Racconti a puntate

La storia di noi due #63

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Marco dovette ammettere a se stesso che desiderava Sara, non poteva negare di aver spesso pensato come sarebbe stato far l’amore con lei, e anche se il loro rapporto era sempre stato solo virtuale, ci aveva fantasticato parecchio. Ma tutto era rimasto solo un pensiero, rapidamente cancellato dalla distanza e dalla presenza di Anna. Adesso però avrebbe dovuto fare i conti con l’arrivo di Sara, con quella notte che avrebbe cambiato definitivamente le cose in un modo o in un altro; nulla sarebbe più potuto rimanere come prima.

Non sapeva se avrebbe mai avuto il coraggio di andare fino in fondo, o se alla fine si sarebbe tirato indietro per paura di perdere Anna. E l’unico modo per saperlo era chiamare Sara e lasciare che le cose andassero come dovevano andare. Solo all’ultimo momento avrebbe capito cosa voleva veramente. Così l’aveva chiamata, le aveva spiegato il suggerimento dell’investigatore, e con sua grande sorpresa Sara aveva risposto con entusiasmo, dicendo che l’idea era perfetta. Ora avrebbe dovuto solo organizzare tutto.

Per fortuna aveva avuto una settimana per girare nei dintorni e trovare un albergo dove poter prenotare per Sara: la cittadina che aveva scelto non era una località turistica, perciò gli alberghi scarseggiavano, ma era perfetta per loro. Quella mattina Anna era partita per il suo convegno e Marco era andato al lavoro, come tutti i giorni, ma con addosso una frenesia che gli aveva impedito di concentrarsi. Ormai mancavano poche ore all’arrivo di Sara, quando era squillato il cellulare. Marco aveva controllato subito, pensando che fosse Sara, invece era rimasto sorpreso nel leggere il nome sul display. Sperava solo di cavarsela in fretta.
“Pronto”
“Ciao Marco, come va?”
“Bene, grazie, e tu?”
“Insomma, non benissimo. Con la storia di Caterina…”
“Sì, immagino. Scusa, Filippo, ma sto lavorando, hai bisogno di qualcosa?”
“No, ti chiamavo perché Anna mi ha chiesto di farti compagnia, visto che sei solo stasera. Se ne hai voglia andiamo a mangiare qualcosa insieme”
Marco era rimasto basito, questo non se l’aspettava proprio; cercò di riordinare le idee e trovare una soluzione, ma non gli venne in mente nulla sul momento. Così decise di prendere tempo.
“Scusami, ma è davvero un brutto momento, il direttore mi sta chiamando, ti richiamo io appena posso”

Non ci poteva credere, aveva cercato di prevedere tutto, ma questa eventualità non gli era neanche passata per la mente. Anna non gli aveva prospettato niente, neanche accennato a proporgli di uscire con Filippo. Era chiaro che stava usando Filippo per controllarlo. Quindi qualsiasi risposta gli avesse dato, doveva reggere anche per Anna; non poteva semplicemente dire che non stava bene e preferiva rimanere a casa, perché Anna avrebbe sicuramente telefonato al numero di casa per controllare. E non poteva certo dire che aveva un altro impegno, senza specificare con chi. Se si fosse trattato solo di Filippo avrebbe potuto cavarsela con una scusa qualunque, ma ormai era chiaro che c’era Anna dietro, e questo complicava tutto.
Il pensiero che Anna non si fidasse più di lui gli aveva dato fastidio, poi però aveva dovuto ammettere che Anna aveva tutte le ragioni per non fidarsi. Comunque la chiamasse per mettere a tacere la sua coscienza, quella che aveva con Sara era una relazione a tutti gli effetti, anche se solo virtuale, almeno finora. E non poteva negare di provare dei sentimenti per lei, anche se continuava a ripetersi di amare anche Anna. Erano due sentimenti diversi, entrambi molto forti, ma in quel momento il desiderio di Sara prevaleva. Il problema era che, per quanto si sforzasse, non riusciva a trovare una soluzione per far fronte a questo imprevisto. Avrebbe potuto telefonare a Sara e dirle di non partire, ma aveva scartato subito questa possibilità: aveva sognato quei due giorni con lei per tutta la settimana e non aveva nessuna intenzione di rinunciarci. Bisognava solo incasellare tutto…
Mentre cercava di pensare a qualcosa, squillò di nuovo il cellulare: questa volta era Sara.

Continua…

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