Racconti a puntate

La storia di noi due #67

Qui trovi l’ultimo episodio

Arrivati al pronto soccorso, Marco aveva fornito tutti i dati di Filippo all’addetta all’accettazione e aveva chiesto informazioni sul suo stato. Poco dopo era uscito un medico che lo aveva informato della situazione, dopo essersi accertato su chi fosse: Filippo era in sala operatoria, in condizioni molto gravi, e se anche fosse andato bene l’intervento a cui lo stavano sottoponendo, ci sarebbero voluti giorni per sciogliere la prognosi, e non c’era nessuna garanzia di riuscita.

Marco spiegò la situazione familiare di Filippo, e che nessuno dei suoi parenti stretti sarebbe potuto arrivare prima del mattino seguente. Il medico lo rassicurò che purtroppo non c’era nessuna fretta perché l’intervento sarebbe durato parecchio, e si fece dare il suo numero di telefono per poterlo avvisare in qualunque caso. 

Il primo istinto di Marco fu di telefonare a Caterina per aggiornarla, ma poi, ripensando alla telefonata precedente, decise di mandarle solo un messaggio. Parlato col medico, Filippo è gravissimo, non si sa se ce la farà. Fai pure con calma. Aveva scritto quasi con rabbia, ma non capiva se la sua rabbia fosse verso Caterina, che aveva deciso di vivere la sua vita, o verso se stesso, incapace si scegliere. Restava da avvisare la sorella di Filippo, che decise di partire appena possibile, in modo da poter essere lì alle prime luci dell’alba. Marco le chiese anche di avvisare la nipote, per permetterle di rientrare dall’Inghilterra e arrivare al capezzale del padre. Come ultima cosa, chiamò Anna per metterla a conoscenza della situazione. Quindi raggiunse Sara, che era rimasta nella sala d’aspetto del pronto soccorso.

Marco si sedette al suo fianco, e Sara lo accolse con un mezzo sorriso, che voleva essere incoraggiante.
“Come sta?”
“È grave, lo stanno operando, ma non si sa come va a finire.”
Sara restò in silenzio, non era facile dire qualcosa. Avrebbe voluto abbracciarlo, o anche solo prendergli le mani per fargli forza, ma si ricordò che erano al pronto soccorso della sua città, dove chiunque avrebbe potuto riconoscerlo. E lei chi era? Come avrebbe potuto giustificare la sua presenza? In quel momento pensò che quella serata fosse stata una pessima idea, e che forse quello che era successo era un segnale per lei, perché capisse che stava facendo la cosa sbagliata.
Marco si era appoggiato con la testa al muro, fissando il soffitto e cercando di schiarirsi le idee, per decidere il da farsi. Poi si era girato verso Sara, e le aveva sorriso.
“Certo non era questo che mi ero immaginato per la nostra prima notte insieme.”
Sara lo aveva guardato negli occhi e aveva sorriso anche lei.
“Anche con tutta la fantasia possibile, una situazione così era inimmaginabile.”
Improvvisamente si erano guardati, e i sorrisi si erano trasformati in una risata sommessa. 

La vita a volte è cosi, una tragedia comica, che va oltre ogni possibile immaginazione. La situazione era paradossale: erano al capezzale di un uomo che stava lottando per la vita, un uomo tradito, che forse aveva scelto inconsapevolmente di morire piuttosto che vivere senza la moglie. La moglie era col suo nuovo compagno e se ne fregava allegramente, mentre lì all’ospedale c’erano lui e Sara. Che non avrebbero mai potuto spiegare a nessuno come mai fossero lì insieme.
“Dai, alziamoci e usciamo.”
Sara si era alzata e lo aveva seguito senza fare domande, quasi come un bambino che segue un adulto di cui si fida. Usciti dall’ospedale e arrivati in un punto appartato, lontano da occhi indiscreti, Marco strinse a sé Sara e la baciò. Era un bacio pieno di passione, di dolcezza, ma soprattutto di voglia di vivere. Era il bacio di chi ha visto quanto la vita può essere breve, e non vuole perderne neppure un istante. Così rimasero abbracciati, continuando a baciarsi, mentre Sara dimenticò in un attimo tutti i suoi dubbi.
“Ora cosa facciamo?” chiese, sciogliendosi per un attimo dal suo abbraccio.
“Qui possiamo fare poco – rispose Marco tirandola a sé e baciandola dolcemente sulla fronte – il dottore ha il mio numero, se ci sono novità mi chiama subito.”
Vita, morte, amore, tradimento e passione si stavano consumando in quel momento.
Marco aveva pensato che la vita è solo una, ed è anche troppo breve; in quel momento desiderava Sara, e Sara desiderava lui, e il loro sentimento era qualcosa di profondo, non un capriccio del momento, ma qualcosa da vivere fino in fondo, costasse quello che costasse.  
Così le aveva sorriso, l’aveva presa per mano e insieme si erano diretti verso l’auto.

Continua…

Standard

8 risposte a "La storia di noi due #67"

  1. Pingback: La storia di noi due #68 | Centoquarantadue

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...