Racconti a puntate

La storia di noi due #59

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Le strade avevano iniziato a riempirsi di decorazioni natalizie e Sara non poteva fare a meno di pensare che Natale per lei non sarebbe stato come gli altri anni. Perché ora c’era Marco nella sua vita.
Però Natale è la festa della famiglia, e Marco sarebbe stato di certo occupato con la moglie e il figlio, tra i preparativi e i parenti. Si rese conto in quel momento che non sapeva quasi nulla delle sue abitudini, di come fosse solito festeggiare, non sapeva neppure se fosse una di quelle persone che odiano il Natale o se invece, come lei, adorasse il clima di festa.

Sara pensò che le sarebbe piaciuto tanto fargli un regalo, ma non era possibile. Allora ebbe l’idea di mandargli via mail una foto del suo albero di Natale: forse era sciocco, ma era un modo per condividerlo con lui, che non avrebbe mai potuto vederlo di persona. L’unica cosa a cui riusciva a pensare era che per loro non ci sarebbe stato spazio, o al massimo forse un attimo per un saluto veloce, e questo pensiero la rattristava, anche se era consapevole di non averne diritto. Che diritto poteva avere lei di rattristarsi per una cosa che aveva scelto di propria volontà: conosceva bene la situazione di Marco e l’aveva accettata senza condizioni né illusioni di alcun tipo. In quel momento si rese conto anche di un’altra cosa, che fino ad allora non aveva considerato: lei era “l’altra”, quella che a volte aveva sentito nominare dalle amiche che si erano scoperte tradite. E le vennero in mente le lacrime che aveva asciugato e consolato, si ricordò le cattiverie che aveva detto nei confronti delle altre, di queste donne egoiste e insensibili che non si facevano problemi a distruggere la vita altrui. Possibile che fosse diventata anche lei come loro? Eppure lei non voleva distruggere la vita di nessuno, anche questo era stato messo in chiaro con Marco, quasi fin dall’inizio. E allora cosa stava facendo? Non lo sapeva, ma sapeva che era felice e che anche Marco lo era, e questa era la cosa più importante. Non importava dove stessero andando, forse da nessuna parte, ma che ci andassero insieme.

Mentre si avvicinava Natale, anche Marco non poteva fare a meno di pensare a Sara e alla loro storia. I giorni di festa per loro erano i peggiori. Anna era a casa tutto il giorno e di solito facevano qualcosa insieme, a volte veniva a casa anche il figlio Enrico, e alla fine Sara, inevitabilmente, passava in secondo piano; non nei pensieri di Marco, ma di fatto il tempo che poteva dedicarle era davvero poco. Appena riusciva ad avere un momento libero le mandava un saluto via mail, ma non era come chiacchierare liberamente senza nessuno intorno. Quello era il primo Natale da quando si erano visti, ed era completamente diverso da quello precedente. Il rapporto con Sara si era fatto più profondo, e Marco si sentiva in colpa sia verso lei che verso Anna, si rendeva conto che per quanti sforzi facesse per dare gioia e felicità ad entrambe, in realtà lasciava dei vuoti incolmabili. Capiva bene quanto a Sara sarebbe mancato un abbraccio reale, il condividere insieme il giorno di festa. D’altronde questa sua storia parallela influiva negativamente anche sul rapporto con Anna, perché non riusciva più a essere il Marco di prima. Cercava sempre di essere premuroso, ma ogni gesto di affetto lo faceva sentire in colpa sia verso Anna che verso Sara; era come se tradisse entrambe contemporaneamente, una sensazione paradossale quella che provava. Cosa poteva fare per dimostrare i suoi sentimenti? Man mano che si avvicinava il giorno di Natale, Marco sentiva crescere un senso di angoscia, cercando una soluzione. Sapeva solo che da quando Sara era entrata nella sua vita, tutto era cambiato, e a lei non avrebbe più potuto rinunciare. 

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13 risposte a "La storia di noi due #59"

  1. Pingback: La storia si noi due #60 | Centoquarantadue

    • Eh, il discorso sarebbe lungo… Mi piace perché quando commentate su questa storia vengono fuori le riflessioni più disparate, come se si parlasse di persone vere, ed è molto interessante. Dato che le parti relative a Sara le scrivo io, e quelle di Marco le scrive il mio socio, è chiaro che i pensieri di Sara riproducono il mio modo di pensare. Ho delle amiche che si trovano in situazioni come questa (lasciando perdere i social che sono una nostra invenzione) e molte soffrono di sensi di colpa tali da non godersi nemmeno la relazione. In fondo il mondo è pieno di uomini, se sai che uno è già impegnato, chi te lo fa fare? Sara non sarà cattiva, ma un po’ se l’è andata a cercare…

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      • Una volta mi hai detto che questa è una storia inventata. Io, nei miei commenti, mi ispiro a storie vere!!!
        Magari anche altri commentatori: ecco perché le riflessioni sono così varie e potrebbero essere tenute in conto. Purtroppo a volte c’entrano anche i social…
        Non sono d’accordo sul “se l’è andata a cercare”: il rapporto tra i due è iniziato nei blog, perciò Sara magari non sapeva che Marco fosse impegnato (lui sì che sapeva di esserlo, ed è stato lui a volerla incontrare…), poi forse è stato troppo tardi. Considerazioni come “il mondo è pieno di uomini”, “chi te lo fa fare”, ecc., non tengono conto del fatto che in certe cose la ragione/razionalità viene meno.
        Vedere, ascoltare, vivere per credere…

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      • Di sicuro hai ragione sull’ultima considerazione. La storia è inventata, ma tutti e due, scrivendo, ci ispiriamo a storie che abbiamo visto o sentito, amici, colleghi e via dicendo. L’idea della storia a due è nata come esperimento di scrittura per vedere le differenze tra il punto di vista femminile e quello maschile. Per quello ognuno scrive la propria parte senza consultarsi con l’altro, in modo che le considerazioni di ognuno riflettano solo il proprio punto di vista. Sono curiosa di vedere come finirà, perché sul finale da dare alla storia di Marco e Sara non siamo d’accordo.

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      • Perché non mandare avanti la storia di Marco e Sara fino a “concretizzarla” 😉 per poi lasciarla morire di morte naturale, per esaurimento (in senso buono), invece che traumatica (lasciandosi malamente o tristemente)?
        Oppure: non so quanti anni abbia Marco, ma certo il figlio è grande: perché non cambiare vita e buttarsi con Sara? Anna se la potrebbe anche cavare, trovare qualcun altro… Boh.

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