Calendario dell'Avvento, Racconti

The Xmas Carols: Regalo di Natale

Quell’anno la neve era arrivata presto, prima del solito. Ne era caduta tanta e il piccolo paese in fondo alla valle assunse in breve l’aspetto magico e fiabesco di una cartolina natalizia. Le strade non tardarono a riempirsi di bambini festanti, impegnati senza sosta in innocue sfide all’ultima palla di neve. Tutto il paese era in festa e l’atmosfera natalizia si sentiva in ogni angolo di strada.

Il vecchio guardava dalla sua finestra quel via vai frenetico e ripensava alla sua vita: erano anni ormai che per lui il Natale era un giorno come tutti gli altri, in cui si alzava come ogni mattina solo per aspettare che arrivasse sera. Da quando la moglie e il figlio erano morti in un incidente, per lui la vita non aveva più avuto un senso, i giorni si trascinavano uno dopo l’altro senza uno scopo, e le feste non esistevano più. Anzi, il Natale era diventato un giorno orribile, in cui la solitudine gli pesava ancora di più, e la mancanza dei suoi cari si faceva insopportabile. Da quando aveva smesso di lavorare, non usciva quasi più di casa, solo per comprare qualcosa da mangiare al negozio della piazza, sperando sempre di non incontrare nessuno, perché non aveva nessuna voglia di parlare. La gente del paese lo conosceva ormai, e tutti lo evitavano, ben sapendo che se gli avessero rivolto la parola gli avrebbero fatto più un dispetto che un favore.
L’unica sua gioia era andare al camposanto a trovare la moglie e il figlio, così ogni mattina di buon’ora si alzava e si preparava per la sua passeggiata quotidiana fino al cimitero. E anche quella mattina, come ogni giorno, uscì di casa per andare a trovare i suoi cari. Era la vigilia di Natale, le strade erano piene di gente che si affrettava per gli ultimi regali e molti si salutavano facendosi gli auguri per le feste. Ma il vecchio tirò dritto per la sua strada senza guardare nessuno, mentre in cuor suo nutriva un po’ di invidia per la felicità di tutte quelle persone, che lo facevano sentire ancora più solo e infelice. Non provava, però, rancore, ma anzi, era felice per loro, con cui la vita era stata più generosa. Ognuno ha il suo destino, pensava, e non augurava a nessuno quello che era toccato a lui.

Arrivato al cimitero, si recò come ogni giorno sulla tomba della moglie, che era vicina a quella del figlio, e si sedette a parlare con loro. Lo faceva sempre, parlava con i suoi cari come se fossero ancora vivi, come se potessero sentirlo e rispondergli. Non che avesse molte cose da raccontare, considerando cos’era diventata noiosa e ripetitiva la sua vita, ma lui parlava lo stesso, perché così si sentiva meno solo. A volte parlava dei suoi acciacchi, del mal di schiena che era ormai un compagno assiduo delle sue giornate, oppure raccontava alla moglie come erano cresciute le piante del giardino, a cui lei teneva tanto quando era viva. Ogni volta, finiti i suoi discorsi, salutava moglie e figlio mandandogli un bacio e dandogli appuntamento al giorno dopo. Quella mattina, forse perché si sentiva più triste degli altri giorni, dopo aver dato il solito saluto ai suoi cari, sospirò e disse: “Vorrei tanto essere di nuovo felice, anche solo per un giorno!”. In quel momento sentì una ventata fredda che lo fece rabbrividire. Alzò il bavero del cappotto e si strinse al collo la sciarpa per coprirsi meglio, poi si diresse verso casa, rimuginando sui suoi pensieri.

