Racconti

La storia di noi due #14

Tra Marco e Sara, che scrivono su un blog, nasce una reciproca simpatia, che si trasforma in un legame importante per entrambi, nonostante Marco sia felicemente sposato. I due vivono in regioni diverse, molto lontane tra loro, e la distanza in questo caso è provvidenziale. L’uomo, tuttavia, è spinto dalla curiosità di conoscere Sara di persona, e dopo aver ottenuto informazioni su di lei da un investigatore, decide di andare a trovare la donna, senza però avvertirla del suo arrivo. La sua idea è incontrare Sara senza rivelargli chi è, e vedere le sue reazioni. Nel frattemo Sara, che lavora in un’agenzia di viaggi, continua a vivere le sue giornate come sempre, ignara di quanto sta per succedere.

Qui trovi il brano precedente

Sara adorava le giornate serene. Tutto le sembrava più bello accarezzato dalla luce del sole, i colori erano più vivaci, l’aria stessa era piena di elettricità positiva e persino le persone sembravano più simpatiche. Anche alzarsi era meno faticoso, quando apriva la finestra e i raggi del sole venivano a salutarla.
In agenzia, però, una giornata di sole voleva dire molto più lavoro: dopo tanti anni di esperienza, aveva imparato che nei giorni di sole la gente è più incline a organizzare viaggi e vacanze. Infatti quella mattina il telefono non smetteva di squillare. Chiara, come sempre a quell’ora, era impegnata a trangugiare la sua terza brioche, mentre Alice si occupava di abbassare le tendine della finestra, perché il sole finiva dritto sulla sua scrivania.

“Avete visto quel tipo?” Alice stava sbirciando attraverso le veneziane, attenta a non farsi vedere.

“Quale tipo?” Chiara, come sempre, era curiosissima, anche se faceva finta di niente.

“Quello qui davanti, sotto il portico. Continua a fissare la nostra porta. Era già lì stamattina quando sono andata a prendere il caffè, poi quando sono tornata non c’era più. Adesso è di nuovo lì.”

“Starà aspettando qualcuno” aveva concluso distrattamente Sara, impegnata a chiudere una telefonata con un cliente. Raramente ascoltava quello che diceva Alice, a meno che non si trattasse di lavoro.

“Vorrei che aspettasse me. È proprio un bel tipo. Anzi, sapete cosa vi dico? Se è ancora lì quando esco, lo saluto e attacco bottone.”

“Saresti pure capace.”

“Certo che sarei capace, mica sono come te che aspetti che gli uomini caschino dal cielo.”

“Non mi sembra che la tua vita sociale sia molto più movimentata della mia.”

“Solo perché sono selettiva.”

Chiara, che stava bevendo per far scendere la brioche, si era quasi strozzata a queste parole. Lei e Sara erano esplose in una risata scomposta.

“Si può sapere cosa avete da ridere? Io sono molto selettiva!”

“Con standard altissimi…” aveva aggiunto Sara, senza riuscire a smettere di ridere.

“Ridete, ridete pure.” Alice si era allontanata dalla finestra, indispettita dalle risate delle colleghe. Aveva preso il rossetto dalla borsa e si era ravvivata le labbra, come faceva sempre quando si sentiva in difficoltà.

“Quand’è che ci presenti il tuo uomo misterioso?” la frecciata era diretta a Sara, tanto per vendicarsi della sua battuta.

“Quale uomo misterioso?”

“Quello che ti fa arrivare tutti i giorni al lavoro col sorriso stampato sulla faccia.”

“Ve l’ho già detto che non c’è nessun uomo.”

“Non sarà mica una donna, vero? Non fare scherzi, che qui siamo tutto il giorno da sole, sempre noi tre…” Chiara non aveva mai nascosto la sua latente omofobia.

“E va bene, mi avete scoperta. Stavo giusto pensando di fare outing, ma non sapevo come dirvelo.”

“Sul serio?” Lo sguardo attonito di Chiara era impagabile. A volte la sua ingenuità era incredibile, era fin troppo facile prenderla in giro.

“Ma sta scherzando, non l’hai capito?” Alice ci teneva a far vedere che non era una stupida. “Va a finire che il tipo lì fuori sta aspettando proprio lei.”

Sara aveva sorriso, ma per un attimo il pensiero l’aveva sfiorata. Nell’ultimo periodo Pasquino le aveva fatto delle strane domande, che l’avevano lasciata perplessa. Aveva mostrato un interesse insolito per la sua quotidianità, e Sara aveva notato che c’era qualcosa di diverso nei loro discorsi. Non avrebbe saputo dire esattamente cosa, ma sentiva che c’era qualcosa. Possibile che Pasquino avesse deciso di venire a trovarla? E in quel caso, perché non dirle nulla? Se fosse stato davvero lui l’uomo fuori dall’agenzia, come si sarebbe comportata? Improvvisamente sentì una specie di panico all’idea di doverlo incontrare. Le venne in mente la moglie, e tutti i suoi buoni propositi su quel rapporto che doveva rimanere solo virtuale. Non sapeva se ce l’avrebbe fatta. Una cosa del genere avrebbe messo in discussione tutto quello in cui aveva sempre creduto. Però l’idea non le dispiaceva del tutto…

“Cavolo, è arrivata la sua ragazza. E non è neppure niente di speciale!” Alice si era di nuovo avvicinata alla finestra e stava guardando attraverso la veneziana.

“E tu che eri già pronta a tuffarti sulla preda… Direi che l’ha scampata bella!”

“Spiritosa! Tanto prima o poi lo vedremo, il tuo uomo del mistero.”

“Penso proprio di no.” Sara aveva tirato un sospiro di sollievo, ma in fondo era anche un po’ delusa: per un attimo le era piaciuta l’idea di poter finalmente conoscere Pasquino.
Poi si era detta che lui non avrebbe mai fatto una cosa del genere senza avvertirla.
Lo conosceva troppo bene.

Continua…

Standard

16 risposte a "La storia di noi due #14"

  1. Pingback: La storia di noi due #15 | Centoquarantadue

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...