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Notebook 41: gran finale (seconda parte)

La prima parte del finale qui (prima parte)

Avevamo scelto una mazurca per iniziare, era il ballo in cui andavo meno peggio. Dire meglio, sarebbe usare un termine esagerato. La musica è partita e abbiamo iniziato a ballare, occhi negli occhi, poi è bastato il sorriso di Francesca, e ho dimenticato tutte le mie paure. Così ha avuto inizio la festa.

È stato un successone e anche Pablo, che era stato invitato al ricevimento, mi ha abbracciato commosso: aveva giurato che mi avrebbe insegnato e c’era riuscito, il suo onore era salvo e anche il mio, per fortuna. Ora avrebbe potuto vantarsi di me tra i suoi successi più grandi. Anche gli amici che avevano assistito ai miei disperati tentativi di imparare a ballare, mi hanno festeggiato increduli.

La festa è stata bellissima, la musica e il ballo certo sono stata un’arma vincente, tutti sono stati coinvolti, e si sono divertiti: Pablo aveva portato due suoi collaboratori che dovevano mostrare i movimenti da fare per i balli di gruppo, e i due ragazzi sono stati eccezionali nello spingere la gente a ballare e divertirsi.

Ad un certo punto io, Matteo e Gianni siamo stati presi per mano da Francesca, Ilaria e Sara e portati sotto il palco, vicino all’orchestrina, mentre loro tre hanno cominciato a cantare una canzone dedicata a noi. Avevano scelto “I won’t let you go”, in sostanza un avvertimento alle altre donne di lasciarci perdere perché d’ora in poi ci sarebbero state solo loro, e guai ad avvicinarsi….

La canzone è stata un successo, anche perché si erano preparate bene e avevano allestito anche una specie di balletto, ognuna vicino al suo compagno, girandoci attorno mentre cantavano. Alla fine, ci siamo abbracciati e baciati tra gli applausi di tutti.

L’unico momento in cui ho fatto brutti pensieri, è stato quando i miei genitori e quelli di Francesca hanno iniziato a ballare, e poco dopo c’è stato lo scambio delle coppie, come si usa fare quando si balla. Sapevo che non avrebbero fatto nulla per rovinare la nostra festa, anche perché avevo parlato sia con mio padre che con mia madre, separatamente, prima della cerimonia, ma vederli ballare a coppie scambiate mi ha dato un po’ di brividi… Il pensiero che Francesca un giorno possa scoprire cos’è successo tra loro, e soprattutto possa venire a sapere che io ne ero a conoscenza, mi spaventa tantissimo. Invece, per fortuna, sono stati tutti impeccabili, tanto che Francesca mi ha abbracciato e ha detto “Guarda che belli, sono contenta che vadano così d’accordo.”

“Anche troppo” avrei voluto rispondere, ma mi sono limitato ad un salomonico “sì, sono davvero belli.”

Dopo i balli io e Francesca abbiamo girato un po’ tra i tavoli degli invitati, a salutare, ringraziare e chiedere se era andato tutto bene. La maggior parte degli invitati erano parenti e amici suoi, e ognuno ha raccontato un episodio che riguardava Francesca; si vedeva che tutti le vogliono bene, un affetto sincero e profondo. Sicuramente il matrimonio intimo ha un suo significato, ma essere immersi e circondati da tutto questo affetto è una sensazione bellissima, la felicità condivisa è un’emozione davvero piacevole.

Sonia e Alberto sono venuti a salutarci, prima di andare via: lei era elegantissima e stupenda, tutti la guardavano ammirati ed era impossibile non notarla, ma sembrava una vera signora, nessuno poteva sospettare il suo passato. Hanno aspettato il nostro matrimonio per la partenza, e spero davvero che siano felici nella loro nuova vita.

Francesca si sta muovendo nel letto, mi giro a guardarla. È bellissima, talmente bella che mi sembra un sogno. Guardo di nuovo fuori dalla finestra, forse per essere sicuro che sia tutto vero.

La mia nuova avventura inizia adesso, e mi rendo conto che è come se la vita avesse deciso di darmi un premio ancora prima di essermelo meritato, ed ora dicesse “meritatelo, se no tutto quello che hai vissuto oggi andrebbe sprecato.”

Mentre guardo fuori dalla finestra sento prima come una carezza e poi un abbraccio che mi avvolge. Riconosco quell’abbraccio, è quello che mi ha consolato da ragazzo, quello in cui mi sono abbandonato tante volte quando ne avevo bisogno, l’unico che oggi mi è mancato. Ma ora so che anche lei è qui.

“Prometto che farò tutto il possibile perché questo amore sia bello come quello che hai vissuto con il nonno e duri per sempre, come il vostro.” Senza rendermene conto ho parlato ad alta voce, e Francesca si è svegliata.

“Amore, dove sei?”

“Sono qui” mi avvicino al letto, mi sdraio accanto a lei e l’abbraccio “sono qui, e ti amo da morire.”

FINE

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27 risposte a "Notebook 41: gran finale (seconda parte)"

  1. Meraviglioso ed emozionante finale, un lieto fine dolcissimo! ❤️ Tantissimi complimenti per il vostro racconto!!! 👏👏👏
    È stato un immenso piacere leggere la loro bellissima storia, Francesca e il protagonista rimarranno sempre nel mio cuore!
    Grazie mille per la condivisione! ❤️

    Piace a 1 persona

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