Racconti a puntate

La storia di noi due #42

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Marco aveva pensato durante tutta la giornata a trovare una soluzione alla sua situazione. In effetti si era concentrato poco sul lavoro. E proprio come faceva quando doveva compiere delle scelte col lavoro, aveva ragionato sulle possibili conseguenze delle sue azioni. Aveva iniziato a pensare che cosa non avrebbe mai voluto che accadesse: guardando alle possibilità future, cos’è che non sarebbe mai riuscito ad accettare?

Chiaramente, oltre a non voler perdere Sara, non avrebbe neanche voluto che Sara trovasse un altro. Si era scoperto geloso, la sola idea gli procurava una fitta allo stomaco. Forse sarebbe stata la soluzione più semplice e quasi sicuramente la più indolore per tutti, ma la sola idea di Sara tra le braccia di un altro lo faceva star male, e dopo il bacio che si erano scambiati, l’idea che un altro potesse baciarla lo tormentava. Marco sapeva di non poter accampare diritti su Sara, e non poteva neanche pensare che lei lo avrebbe aspettato tutta la vita in attesa di non si sa cosa. Sara era intelligente, simpatica e bella, avrebbe potuto avere tantissimi uomini ai suoi piedi, ma lei stava cercando l’uomo giusto.
Forse avrebbe potuto essere lui quell’uomo, peccato che fosse già sposato; del resto anche Anna aveva sempre pensato che, per lei, Marco fosse l’uomo giusto. I pensieri si accavallavano nella sua testa, e per un attimo Anna prese il posto di Sara: l’idea che Anna potesse sostituirlo con un altro, non l’aveva presa neanche in considerazione, fino a quel momento, e il solo pensiero lo faceva imbestialire. Sua moglie tra le braccia di un altro, no, non era neanche pensabile, mai e poi mai.
Si era scoperto un fottuto maschilista, non aveva mai compreso quegli uomini che tollerano i tradimenti delle mogli, lui non riusciva neanche a immaginarselo. Ma Sara non era sua moglie, non aveva alcun obbligo di fedeltà nei suoi confronti, quindi… Quindi un accidente! L’immagine di Sara tra le braccia di un altro prese rapidamente il posto di quella di Anna, e Marco si sentì sopraffatto dalla rabbia.

Per quanto facesse, non riusciva a trovare una soluzione accettabile, e adesso si sentiva un po’ stupido per aver chiesto a Sara di poterle telefonare. Ora lei si aspettava che lui la chiamasse, ma cosa poteva dirle? Cosa aveva da prospettarle per il futuro? Marco si sentiva un perfetto cretino: aveva seguito il cuore e l’istinto, e ora si ritrovava più incasinato che mai.
Certo che a mettersi nei pasticci era veramente bravo, e forse il navigatore non aveva poi tutti i torti suggerendogli di andare a Lourdes. No, un giro solo a Lourdes non sarebbe bastato, avrebbe dovuto fare un tour di tutti i santuari, per uscirne, e poi magari farsi vedere da un bravo strizzacervelli.
Seguire l’istinto e il cuore era quello che aveva fatto finora, e forse a questo punto, intrapresa questa strada, sarebbe dovuto andare fino in fondo, dando retta al cuore e al suo istinto. Solo che in questo momento l’istinto non era molto d’aiuto e non dava nessuna indicazione sul da farsi.

Sara… Sara… Sara… ormai non riusciva più a pensare ad altro che a lei, qualunque cosa facesse e dovunque si trovasse, aleggiava sempre la sua presenza.
“Imperativo: non perderla” si era detto mentre si accingeva a raggiungere la sua auto dopo la giornata lavorativa.
Aveva deciso, l’indomani le avrebbe telefonato: qualcosa si sarebbe inventato, era sicuro che le parole sarebbero uscite da sole, senza bisogno di preparare tanti discorsi.
E con la sicurezza di questa decisione era salito in auto per tornare a casa.

Continua…

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39 risposte a "La storia di noi due #42"

  1. Penso anch’io che un finale dove nessuno soffra sarà difficile
    da ideare.
    In tutto questo, possibile che Anna non si sia accorta di nulla?
    e se anche lei stesse vivendo un momento simile? caos puro!
    🙂 buona serata e grazie per il vostro racconto, ogni lunedì vado a vedere
    se è stata pubblicata la nuova puntata 🙂

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  2. Pingback: La storia di noi due #43 | Centoquarantadue

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