Racconti

La storia di noi due #26

Marco e Sara si conoscono su un blog e provano un’istintiva simpatia l’uno per l’altra. Vivono però molto lontani, in due regioni diverse. Marco, che pubblica anonimamente sotto il nome di Pasquino, decide di andare a trovare Sara, spinto dalla curiosità di conoscerla di persona. Non intende però dirle nulla, e fa in modo di incontrarla per caso, senza rivelarle di essere Pasquino. Approfittando di un’assenza della moglie per motivi di lavoro, si reca ad Urbino, dove vive Sara, con la scusa di una fiera vinicola nelle vicinanze. Ma proprio quando si sono appena incontrati, e Marco sembra aver fatto breccia nel cuore di Sara, un contrattempo inaspettato cambia i piani di Marco, che deve ritornare a casa in tutta fretta.

Qui trovi l’episodio precedente

Marco era partito prestissimo dall’albergo per poter incontrare Sara prima che andasse al lavoro, e poi ripartire immediatamente per raggiungere Anna in ospedale. Si era tranquillizzato, nel frattempo, perché la moglie al telefono gli aveva confermato che non era nulla di grave: una frattura non scomposta, ma per un mese avrebbe avuto bisogno delle stampelle per muoversi.
Aveva trovato parcheggio proprio vicino casa di Sara e lì era rimasto ad aspettare che uscisse, immerso nei pensieri che lo tormentavano, tra i sensi di colpa che provava verso entrambe le donne, e la ricerca di una soluzione che non riusciva a trovare. Quando era più o meno l’orario in cui di solito Sara usciva di casa, era sceso dall’auto, così quando lei se lo era trovato di fronte, uscendo dal portone, era rimasta molto sorpresa. Si era chiesta cosa ci facesse davanti a casa sua e come sapesse dove abitava, ma invece di chiederglielo, sperò che glielo spiegasse lui.
“Ciao, non è un po’presto per il pranzo?”
Marco le si era avvicinato con un sorriso rammaricato e aveva risposto di getto, senza pensarci più di tanto.
“Scusami, ma devo rientrare immediatamente a casa, niente di grave, ma è davvero necessario che rientri. Non sapevo come avvisarti, visto che non ho il tuo numero, e non volevo lasciarti lì ad aspettarmi inutilmente… Chissà cosa avresti pensato!”
Sara era stata colta alla sprovvista da quella risposta, e non sapeva cosa dire.
“Spero che non sia niente di grave…”
Marco pensò che era meglio evitare di raccontare quello che era successo. Sara avrebbe riso sapendo che anche sua moglie era stata investita da una bici, ma a lei era andata decisamente peggio.
“Niente di grave, no, ma è necessaria la mia presenza.”
Si era fermato a guardare Sara e aveva notato con una certa soddisfazione che era rimasta delusa.
“Mi dispiace molto non poter pranzare con te oggi, ma il destino gioca brutti scherzi” aveva continuato, mostrando un sorriso sinceramente dispiaciuto.
“Casomai ripassassi di qui…” aveva detto Sara, prendendo coraggio dal sorriso di Marco, che le era sembrato davvero mortificato.
“Come faccio a contattarti, se ripasso di qui?”
Sara mise da parte tutti i dubbi che aveva avuto, e gli diede il suo numero.
“Ti chiamo, così ti resta il mio numero sul cellulare.”
Poi rimasero così, uno davanti all’altro, a guardarsi in silenzio, un po’ imbarazzati, come se nessuno dei due volesse andar via per primo. Toccò a Marco rompere il silenzio.
“Dovrai andare al lavoro, immagino.”
“E tu dovrai metterti in viaggio per tornare a casa”.
Sara gli tese la mano. “È stato un piacere conoscerti, speriamo di rivederci, chissà…”
“A presto” rispose Marco, stringendole la mano con una stretta rassicurante.
Poi si era girato dirigendosi verso l’auto, ma a metà strada era stato preso da un impulso irresistibile. Chissà se l’avrebbe mai più rivista e se avrebbe potuto continuare a mentire a Sara? Con questi pensieri si era girato ed era tornato indietro.
“Sara!”
Lei si era girata e prima che avesse il tempo di rendersene conto, Marco si era avvicinato e l’aveva baciata. Un bacio leggero, sulle labbra, quasi a voler vedere la sua reazione. Sara era rimasta sorpresa, ma poi d’istinto aveva risposto a quel bacio, dischiudendo le labbra, prima con titubanza, poi con entusiasmo, mettendo da parte ogni esitazione. Così si erano trovati abbracciati, come due adolescenti, a baciarsi per strada incuranti della gente che passava e che li guardava divertita.
Marco avrebbe voluto dire mille cose, ma l’unica che riuscì a dire fu “mi spiace”, poi si girò e corse verso l’auto senza più voltarsi indietro.
Sara rimase a guardarlo e in quel momento sentì di avere la certezza che Marco e Pasquino erano la stessa persona.

Continua…

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26 risposte a "La storia di noi due #26"

  1. Pingback: La storia di noi due #27 | Centoquarantadue

  2. ^_^ ecco qui, io comunque me lo aspettavo… troppa sintonia, peccato non si sono conosciuti prima!
    Vabbè, con Anna rimarranno amici, d’altra parte forse lo sono già 😛

    ps: certo che… assurdo essere contenti ed emozionati per un tradimento 🤔

    Piace a 1 persona

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