Racconti a puntate

La storia di noi due #21

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Marco si era diretto all’appuntamento con Sara e, arrivato in città, aveva rimesso in funzione il navigatore per evitare di perdersi tra le stradine tutte uguali.
“Vuoi sapere la strada, o la cazzata che stai facendo?” Di nuovo il navigatore insolente.
“La strada, grazie – aveva risposto soprappensiero – e poi non sto facendo nessuna cazzata.”
“Certo che no, allora torniamo indietro alla prima rotatoria. Se invece siamo in vena di cazzate, a destra alla seconda uscita.”
Marco era arrivato alla rotonda e aveva preso la seconda a destra, dirigendosi verso il luogo dell’appuntamento con Sara.

“Pranziamo solo insieme” aveva detto ad alta voce, come a giustificarsi.
“Sì, certo, sembra quasi vero: tra duecento metri gira a sinistra.”
Il dialogo con il navigatore ormai si era fatto surreale, Marco era convinto di averlo sentito davvero ribattere e gli era venuto naturale rispondere.
“Non sembra vero, lo è. È sicuro.”
“L’unica cosa sicura è che stai andando da Sara, tra 100 metri gira a destra. La tua destinazione è in fondo alla strada, ma sei ancora in tempo per andartene.”

A quel punto aveva spento il navigatore, ormai si ricordava perfettamente la strada. Avrebbero solo pranzato e poi Sara sarebbe tornata al lavoro, lui sarebbe tornato alla fiera e dopo si sarebbe fatto vivo Pasquino. Nella sua testa era tutto chiaro e programmato, senza possibilità di imprevisti. Certo sperava di rivedere Sara anche il giorno dopo, ma non aveva la minima idea di come sarebbero andate cose.

Aveva riconosciuto in lontananza il parcheggio dove aveva lasciato l’auto la prima volta, e ci si era diretto.
Era in anticipo e gli venne in mente di aver visto un negozio di fiori da quelle parti. Sarebbe stato carino portare un mazzetto di fiori, niente d’impegnativo chiaramente. Nel negozio aveva trovato una bella signora molto gentile e aveva chiesto consiglio, anche se entrando aveva notato dei tulipani bellissimi. La fiorista aveva sorriso, dicendo che erano adatti ad un primo appuntamento, e non erano impegnativi come le rose.
Era come se sapesse di Marco e Sara e della loro situazione. Marco si ritrovò a pensare a cosa avrebbe detto il navigatore e, sorridendo tra sé, accettò il consiglio della signora.
“Numero dispari” si era raccomandata la fiorista.
“Allora facciamo 11 tulipani, grazie.” Marco non voleva esagerare, doveva essere solo un pensiero.

Con i fiori in mano era uscito dal negozio e si era diretto all’appuntamento, emozionato come un adolescente al primo incontro. Mentre aspettava Sara, si mise a pensare che da quando l’aveva conosciuta in effetti si sentiva davvero come un adolescente, ringiovanito, non tanto nel corpo quanto nell’anima; lei aveva portato un’aria di freschezza nella sua vita, un senso di gioia e di allegria che non provava da tempo. Poi gli venne in mente Anna e tutto quello che significava per lui.
Gli parve di sentire il navigatore: forse stava facendo davvero una cazzata. Ma non ebbe il tempo di rispondersi, perché proprio in quel momento Sara stava arrivando in sella alla sua bici, e gli sembrò bellissima. Sì, forse il navigatore aveva ragione…

Sara aveva legato la bici e si era diretta verso Marco che l’aspettava con in fiori in mano dietro alla schiena. Solo quando Sara si era avvicinata, li aveva tirati fuori, porgendoglieli.
“Giusto un pensiero, per ringraziarti di aver accettato il mio invito.”
“Che belli!” Sara era visibilmente sorpresa e anche un po’ imbarazzata. “Sei molto gentile, ma non c’era davvero bisogno. Tua moglie cosa ne direbbe?” Poi si era resa conto di essere stata un po’ insolente e aveva corretto subito il tiro.
“È fortunata ad avere un uomo così premuroso. Li porti anche a lei i fiori, vero?”
“Ha un negozio di fiori.” Marco aveva sorriso e Sara l’aveva guardato per cercare di capire se la stesse prendendo in giro.
“Sto scherzando, è allergica. A volte capita.”
Sara aveva riso. Quell’uomo la divertiva, le piaceva il suo modo di scherzare, doveva ammetterlo.
“Dai andiamo, che poi io devo tornare al lavoro.”
Così si erano diretti verso il ristorante, scherzando come vecchi amici. Chiunque li avesse visti in quel momento avrebbe detto che erano perfetti insieme.

Continua…

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19 risposte a "La storia di noi due #21"

  1. non sono molto felice di questo “tradimento”, sinceramente trovarsi così in sintonia con un’altra persona dovrebbe far pensare…
    però è indubbiamente una bella storia, ben raccontata e non vedo l’ora di sapere come va avanti ^_^
    complimenti 😘

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