Racconti

Il Grande Giorno (quarta parte)

prima parte

seconda parte

terza parte

Mi rendo conto ora che queste pagine che sto scrivendo sono un po’ pesanti per chi deve leggere. Chissà poi chi le leggerà. Luca, sicuramente, su di lui so che posso contare. Spero solo che non pianga troppo.

Forse è il caso di sdrammatizzare un po’ raccontando un episodio che mi era capitato molto prima dell’incidente.

Una volta ho avuto una storia con una ragazza che stava su una sedia a rotelle. In verità all’inizio non mi ero accorto che fosse su una sedia a rotelle, e dopo averla abbordata mi dispiaceva scaricarla, per non ferirla. Eravamo a una festa, l’ho invitata a ballare e solo allora mi sono accorto che non poteva camminare. Abbiamo passato insieme una bella serata, anche senza ballare, chiacchierando e scherzando. A fine serata mi ha chiesto di riaccompagnarla a casa. Non ne avevo una gran voglia, ma non sapevo come rifiutarmi senza ferirla. Così l’ho accompagnata. Abitava in una casa di campagna, e c’era un lungo viale da percorrere per arrivare alla sua casa. A un certo punto mentre spingevo la carrozzina, mi ha chiesto di portarla sotto una specie di pergolato, e lì ha voluto che la prendessi in braccio e l’aiutassi a stendersi sull’erba, poi mi ha fatto segno di stendermi accanto a lei. Mi sentivo un po’ in imbarazzo, perché capivo come sarebbe finita. Non che mi dispiacesse, sia chiaro, anzi. Quando mi capitava più un’occasione così… Solo temevo che ci potessero scoprire, di veder arrivare sul più bello un padre munito di fucile. Invece è stato tutto molto dolce, lei mi ha tranquillizzato, dicendo che in casa c’era solo sua madre, poi mi ha preso la mano e l’ha appoggiata sul suo seno. Ci siamo baciati e il resto ve lo lascio immaginare. La natura è natura. Abbiamo fatto l’amore, poi l’ho aiutata a rimettersi sulla sedia e l’ho riaccompagnata fino alla porta di casa. Ho suonato e aspettato che sua madre ci aprisse. La donna mi ha accolto molto calorosamente, ringraziandomi e dicendo che si vedeva che ero un bravo ragazzo. Io che mi ero appena scopato la figlia cercavo di schermirmi, mi vergognavo, e lei invece continuava a ringraziarmi e a dire che era sicura che fossi un bravo ragazzo. Allora le ho chiesto da cosa si vedesse. Mi rispose: ‘Dal fatto che gli altri di solito la lasciano stesa sotto al pergolato e se ne vanno’. 

Ho raccontato questo episodio anche a Elisa, e lei ha cominciato a ridere. E mi è sembrata sempre più bella.

Se non fosse per il male, potrei anche dire che sto bene. Non sto prendendo nessuna medicina, neanche gli antidolorifici, e comincio ad avere dolori abbastanza forti da tutte le parti. Ho una sete tremenda, fame invece non ne sento. Non voglio mangiare perché se no mi cago addosso. Poi vengono le infermiere a pulirti, un’umiliazione indicibile. Se non mangio, non cago. La pipì dovrei farla nel pappagallo ma, non potendomi girare, mi bagno tutto. E poi dicono che dovrei continuare a vivere. 

Elisa è rimasta praticamente tutto il resto del giorno con me. Non ho capito esattamente se dovesse fare delle visite o altro. Un paio di volte è passato il dottore, voleva visitarmi ma io non ho voluto. Quando è andato via, ho detto a Elisa che era uno stronzo e che mi odiava, che mi teneva in vita per farmi dispetto, perché gli stavo sulle palle. Lei quando racconto queste cose ride sempre. Poi le ho detto che era incredibile come fra tanti casi di malasanità, di gente che muore per errore, io, che vorrei morire, avessi trovato l’unico medico coscienzioso, che fa di tutto per salvarmi la vita. Quale vita? Dovrei vivere per forza, paralizzato, incapace di fare qualsiasi cosa. Assurdo. E quanto costerei alla collettività? Con quei soldi potrebbero vivere benissimo chissà quante persone. Persone che possono correre, andare in moto, fare l’amore. La vita deve essere vita. La mia nuova condizione è quella di semi-vegetale, no grazie. Almeno non per me. Elisa in realtà mi diceva che anche su una sedia a rotelle la vita può essere bella. “Certo” le ho risposto “per te che sei bella”. Dice che va all’università e fa medicina. Sono sicuro che diventerà una grande dottoressa, basta che sorrida per farti stare meglio, pensa se ti cura anche. In realtà credo che abbia detto un sacco di cose molto interessanti, sul valore della vita e cose così. Ma io continuavo a guardare il suo sorriso, gli occhi, i capelli, e le parole non le sentivo proprio.

Finora non ho parlato delle infermiere. Dopo la lite con il professore vengono spesso a chiedere se ho bisogno di qualcosa. Gli devo essere simpatico, forse perché ho detto di tutto alla capoinfermiera. Precisiamo, sono stato provocato. Dopo lo scontro con il dottore, la capoinfermiera mi ha rimproverato di essere un maleducato, dicendo che non dovevo trattare in quel modo il medico, che voleva solo aiutarmi. Le ho chiesto gentilmente se poteva andare a rompere i coglioni da un’altra parte. Lei altrettanto gentilmente mi ha mandato a quel paese, dicendo che, se fosse stata mia madre… Prima che potesse continuare, le ho garbatamente fatto notare che se lei fosse stata mia madre, poteva solo significare che di donne mio padre non capiva un cazzo, o che era cieco. Poi abbiamo continuato a insultarci, sempre molto gentilmente. Tutto questo davanti alle altre due infermiere, che devono aver gradito molto lo spettacolo.

È passato di nuovo il dottore. Ma non ha una famiglia? Non va mai a casa? Ha cercato di essere gentile, mi ha chiesto come andava, se sentivo dei dolori. Gli ho detto che i dolori erano molto forti, a volte insopportabili, e lui mi ha chiesto se volevo dei farmaci per diminuire il dolore. Gli ho risposto che non mi fidavo di lui, ché insieme a quelli mi avrebbe sicuramente rifilato qualche farmaco salva vita, e io volevo morire. Ha scosso la testa ed è andato via. Dopo un po’ è arrivata un’infermiera con la scatola di un farmaco. Mi ha fatto leggere le indicazioni, perché capissi che era un antidolorifico, e dopo mi ha fatto una puntura. Finalmente il dolore è diminuito e mi sono addormentato. Credo di aver sognato Elisa.

Continua…

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10 risposte a "Il Grande Giorno (quarta parte)"

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