivelata abbastanza simpatica, ma soprattutto molto intelligente. E’ un genio, forse anche più di Gianni, sa un mucchio di cose ed è brillante, acuta e ironica. All’inizio non capivo perché si fosse presa uno sciocco come Angelo, poi ho concluso che probabilmente è consapevole della sua bruttezza e di non poter certo aspirare a molto di più. E dopo tutto Angelo non è proprio uno stupido, o meglio lo è solo per certe cose.

In compenso è innamorato perso di lei. Vede solo la bellezza del suo essere, pare non accorgersi del suo aspetto. Di carattere mi sembra poco interessato al sesso, suppongo che lo trovi comunque più un fastidio che un piacere, al di là dell’aspetto della partner. A Titta invece sembra che un po’ di sesso non dispiacerebbe, almeno da certe allusioni che ha fatto, e che Angelo ovviamente non ha colto. Se a Gianni dovesse andare male con Sara, potrei proprio presentargliela. Oltre che ammirarla per la sua intelligenza, sono sicuro che riuscirebbe a fare pure dell’ottimo sesso con lei. Io, forse, una volta, potrei pure farcela, in mancanza d’altro, al buio.

Mentre cercavo di rimuovere questo pensiero raccapricciante, che non so come mi fosse venuto in mente, lei ha fatto un complimento alla mia cucina. Sembra che legga nei miei pensieri, ogni volta che penso una cattiveria su di lei, dice qualcosa di carino su di me, facendomi sentire un verme.

Angelo è uno con cui puoi parlare di tutto, tolta la gnocca e il sesso, lo sport, e l’80% dei programmi televisivi. In più non ha un gran senso dell’umorismo, anzi, diciamo pure che ne è privo. E’ capace di ridere come uno scemo senza motivo, e poi gli devi spiegare certe battute che capirebbe anche un bambino. Indubbiamente per la maggior parte delle persone sarebbe una compagnia noiosissima, ma tutto sommato è stata comunque una bella serata, a patto di non ripeterla più. Il problema è che Titta e Francesca sono diventate molto amiche, perciò temo che ci saranno altre serate come questa. Anche perché quando ci siamo salutati, Titta si è affrettata a dire “Magari andiamo a mangiare una pizza qualche volta, cosa ne dite?”

E prima che io potessi parlare, Francesca ha risposto anche per me.

“Ottima idea! E non c’è neanche bisogno di uscire, lui fa una pizza buonissima.”

“Splendido, allora ce la devi proprio far assaggiare!”

E’ magnifico quando gli altri ti mettono in mezzo, e a te non resta che sorridere e annuire.

Archiviata la serata con Titta e Angelo, ho parlato di nuovo con Sonia. Non ha ancora deciso bene cosa fare. Le ho fatto presente che prima o poi col suo passato dovrà fare i conti. Certo se lui fosse stato un cliente sarebbe stato più facile, venir fuori dal nulla a confessare di essere una escort non è facile e non ci si può aspettare una reazione positiva, per quanto uno possa essere innamorato. Sto cercando di prepararla al peggio, perché penso proprio che il figlio di Antonio la lascerà su due piedi quando saprà la verità, ma non voglio spaventarla troppo.

“Comunque è un rischio che prima o poi dovrai correre perché la verità ha la tendenza a venire a galla, un po’ come è successo tra Marta e Paolo.”

“Ma tu mi ci vedi? Come dovrei dirglielo secondo te? Sai, devo dirti una cosa, non vorrei che la prendessi male, premetto che ti amo tantissimo. Per un po’ di tempo ho fatto la escort, tutta gente di classe però, pieni di soldi. Spero che questo non incrini il nostro rapporto.”

“No, ma figurati. Perché mai una cosa del genere dovrebbe incrinare il nostro amore. Il fatto che hai scopato per soldi con centinaia di uomini non ha importanza, se erano tutte persone per bene.”

Per fortuna Sonia ha preso in ridere la mia imitazione del suo fidanzato, e ci siamo fatti quattro risate insieme.

Tra le altre cose, le ho raccontato quello che era successo domenica a messa, anche per distrarla un po’. Quando ha saputo della reazione abbastanza contenuta di Don Piero, ha convenuto con me che è un tipo in gamba, per essere un prete.

“Cosa diresti se provassi a parlare con lui, per avere un consiglio?”

L’idea che Sonia potesse parlare con Don Piero non mi piaceva tantissimo, ma ho dovuto riconoscere che forse avrebbe potuto aiutarla. E così ho accettato di farli incontrare.

Naturalmente non ho raccontato a Don Piero i particolari del mio rapporto con Sonia, ma a grandi linee ha capito che tra noi c’è stato qualcosa di più di un’amicizia. In realtà gliene avevo già parlato, quando gli avevo raccontato del mio passato, ma per fortuna non se ne ricordava. O forse ha fatto finta di non ricordare. Quel prete è davvero in gamba. Mi ha chiesto maggiori informazioni sulla sua situazione, e normalmente avrei detto che non potevo dire altro, ma poi ho pensato al segreto confessionale. Quindi gli ho raccontato la storia del fidanzato di Sonia, come se fossimo in confessione.

Ora che ha visto Sonia, si dice ancora più convinto del mio amore per Francesca. Don Piero non è gay, apprezza le donne, e sa ben distinguere una bella donna quando la vede. Come faccia a resistere al sesso è un’altra questione, è una discussione che abbiamo iniziato ma non abbiamo ancora approfondito.

Comunque capisce benissimo che per un peccatore come me, aver mollato tutto per Francesca può significare solo che la amo davvero. Soprattutto ora che ha visto e conosciuto Sonia.

Stavo riflettendo sul fatto che Don Piero mi dovrebbe essere grato per il gran numero di peccatori che gli sto facendo conoscere e che cercano di redimersi. Forse anche Antonio e Carmela finiranno per contattarlo. Da quando mi ha conosciuto quel prete si è liberato dalla monotonia dei soliti banalissimi peccati, gli ho aperto un nuovo mondo. Forse potrei parlargli anche dei genitori miei e di Francesca, ma obiettivamente mi sembra un po’ troppo tutto in una volta.

≈ ≈ ≈ ≈ ≈

Chi volesse leggere le puntate precedenti, può trovarle nel menù in alto, raccolte nella cartella “Notebook”.

Notebook 20: love is in the air

Notebook 21: Sonia e Antonio

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14 risposte a "Notebook 27: nuovi e vecchi amici"

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    In effetti, da come era cominciato questo “racconto” (ormai si può parlare di novella o romanzo) ha preso una piega decisamente inaspettata: di certo non ci si annoia! 😀

    Piace a 1 persona

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