Passo a due

Dobbiamo parlare!

Conoscete un uomo che davanti a questa affermazione non abbia tremato? Le donne hanno questi momenti in cui devono parlare, o meglio chiarire… Di solito ne sentono la necessità quando state facendo qualcosa d’interessante, magari durante la finale della coppa del mondo di calcio. Si piazzano davanti al televisore e vi dicono “dobbiamo parlare” con un tono che non ammette repliche. Allora voi cercate di correre ai ripari e provate a rimandare in qualche modo il supplizio.

“Tra venti minuti la partita è finita, poi parliamo quanto vuoi.”

“No, dobbiamo parlare adesso.”

Voi vi domandate cosa possano mai cambiare i venti minuti che mancano alla fine della partita, considerando il “finché morti non ci separi” che vi unisce, e che offre di fatto parecchio tempo disponibile per la conversazione.

“Ma è quasi finita…”

“Ecco, tutto è più importante di me!” e parte con il tono tragico, il suo preferito, mentre si agita confusamente per dare più enfasi alle parole, lasciandovi intravedere a malapena uno splendido tiro e una bellissima parata.

“Amore, dieci minuti e poi parliamo di quello che vuoi.”

Lei smette di parlare, ma incrocia le braccia in segno di stizza e si piazza davanti al televisore in modo da coprire del tutto lo schermo.

“Amore, ti potresti spostare?” chiedete gentilmente.

“Ah, adesso mi vedi? Credevo che non mi vedessi più, pensavo di essere diventata trasparente.”

In quel momento, alle sue spalle, l’Italia ha segnato. Naturalmente lo avete intuito dal grido del commentatore, ma non siete riusciti a vedere nulla.

Lei si gira, guarda la televisione e… “hanno fatto goal?” chiede con una noncuranza che dovrebbe essere punita a norma di legge.

“Sì, hanno fatto goal” rispondete sconsolati, sicuri che v’impedirà di vedere anche il replay.

“Bene, allora adesso possiamo parlare…”

♥♠♥♠♥♠♥♠

Che bel quadretto hai rappresentato, davvero pittoresco! Partiamo dall’inizio. Perché voi uomini vi spaventate davanti alla frase “dobbiamo parlare”?

Forse perché sapete che quando arriviamo a pronunciarla, vuol dire che siamo alla frutta. Di solito a quel punto noi donne abbiamo già tentato di tutto: il silenzio passivo, la comunicazione non verbale, il linguaggio del corpo, il labiale mimato, il codice morse e la segnaletica nautica, pur di attirare la vostra attenzione. Ma niente, siete sordi a qualunque tentativo di comunicazione.

E dopo tutti i nostri sforzi per farvi capire che c’è qualcosa che non va, cosa otteniamo? Una delle frasi più odiose che il genere maschile abbia mai inventato: “Per caso hai le tue cose?”, a cui di solito, dopo la nostra risposta negativa, segue un’altrettanto simpatica domanda: “Allora mi spieghi cos’hai?”.

Questo la dice lunga su quanto ci conoscete e ci capite… Perché se davvero ci comprendeste e vi preoccupaste per noi, sapreste benissimo cos’è che non va, cosa ci ha ferito o semplicemente messo di malumore.

Invece no, bisogna spiegarvi le cose col cucchiaino, scandendo bene le sillabe e sperando di avere la vostra attenzione. Dobbiamo chiedere udienza per essere ascoltate, ecco perché si arriva al “dobbiamo parlare”.

Ed ecco perché vi spaventa tanto. Perché per una volta vi tocca ascoltare, in modo che le parole non entrino da un orecchio, per uscire subito dall’altro, ma vengano filtrate dal cervello, normalmente occupato a calcolare la taglia di reggiseno delle colleghe di lavoro. E mentre siete lì che vi chiedete se la nuova segretaria porta una terza o una quarta, noi stiamo decidendo se lasciarvi o no. Tanto per voi uomini va sempre tutto bene, e quando accenniamo a qualche problema, cascate dalle nuvole.

Una mia amica ha lasciato il compagno già da 2 settimane, e lui non l’ha ancora capito. Pensa che lei sia via per lavoro. L’altro giorno mi ha telefonato perché non sapeva usare la lavatrice e ho provato a insinuargli qualche dubbio…

“Sei sicuro che Laura non ti abbia detto proprio niente prima di partire?”

“Non saprei, in effetti quando parla non l’ascolto mai. Ma non mi sembra che mi abbia lasciato le istruzioni della lavatrice…”

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31 risposte a "Dobbiamo parlare!"

  1. “Dobbiamo parlare” è una costruzione del tutto arbitraria e fuorviante dal suo reale significato: quello che viene spacciato per un dialogo è solo un monologo travestito, il cui vero significato è “Smetti di fare qualsiasi cosa tu stia facendo, compreso un intervento a cuore aperto (come cardiochirurgo o come paziente poco importa) e ascolta la mia decisione” 😛

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  2. Però quando noi arriviamo al ‘dobbiamo parlare’ ed intendo quello serio, è perchè prima ci sono stati tanti tanti ma tanti sottointesi che ovviamente gli uomini non hanno saputo cogliere……. ops, accusa troppo pesante???

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