Entrato in casa, chiuse a chiave la porta come al solito, tanto non aspettava nessuno, e buttò un ciocco nel camino per scaldare un po’ la casa. La giornata passò come tutte le altre, e, al sopraggiungere della sera, il vecchio si preparò la cena, mangiò senza fretta e poi andò come sempre a dormire. Si era già coricato da un po’, quando sentì un rumore provenire dal soggiorno. Non era preoccupato, tanto in casa non c’era nulla da rubare, però si alzò lo stesso per andare a vedere cosa stesse succedendo. Quando aprì la porta della stanza da letto, vide che in soggiorno la luce era accesa e con sua grande sorpresa si accorse che nell’angolo, vicino al camino, c’era un bellissimo albero di Natale, completamente addobbato, proprio come quello che faceva sua moglie. Da quando lei e il bambino erano morti, il vecchio non aveva più decorato la casa per Natale, non aveva più avuto voglia di farlo. Si avvicinò con circospezione, cercando di non fare rumore, e quando arrivò sulla soglia del soggiorno restò senza parole: tutta la stanza era addobbata con le decorazioni natalizie, nastri, fiocchi colorati, le candele rosse sul camino, nell’angolo sotto la finestra c’era il vecchio presepe con le statuine intagliate nel legno, e sotto l’albero c’era anche un regalo, incartato con cura. Il vecchio non credeva ai suoi occhi, pensò che stesse sognando, ma ancor più si sorprese quando sentì alle sue spalle la voce della moglie. “Ti piace come ho sistemato?” Il vecchio si girò e vide la moglie, esattamente come la ricordava, giovane e bellissima, nella sua camicia da notte di pizzo bianco; si guardò allora nello specchio sopra il camino e vide il suo viso di sempre, solcato dalle rughe dell’età e ingrigito dalla malinconia che ogni giorno lo accompagnava. Eppure la moglie non sembrava accorgersi che fosse invecchiato e gli si era avvicinata, mettendogli una mano sulla spalla e accarezzandolo dolcemente. “Andiamo a dormire adesso: domattina, quando si alzerà, troverà il suo regalo sotto l’albero.” Il vecchio si ricordò che la moglie aveva sempre preparato tutto la sera della vigilia, perché il figlio si svegliava presto la mattina di Natale, e il regalo doveva essere già sotto l’albero. La moglie lo prese per mano, proprio come era solita fare quando andavano a dormire, lo condusse in camera da letto e si stese accanto a lui, rannicchiandosi fra le sue braccia. Il vecchio non riuscì a dire niente, ancora non capiva se quello fosse un sogno o se fosse tutto vero, e avrebbe voluto chiedere tante cose, ma per paura che tutto svanisse, tenne stretta la moglie e si addormentò, felice come da tanto tempo ormai non era più stato.

La mattina dopo, quando si svegliò, notò subito che il letto era vuoto e pensò di aver sognato, ma poi sentì dei rumori provenire dal soggiorno e si alzò in fretta per andare a vedere. La tavola era apparecchiata con la tovaglia delle feste, e la moglie aveva preparato la colazione di Natale come faceva sempre in quel giorno: la mattina del 25, infatti, non avevano mai fatto colazione in cucina, come gli altri giorni, ma nel soggiorno, con la tovaglia buona e le stoviglie di porcellana. Il profumo dei biscotti aveva riempito tutta la casa e ben presto anche il bambino si svegliò e scese a fare colazione. Il vecchio non riusciva a parlare per l’emozione, tanta era la gioia di riavere la sua famiglia, e rivedere i suoi cari esattamente come li ricordava, come se il tempo non fosse passato e quel terribile incidente non fosse mai successo. Si rese conto che solo lui era cambiato, era un vecchio stanco e malandato, eppure si sentiva rinvigorito dalla loro presenza, come se la giovinezza fosse tornata a pulsare nelle sue vene; né la moglie né il figlio, del resto, sembravano essersi accorti che era invecchiato.
Quando il bambino aprì il pacco sotto l’albero, trovò un bellissimo trenino colorato, e il vecchio si ricordò che poco prima dell’incidente il figlio aveva chiesto a Babbo Natale proprio quel trenino, che era in mostra nella vetrina del negozio di giocattoli. Lui e la moglie avevano progettato di comprarglielo, ma poi le cose erano andate diversamente. Non ci aveva più pensato da allora, e quel ricordo lo riportò per un attimo alla realtà. Guardava il bambino che giocava felice e la moglie che gli sorrideva, e si sentiva il cuore gonfio di felicità, ma sapeva che tutto quello non poteva essere vero. Stava sognando, probabilmente, e presto si sarebbe svegliato, perciò decise di vivere ogni attimo del suo sogno, senza porsi troppe domande.

