Racconti a puntate

La storia di noi due #38

Riassunto degli episodi precedenti 

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Erano passati diversi giorni da quando Marco aveva scritto a Sara, ma non c’era stata nessuna risposta. L’umore di Marco era pessimo, l’aver perso Sara lo faceva stare male; certo con Anna le cose erano migliorate, vista la sua impossibilità di muoversi liberamente, era molto più presente in casa, ma a Marco mancava Sara, ogni sera guardava nella posta, o nel blog sperando di trovare qualcosa, e grande era la delusione quando non trovava nulla.

Un pomeriggio, verso sera, Marco era in giro per sbrigare delle faccende, quando si era sentito chiamare, e con sorpresa si era trovato di fronte Massimo Massimiliano, l’investigatore. Non aveva più pensato a lui dopo tutto quello che era successo e rivederlo sembrò a Marco l’ennesimo segno del destino.
Dopo i saluti e i soliti convenevoli, fu Massimo a sollevare l’argomento.
“Scusa la curiosità, ma poi ci sei stato da Sara?”
Ci fu un breve silenzio in cui l’investigatore colse l’imbarazzo di Marco, quindi proseguì.
“Lo so che non sono fatti miei, ma la tua storia mi ha fatto riflettere, mi sono posto parecchie domande sulla mia vita.”
A Marco in realtà faceva piacere poter parlare di Sara con qualcuno, nessuno sapeva niente della faccenda e nessuno doveva saperlo; Massimiliano era l’unica persona con cui ne aveva parlato, ma lui aveva l’obbligo del segreto professionale. Perciò con chi altri avrebbe potuto confidarsi meglio che con lui?
“Quanto tempo hai?”
“Una mezz’ora buona ti può bastare?”
“Ce la faremo bastare.”
Lì vicino c’era un bar così entrarono, cercarono un tavolino appartato e Marco cominciò a raccontare.
“Sì, ci sono stato da Sara”
“Dalla faccia che hai non sembra che sia andata tanto bene?”
Marco sorrise e cominciò a raccontare tutto dall’inizio, senza omettere nulla. Massimiliano aveva ascoltato attentamente e fatto solo alcune domande, forse per deformazione professionale o forse per comprendere meglio. Quando Marco ebbe finito, l’altro rimase in silenzio, riflettendo su tutto quello che aveva sentito.
“Mettiti nei suoi panni: non è facile per lei digerire tutto quello che è successo. Si sarà sentita presa in giro, è vero che tecnicamente grandi bugie non le hai dette, però non puoi sperare di cavartela così – aveva detto ridendo – la tua visita a Sara è stata tutta un’omissione, come speravi che non s’incazzasse quando l’ha scoperto?”
Fece una pausa per cercare di capire se le sue parole avessero ferito Marco, poi proseguì.
“Una cosa positiva c’è: ora sai che anche Sara avrebbe potuto essere la donna giusta della tua vita, però spera che tua moglie non lo venga a sapere, se no di due donne giuste non te ne rimane neanche una.”
Marco aveva sorriso, sapeva di essere un po’ ridicolo di fronte a Massimo e si rendeva conto di quanto fosse paradossale tutta la storia, ma il fatto che lui ci scherzasse su gli aveva dato un po’ fastidio. L’investigatore se n’era accorto e perciò riprese a parlare con un tono più serio.
“La verità è che la tua storia mi ha fatto molto riflettere anche sulla mia vita, e da un lato ti ammiro, hai fatto una cosa non facile considerando che tu non sei un uomo d’avventure. Il fatto è che non riesco a vedere un lieto fine, senza che qualcuno ne soffra”
“Sai qual è la verità? È che Sara mi manca da morire, non faccio che pensare a lei, il cuore fa quello che vuole e non vuole sentire ragioni; la verità è che davanti ai sentimenti, tutti i buoni propositi vanno a farsi benedire. Lo so, anch’io non vedo una soluzione, ma non voglio pensare che possa finire così, se tutti e due proviamo dei sentimenti forti qualcosa dovrà per forza succedere”
“Penso anch’io che non possa finire così, passata la rabbia di Sara, sono convinto che un chiarimento ci sarà. In fondo vale anche per lei, se prova un sentimento forte nei tuoi confronti, chiuderla così non ha senso. Andando da lei hai solo dimostrato quanto in verità tu fossi preso da lei, hai fatto una vera pazzia, quelle che si fanno solo per amore. A mente fredda capirà quanto tu ci tenga a lei e non so come finirà, ma di sicuro qualcosa accadrà.”
La mezz’ora era volata, e Massimiliano si era alzato dicendo che doveva scappare, ma prima di andarsene aveva rassicurato Marco.
“Se succede qualcosa e ne vuoi parlare, chiamami pure”
“Lo farò, grazie”

Marco adesso si sentiva sollevato, aver parlato con Massimiliano gli aveva fatto bene, e poi la consapevolezza che non potesse finire così gli aveva dato una nuova speranza.

Continua…

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11 risposte a "La storia di noi due #38"

  1. Non può finire così no, ormai faccio il tifo per Marco e Sara!! Anche perché, diciamoci la verità, se a Sara non fosse importato nulla di Marco, non si sarebbe nemmeno arrabbiata così tanto. La sua reazione invece è giustificata proprio dai sentimenti. Quindi forza Marco, ormai sei in pista, continua a ballare 😉 Conquista la tua Sara!

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  2. Pingback: La storia di noi due #39 | Centoquarantadue

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