Racconti a puntate

La storia di noi due #45

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Marco quella mattina era pronto a partire per andare a incontrare Sara. Sapeva che Anna sarebbe stata via per l’intera giornata, per uno dei soliti convegni, e sarebbe tornata solo a tarda sera. Per fortuna l’aveva avvisato per tempo, così aveva potuto accordarsi con Sara: avevano deciso di vedersi a metà strada, in modo che se Marco fosse dovuto rientrare precipitosamente, la distanza e il tempo non sarebbero stati troppi. Lui per sicurezza sarebbe andato in automobile, mentre Sara aveva preferito il treno.

Seduto nella sua auto, Marco non si decideva ad accendere il motore. Sapeva bene che questa sarebbe stata molto diversa dalla prima volta che era andato da Sara. Questo era un vero e proprio appuntamento, sarebbero stati uno davanti all’altro senza più maschere o inganni, sarebbero stati Marco e Sara senza più tastiere e schermo del pc a proteggerli. Sarebbero stati loro due con i loro sentimenti, i loro dubbi, e le mille difficoltà da affrontare. Marco si era voltato a guardare la sua casa, quella casa che lui e Anna avevano costruito insieme, giorno dopo giorno, anno dopo anno, e pensava che Anna non si meritava quello che stava per fare. Ma era una questione che doveva risolvere, questa storia in un modo o in un altro si doveva sistemare. Sara sarebbe rimasta comunque tra loro due, di certo non sarebbe andata via dalla sua mente semplicemente facendo finta che non fosse mai esistita; esisteva eccome, e occupava per buona parte della giornata i pensieri di Marco. Anna e Sara erano due sentimenti diversi, ma non avrebbe potuto fare a meno di nessuna delle due. Era consapevole che avrebbe anche potuto perderle entrambe, se una delle due gli avesse chiesto di fare una scelta definitiva. Non sarebbe stato in grado di decidere, e la sua non era vigliaccheria, o almeno così si era detto mille volte; erano due sentimenti completamente diversi, ma ugualmente importanti. Sara era arrivata e piano piano si era conficcata nel suo cuore e nei suoi pensieri, senza nemmeno la scusante del sesso: adorava Sara per i suoi pensieri, per il suo modo di essere, perché con lei stava bene come non si era mai sentito. Non era la sbandata per una donna da cui vieni attratto fisicamente, era stato un riconoscersi e un sentirsi sempre più vicini, ma questo non aveva impedito a Marco di continuare a voler bene ad Anna; il loro era un rapporto diverso, collaudato dal tempo, fatto di gesti di affetto rodati, e anche se forse avevano perso la passione, era rimasto un forte senso di appartenenza. Marco pensò che non stava dividendo il suo cuore in due, ma che il suo cuore era ricolmo di entrambe.
Con questi pensieri si apprestava a compiere il viaggio che l’avrebbe portato da Sara. Non aveva piani, questa volta, non si era preparato niente da dire, non aveva soluzioni da proporre, nulla, sentiva solo il desiderio di rivedere Sara e poi con lei avrebbero deciso cosa fare, se c’era qualcosa da fare. Ora era giunto il momento d’incontrarsi, guardarsi negli occhi e capire cosa aveva deciso il destino per loro due.

Continua…

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