Racconti a puntate

La storia di noi due #7

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Massimo Massimiliano era un uomo alto con la faccia simpatica, fisico d’atleta, vestito sempre elegantemente ma in maniera sportiva, per dare un’immagine di persona comunque alla mano, che nel suo lavoro era importante. Le cose dovevano andargli bene: aveva due segretarie e altri quattro investigatori alle sue dipendenze. L’ufficio era moderno e ben arredato e lui se ne stava lì, dietro la sua bella scrivania, aspettando che Marco parlasse. Lui si era sempre trovato a suo agio con Massimiliano, ma ora era un po’ in imbarazzo, perché la cosa lo toccava da vicino, non era più una questione di lavoro.

“Quello che ti chiedo, è di trovare questa persona e portarmi qualche informazione su di lei. Non devi fare altro, non devi seguirla o fare strani appostamenti, devi solo scoprire dove abita e, se ci riesci, trovare qualche informazione generica sulla sua vita: dove lavora, dove va in palestra, cose così.”
“Ma di lei cosa sappiamo?” aveva risposto Massimiliano.
“Sappiamo la città dove abita, Urbino, che non è sposata e che lavora in un’agenzia di viaggi, è molto sportiva e frequenta regolarmente una palestra dietro casa sua.” Queste le informazioni che Marco era riuscito a ricavare in un anno di chiacchierate sul blog.
“Non è moltissimo” aveva detto Massimo, con aria scettica.
“Neanche poco, però: la zona è delimitata, la città è piccola, quante agenzie di viaggi vuoi che ci siano? Il nome è Sara e fa la guida turistica.”
A quel punto Massimo aveva chiaramente chiesto perché la cercasse, e Marco era stato sincero, anche se non era stato facile rispondere.
“Non lo so esattamente, non ho intenzione di lasciare mia moglie, ma Sara è mentalmente quanto di più simile a me abbia mai incontrato nella mia vita, abbiamo molte passioni in comune, non mi interessa sapere se è bella o brutta, ma so che i suoi pensieri mi appartengono. Siamo come anime gemelle, e voglio vedere com’è veramente, voglio capire se è reale o solo una mia illusione, una fantasia nata nella mia testa. Poi nella vita non si sa mai…”
“Certo per uno che non vuole lasciare la moglie, andare a cercare la donna che potrebbe essere perfetta per lui, è un bell’azzardo” aveva risposto Massimo sorridendo.

Marco sapeva che l’investigatore aveva ragione, ma sapeva anche che ormai la curiosità lo aveva attanagliato. Come un giocatore di poker, sentiva il bisogno di andare a vedere, nonostante il rischio fosse altissimo….

“Lo so, ma credo che rimanere con la curiosità sia peggio. Magari dopo averla vista e conosciuta l’illusione finirà di colpo, si spezzerà l’incantesimo” aveva detto Marco, senza troppa convinzione.
“Certo se fosse davvero la donna perfetta per te, avrai modo di scegliere” aveva risposto Massimo, con quel tono di complicità che si instaura sempre rapidamente tra uomini.

Marco si era sentito in colpa per la moglie, che continuava ad amare, ma gli anni e le cose della vita avevano raffreddato il rapporto e affievolito i sentimenti. Nel suo cuore sapeva che non l’avrebbe mai lasciata, neanche se Sara fosse stata perfetta, ma aveva deciso che voleva conoscerla, almeno poterla vedere e magari dirle “saresti stata perfetta, se ci fossimo conosciuti al momento giusto.” Certo era un pensiero un po’ stupido, detto così.
Inoltre poteva benissimo essere che a Sara lui non piacesse: un conto era il blog, un conto era la vita reale, e questo valeva per tutti e due. Può darsi che tutto fosse solo un’illusione, un vagheggiamento nato nel mondo virtuale del blog, ma che nella dura realtà del quotidiano sarebbe svanito in un attimo. In fondo lei, di lui, non sapeva nulla, se non quello che lui aveva scritto; magari non avrebbe sopportato il suo essere quotidiano, e naturalmente anche lui avrebbe potuto restare deluso.