La giornata passò anche troppo velocemente, ma fu un bellissimo Natale per tutti e tre, e quando arrivò la sera il vecchio mise a letto il figlio, rimboccandogli le coperte, poi andò a dormire con la moglie, si stese accanto a lei e la strinse fra le braccia. Si sentiva un po’ triste, perché inconsciamente sapeva che quel bel sogno si avvicinava alla fine, ma era comunque grato per quel giorno di felicità che gli era stato donato.

La mattina dopo, tutto il vicinato fu svegliato dal suono delle sirene, e ben presto molti curiosi si accalcarono intorno alla casa del vecchio, cercando di sbirciare dalle finestre per vedere cosa fosse successo.  

 «Io lo conoscevo bene: usciva tutte le mattine per andare al cimitero a trovare la moglie e il figlio. Non avrebbe mai lasciato passare Natale senza andarci. Per questo ho chiamato i soccorsi, ero sicura che fosse successo qualcosa.»

«Hai fatto bene, poveretto; vivere da solo, alla sua età, c’era da aspettarselo.»

«Non credo che abbia sofferto, sai? L’hanno trovato ancora a letto, sembrava che sorridesse. Il medico che l’ha visto ha detto che aveva un’espressione serena.»

«E sapete la cosa più strana? Nel soggiorno hanno trovato un trenino elettrico nuovo di zecca. Pensate che vecchio matto, alla sua età mettersi a giocare col trenino…»

🎄 🌟🌟🌟 🎄

Il nostro è un unico blog con due anime, un Lui e una Lei. Abbiamo scelto di fondere le nostre due identità nella scrittura. Anche per questo scriviamo utilizzando un unico gravatar, e all’interno del blog si possono trovare cose molto diverse, poesie, racconti, storie umoristiche e altre velate di malinconia.
Io sono la Lei del 142, l’anima un po’ più romantica e sognatrice. È Lui che mi ha convinto a scrivere e lo faccio solo per passione, ma nella vita uso il computer per il lavoro più noioso del mondo.

Ringraziamo ancora Shioren per averci permesso di partecipare alla sua bellissima iniziativa. Il prossimo contributo al Xmas Carols project sarà pubblicato domani da Paola, su Paola Pioletti. Non mancate!

Standard

73 risposte a "The Xmas Carols: Regalo di Natale"

  1. Pingback: The Xmas Carols: Regalo di Natale – Multidimensional_Art

  2. Pingback: The Xmas Carols: Regalo di Natale – Dove una poesia può arrivare

  3. Pingback: The Xmas Carols: Regalo di Natale — Centoquarantadue🎈❤ – Paola Pioletti

  4. Pingback: The Xmas Carols II: Il buon Doriano | La Corte

  5. Pingback: The Xmas Carols #3 del blog Centoquarantadue: Regalo di Natale – ◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦

  6. mamma mia che struggente
    credo che il finale sia abbastanza palese, era tutto abbastanza onirico ma ho veramente adorato tutto quanto; poi, casualmente sto ascoltando un video di canzoni natalizie che si sono fuse benissimo con questo racconto!

    molto bella la scelta di descrivere una prima parte in cui far empatizzare con il protagonista, temevo che sarebbe stato tutto un dramma fino alla fine

    Piace a 1 persona

  7. Pingback: The Xmas Carols: Regalo di Natale – Il Blog di Tony

  8. Pingback: Calendario dell’Avvento – The Xmas Carols | TUTTOLANDIA

  9. Pingback: The Xmas Carols # 3 – Centoquarantadue | il mondo di shioren

  10. L’ha ripubblicato su Lividi e Musicae ha commentato:
    Per la maggior parte delle persone il Natale è un momento di condivisione e partecipazione. È uno degli aspetti più belli della festa, e lo diamo per scontato, ma non per tutti è così, soprattutto se il dolore per la perdita di qualcuno molto caro è totalizzante. Il Natale allora assume tutto un altro significato, e forse quel desiderio di condivisione diviene ancora più sentito, autentico, necessario. Tanto che anche un evento tragico come la morte può diventare alla fine una sorta di benedizione. Un “miracolo di Natale”.

    Il terzo canto natalizio porta il semplice titolo di Regalo di Natale, racconto ad opera del blog Centoquarantadue

    Piace a 1 persona

  11. Pingback: Casellina 3 – buona lettura – The Xmas Carols: Regalo di Natale | LeggimiScrivimi il Blog di Tricoli Sara

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...