Racconti a puntate

La storia di noi due #54

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Marco era rimasto in silenzio e aveva continuato a rovistare dentro uno scatolone. La domanda lo aveva fatto riflettere. Era sicuro di sapere cos’è l’amore? E lui cosa provava per Anna e Sara? Due sentimenti diversi, di questo era sicuro, ma avrebbe saputo definirli e distinguerli?
Sara era arrivata perché il sentimento con Anna era andato lentamente scemando, per via che il tempo tende a raffreddare tutte le passioni. Marco con Sara si era sentito di nuovo vivo.

Ma cosa aveva provato quando aveva conosciuto Anna? Era stata la stessa cosa, o un sentimento più profondo di quello che provava ora per Sara? E se oggi fosse stato libero, se le avesse conosciute tutte e due ora, chi avrebbe scelto delle due? A chi avrebbe rivolto le sue attenzioni? Domande a cui era difficile rispondere, anche perché si rendeva conto che quello che lui era adesso, lo doveva anche ad Anna, al suo amore e alla sua vicinanza. Erano cresciuti insieme, affrontando insieme le difficoltà, e ognuno di loro era stato per l’altro la spalla a cui appoggiarsi.
Sara era qualcosa di assolutamente diverso, era qualcosa di nuovo, un sentimento che non avrebbe saputo definire a parole. Chiamarlo amore non avrebbe spiegato quello che lui provava per Sara. Era come ci fosse una calamita a cui non sapeva resistere, che lo attirava verso di lei; sapeva soltanto che con Sara stava bene, bene come non lo era mai stato, e il solo sapere che lei esisteva, anche se lontana da lui, lo rendeva felice.

Esattamente come quello che aveva descritto Enrico: due sentimenti diversi.

Come sarebbe stato vivere con Sara se lo era più volte domandato, ma la sola idea che la sua felicità potesse comportare il dolore, la delusione e risentimento di Anna, lo spingeva a non pensare neanche a quell’eventualità; nello stesso tempo, però, sapeva che la sua felicità era legata al fatto che Sara continuasse in qualche modo a far parte della sua vita.
Dopo aver a lungo riflettuto e rovistato nella scatola, in cui ormai non era rimasto più niente da tirar fuori, Marco si decise a rispondere al figlio, e lo fece con una punta di orgoglio.
“Potresti rimanere sorpreso di quante cose so io sull’amore e sulla passione. I giovani pensano che sentimento e passione appartengano solo a loro, ma non è che alla mia età non si è più capaci di amare.”
Il figlio l’aveva guardato sorridendo.
“Sarà, ma non ti ci vedo a correre dietro a un’altra donna che non sia mamma. E’ vero che tanti uomini della tua età si prendono una sbandata per donne più giovani; sono gli ultimi colpi in canna. Mica ti sarai innamorato di qualche mia compagna di università, vero?”
Il sorriso di Enrico si era trasformato in una risata, mentre rincarava la dose.
“L’amica di Sabrina, Marta, te la ricordi? Mi sembrava che ti piacesse parecchio, ho visto come la guardavi l’ultima volta che c’era anche lei. Non è che per caso vi siete incontrati? Mi aveva detto che eri un uomo veramente interessante, sai? O magari c’è qualche collega giovane, al lavoro, che ti ha fatto perdere la testa?”
“A chi potrebbe non piacere Marta?” Marco aveva risposto ridendo alla provocazione del figlio, assumendo anche lui un tono ironico. “Così ti ha detto che sono un uomo interessante, eh? Non me l’avevi mica riferito…”
Il discorso era finito in ridere e Marco si era reso conto che con Enrico non avrebbe mai potuto parlare di Sara, di questo era sicuro.

Continua…

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