Quindi aveva senso conoscerla? Certo, aveva senso.

Marco aveva cominciato a cercare informazioni, quando chattava con Sara, cercando di non insospettirla. Una delle cose che aveva cercato di scoprire era se, per la settimana del convegno, Sara fosse rimasta a casa o se invece fosse via. Marco credeva molto nel destino, e se lei non ci fosse stata per quella data, voleva dire che non si sarebbero dovuti incontrare. Fine del discorso. Invece Sara per quella data non aveva impegni, avrebbe lavorato, come sempre, in agenzia e le ferie erano ancora lontane.

Continua…

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48 risposte a "La storia di noi due #7"

      • Io invece penso che quando non c’è il contatto diretto visivo ci sono due possibilità:
        1- positiva: si va oltre l’aspetto fisico e si riesce a cogliere qualcosa di bello anche in persone che magari non ci piacerebbero fisicamente;

        2- negativa: limpressione sull’aspetto fisico, dunque, l’attrazione o la repulsione fisica verso qualcuno, è sempre sintomatica di un affinità animica. Se non c’è un’attrazione, non per forza appunto sessuale ma di tipo epidermico proprio, ogni relazione con fini amorosi è destinata a perire.

        Anche l’odore è fondamentale. Per me, decisivo. Non intendo il profumo.

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      • Io tendo alla prima possibilità.
        Non essendo distratti dall’apparenza, positiva o negativa che sia, si riesce a cogliere l’essenza della persona. Mi è capitato di essere inquadrata perfettamente nel carattere, da persone con cui ho scambiato pochi commenti, eppure hanno capito di me più di quanto non abbiano capito persone che frequento quotidianamente, che forse sono distratte da altre cose. Ovviamente, alla base deve esserci la sincerità. Il rischio, sul blog, è quello: che uno finga di essere quello che non è.

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      • Il rischio di fingere di essere quelli che non si è È un rischio che si corre anche nella vita reale.

        anzi più che un rischio Direi che è una costante.

        Quante persone sono veramente stesse nei rapporti sociali e interpersonali?

        Prima di essere se stessi bisogna imparare ad essere se stessi e prima di imparare ad essere se stessi Bisogna capire chi è se stesso.

        Tutti quanti giochiamo un ruolo nella grande commedia della vita in effetti.

        non so se hai fatto caso nei rapporti quante volte hai lo stesso atteggiamento con tutti? mai. Noi ci comportiamo sempre di conseguenza.

        con alcune persone viene fuori un lato, con altre addirittura l’opposto.

        siamo come una bilancia che cerca sempre l’equilibrio. Abbiamo la necessità di ripristinare un’armonia e di compensare gli squilibri.

        per questo non siamo mai uguali a noi stessi.

        Nelle relazioni è una questione probabilmente di alchimia.

        A me hanno inquadrato pochissime volte

        Chi mi ha inquadrato un po’ meglio è una persona che sta molto molto molto molto più avanti rispetto a me da un punto di vista proprio evolutivo umano

        perciò ha visto ben oltre gli eventi fisici sia virtuali che reali.

        la stessa impressione avrebbe avuto se mi avesse conosciuto di presenza

        Se uno è capace di vedere, vede comunque

        il discorso è: quanto funzionano i rapporti con fini Amorosi nati nel virtuale?
        Quanto sono artefatti nella loro Genesi?

        Ovviamente questo è un mio punto di vista personale, non è la legge.

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      • Eh ma credo che si tratti di una fantasia che si concretizza spesso, magari con esiti disastrosi.😄😄😄

        Sono curiosissima di scoprire come evolverà tra i due.

        PS ma per Marco non era più semplice domandare a Sara le cose che vuole scoprire dell’investigatore?🤔🤔🤔🤐

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      • La cosa intrigante di questo racconto è che ognuno di noi due scrive la propria parte autonomamente, perciò non so cosa il mio socio abbia in mente per Marco, e quando lo saprò, deciderò la reazione di Sara.

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