Racconti

La storia di noi due 9

Marco e Sara si conoscono su un blog: lui scrive e disegna satira sotto il nome di Pasquino, lei pubblica le sue foto con qualche bella didascalia. Chattando tra loro scoprono di essere molto affini e nasce una reciproca simpatia che si trasforma ben presto in qualcosa di più. Marco però è sposato ed è fedele per carattere, anche perché ama la moglie; Sara da parte sua cerca di non farsi coinvolgere più di tanto, ma i suoi pensieri sono sempre più occupati dalla nuova conoscenza. Marco, all’insaputa di Sara, si organizza per poter conoscere la donna di persona, e a tale scopo, contatta un investigatore privato, che gli fornisce delle foto e alcune informazioni sulle sue abitudini.

Qui trovi il brano precedente

Marco aveva ascoltato la voce di Sara qualche mese prima, perché in quel gioco di seduzione tra di loro, del ti dico e non ti dico, ti mostro e non ti mostro, lei gli aveva mandato un file registrato in cui cantava: la voce era bellissima, la canzone era molto bella e lei l’aveva cantata benissimo, del resto il canto era uno dei suoi hobby. Ogni tanto a Marco piaceva risentirla, e ora la stava ascoltando mentre teneva tra le mani la foto di Sara: troppo bella forse, si era detto.
La loro era in effetti una situazione molto particolare: entrambi provavano un’attrazione fortissima uno per l’altro, si era creato tra loro un legame molto intenso, e Marco sentiva di non poterne fare più a meno. Adorava quella presenza, sapere che c’era, lo rendeva in qualche modo felice. Certo Marco era sposato, ma quello con sua moglie era qualcosa di assolutamente diverso: le voleva molto bene, non poteva dimenticare tutto quello che li univa, ma il rapporto con Sara era qualcosa di cui in questo momento sentiva il bisogno.
Di certo non era nata come un’attrazione sessuale. Aveva avuto conferma che lei fosse anche bella solo guardando le foto di Massimiliano, ma pure se non fosse stata attraente, non avrebbe cambiato di una virgola quello che Marco provava per lei: gli piacevano i suoi pensieri, gli piaceva quello che trasmetteva. Per Sara in fondo era la stessa cosa, di lui poteva apprezzare solo quello che scriveva, di Marco sapeva solo quello che lui raccontava, non conosceva il suo aspetto e neppure la sua voce. Scambiarsi i numeri di telefono e incontrarsi sarebbe stato semplice, ma il non averlo fatto aveva in qualche modo aumentato il loro sentimento; volenti o no, quello che li teneva uniti erano le loro anime, e il mistero aveva alimentato la reciproca attrazione.
Ma era anche vero che entrambi erano due passionali e Marco sapeva che se fossero cadute le barriere di protezione dovute alla distanza, sarebbe stato difficile, se non impossibile, resistere, e tradire non era nella sua natura.
Eppure si rendeva conto che quella situazione era paradossale: ogni giorno erano sempre più intimi, ma nonostante questo, ufficialmente sconosciuti. Dopo un anno, Sara non sapeva ancora il nome di Marco, né dove abitasse, né che lavoro facesse, tutto quello che sapevano l’uno dell’altro era quello che si erano scritti e confidati sul blog. Per questo era arrivato il momento di smuovere le acque.
Marco aveva cominciato a pensare all’incontro, e a come si sarebbe comportato. Abbordarla o limitarsi a spiarla?  Non aveva le idee chiare, capiva che questa era una situazione che avrebbe dovuto recitare a soggetto. Questo non gli impediva di immaginare alcune possibilità per come trovare il modo di parlarle, al supermercato, all’uscita di casa, o dal lavoro. Non che Marco avesse particolari problemi ad abbordare le donne, non soffriva certo di timidezza, quella era sparita nell’adolescenza; certo, da quando era sposato non aveva più corteggiato nessuna, ma nella sua vita era sempre a contatto con donne, e spesso si era creato il gioco della seduzione fine a se stesso. Sapeva essere simpatico e galante, anche troppo: a volte era dovuto correre in ritirata precipitosa quando le situazioni si erano complicate. Ma questo era un caso completamente diverso da qualunque altra cosa. Sara era entrata prepotentemente nella sua vita, e comunque fossero andate le cose non ne sarebbe più uscita; non era sesso e neanche infatuazione, ma appartenenza, vicinanza, similitudine. Anche se non si fossero più sentiti, Sara sarebbe rimasta ogni giorno nella sua testa, non accanto a lui fisicamente, ma dentro i suoi pensieri. Di questo Marco era sicuro.

Continua…

Standard

51 risposte a "La storia di noi due 9"

  1. “appartenenza”, che bella parola…
    a me è successo nella vita reale, ed a malincuore devo dire che da magica si è trasformata nell’esperienza più distruttiva della mia vita… ciononostante, tornassi indietro, ripagherei senza battere ciglio lo stesso prezzo

    Piace a 2 people

  2. Pingback: La storia di noi due 10 | Centoquarantadue

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...