Racconti a puntate

La storia di noi due #22

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Il ristorante era molto carino, tipico e accogliente, lontano dalla confusione dei locali turistici. All’entrata erano stati accolti da un cameriere molto gentile, ma anche alla mano, decisamente informale, che sapeva mettere i clienti a proprio agio. Marco pensò che il posto rispecchiasse esattamente il carattere di Sara, a cui piacevano le cose belle, ma anche semplici. Il cameriere aveva proposto due tavoli diversi e Marco aveva scelto quello un po’ più appartato, che gli avrebbe permesso più intimità.

“Vuole dell’acqua per i fiori?” aveva chiesto gentilmente il cameriere.
“Grazie, così non si sciupano, sono tanto belli.” Marco aveva avuto qualche dubbio sui fiori, ma ora era contento di averli presi, perché si vedeva che Sara li aveva graditi.
Si erano seduti uno di fronte all’altro, e quando il cameriere aveva portato un vaso dove mettere i fiori, Marco lo aveva sistemato da un lato della tavola, in modo che non gli impedisse di guardare Sara mentre le parlava. Poi  aveva preso il menù dei vini e gli aveva dato un’occhiata veloce, mentre chiedeva a Sara quale era la specialità del posto.
“Qui fanno una meravigliosa crescia sfogliata. È la migliore di tutta la città.”
“Non ho idea di cosa sia, ma mi fido di te.”
“È una specie di pasta ripiena, farcita con formaggi diversi. Come una lasagna, ma senza ragù. Ti piace il formaggio?”
“Lo adoro!”
“Allora vedrai che ti piacerà.”
Marco si ricordava di aver detto a Sara della sua passione per i vini, quindi aveva evitato di fare sfoggio delle sue conoscenze, per non insospettirla. Si era limitato a scegliere un vino adatto, anche perché avevano deciso che era meglio non bere troppo: lei dopo doveva tornare al lavoro e lui avrebbe dovuto prendere di nuovo l’autostrada. Non voleva certo rischiare di farsi portare via la patente tra le risate del navigatore.

Tra un boccone e l’altro, la conversazione era scivolata via senza intoppi, anzi era stata brillante: Marco conosceva le passioni di Sara ed era stato facile per lui far cadere il discorso sugli argomenti preferiti da Sara. Il tempo era volato via, senza silenzi imbarazzanti o momenti di disagio.
Marco si era comportato in maniera corretta, nessuna battuta a sfondo sessuale, nessuna allusione a qualsiasi appuntamento per la serata, niente che avesse potuto mettere in agitazione Sara, e lei sembrava essersi divertita, tanto che quando era arrivata l’ora di andare via, sembrava davvero dispiaciuta che il pranzo fosse già finito.
Al momento di pagare Marco non aveva sentito ragioni.
“Non se ne parla nemmeno che paghi tu. Sono un uomo all’antica e poi è stato solo un piacere pranzare con te” e nonostante le proteste di Sara, aveva pagato il conto.

Una volta usciti dal ristorante, Marco decise di buttarsi, un po’ come aveva fatto la mattina.
“Domani sono ancora in zona, cosa ne dici se pranziamo di nuovo insieme?”
“Solo se pago io” aveva risposto di getto Sara. Marco aveva sorriso, era proprio la risposta in cui sperava.
“Se questo è il pegno da pagare per rivederti, si può fare. Domani qui alla stessa ora, quindi?”
“Perfetto, domani qui alla stessa ora.”

Dopo aveva accompagnato Sara alla bici, ed era stato tentato di chiederle il numero di telefono ma poi aveva preferito non farlo. Probabilmente lei si aspettava che glielo chiedesse, e lui non voleva che si allarmasse.
“Allora ci vediamo domani. Non ti dimenticare, mi raccomando, io sarò qui ad aspettarti.”
“Vedrò di non farti aspettare troppo” aveva risposto Sara con un sorriso, mentre sistemava i fiori nel cestino della bicicletta in modo che non si rovinassero. Poi si era allontanata pedalando, mentre Marco continuava a guardarla; prima di svoltare l’angolo, si era girata per salutarlo e aveva incrociato il suo sguardo. Per un attimo le sembrò di vivere la scena di un film d’amore, poi si ricordò che non era proprio il caso, meglio tenere i piedi per terra.

Appena sparita Sara dietro l’angolo, Marco si era diretto verso la macchina. Tra un po’ sarebbe stato il momento di Pasquino ed era proprio curioso di sentire cosa gli avrebbe raccontato Sara.

Continua…

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21 risposte a "La storia di noi due #22"

  1. Ma davvero esistono donne che vogliono pagare quando invitate ad un appuntamento???

    😁😁😁😁

    A me una volta è successo che un tipo, col quale ero uscita al bar, dicesse alla cassiera “paga la signorina” (pensando di essere divertente) e io ho risposto “allora chiama ‘a tu sorella”.
    Ho girato i tacchi e sono fuggita con le gambe dietro al collo.

    😁😁😁😁😃😃😃😃😃😃

    Ma come? tu m’inviti e io pago?

    Ma vedi d’annà morì ammazzato!😂😂😂🤣😍😍🤣

    Son sempre stata spiccatamente simpatica.

    Piace a 2 people

    • In un caso così hai fatto bene 😁 Nella nostra storia Sara voleva pagare perché l’aveva investito, e poi la colazione l’aveva pagata lui…
      Nella realtà, a me non piace che mi si paghi la cena, preferisco fare alla romana, anche se invitata. Sai mai che uno si aspetti qualcosa in cambio…

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  2. Pingback: La storia di noi due #23 | Centoquarantadue

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