Enigmi

Enigma mattutino

Un signore entra in un bar e chiede una bibita. L’uomo dietro al bancone, che non lo ha mai visto prima, e non ha quindi motivi di odio verso di lui, tuttavia estrae una pistola e uccide il malcapitato cliente. Come si spiega?

Ricordiamo che si tratta di un enigma di pensiero laterale, perciò le soluzioni possono essere diverse. Nel pomeriggio sveleremo quella prevista dagli ideatori dell’enigma, e mentre attendiamo le vostre ipotesi, vi lasciamo con il quadro I nottambuli di Edward Hopper.

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31 risposte a "Enigma mattutino"

  1. Pingback: Enigmă – Fericirea dintr-o clipă

  2. Sono curiosa… se riesco, più tardi passo a vedere la soluzione 😉 Intanto, buongiorno 🙂
    Bella scelta, quella di Hopper. Sai che, all’inizio, il dipinto era intitolato Night Hawks, falchi notturni, e che i due uomini e la ragazza al bancone sono autoritratti di Hopper e sua moglie? 🙂
    E niente, passavo da queste parti…
    Baci belli.

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    • Ciao, grazie di essere passata e grazie per le notizie sul quadro, non sapevo la storia degli autoritratti, forse il mio socio sì…
      La soluzione: è in corso una rapina, l’uomo dietro il bancone è il rapinatore, che ha appena ucciso il barista, e uccide anche il cliente per non lasciare testimoni.

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  3. Ordunque, la soluzione può esprimersi in diverse sfaccettature. Ne elenco alcune.
    – il cliente è uno zombie e la reazione del barman vien da sé.
    – l’uomo dietro al bancone non è il barman ma un rapinatore che ha appena ucciso il barman e non vuole lasciare testimoni.
    – il barman è in preda a una crisi esistenziale e si è messo a uccidere i clienti.
    – il cliente altri non è che un esattore delle tasse, da qui la giusta reazione del barman.
    – il cliente altri non è che un esattore del racket del pizzo, da qui l’ancora più giustificata reazione del barman.
    – le bibite sono finite, il barman è stanco di ripeterlo.
    – il cliente sfoggia due canini da classico vampiro e la sua richiesta di bere qualcosa di dissetante va a cozzare con il desiderio del barman di vivere almeno qualche annetto ancora. Di nuovo reazione giustificata sempre che il barman si sia premurato di utilizzare proiettili in argento.
    – il cliente si è presentato un minuto prima dell’orario di chiusura, direi che se l’è cercata.
    – Potrei continuare ma mi è venuta improvvisamente voglia di entrare in un bar a bere qualcosa…

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  4. Potrebbe essere andata così. Il barista che spara a quell’avventore, in realtà vede in lui una figura di riferimento della sua infanzia, da cui ha subito gravi maltrattamenti, dalla quale non si è potuto difendere e per la quale ha nutrito una rabbia feroce, nel tempo rimossa.
    L’avventore che, per via di un qualche gesto o parola aggressivi o recepiti dal barista come ingiustamente aggressivi, in questo caso rievoca nella mente del barista quella figura di riferimento malvagia e fa scattare quella rabbia rimossa. Rabbia mai elaborata che può portare, in alcuni momenti della vita, la persona gravemente maltrattata a compiere gesti inconsulti verso chi rievoca la sua rabbia. Non è raro che la cronaca racconti di persone che hanno ucciso, per un parcheggio, la persona che a loro modo voleva sottrarglielo.

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