Racconti a puntate

Il Grande Giorno #7

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Giorno 5 

Non è ancora finita la mia agonia, infatti sto scrivendo. È l’ultima volta che scrivo, comunque vada. Mi sono reso conto che non serve a niente, all’inizio mi è servito per passare il tempo, per sfogarmi, ma ora mi stanca soltanto. Ho la nausea e mi dà fastidio la luce. Sento che ne avrò per poco.

Elisa se n’è andata un attimo di là, ma tra un po’ tornerà, ha detto che vuole starmi vicino, ha detto che le piacerebbe fare l’amore con me. Pur di farmi cambiare idea si è inventata di tutto. Che le piaceva l’idea di avere un figlio con me, di poter mettere su famiglia insieme, e che in fondo, volendo, non sarebbe stata una grossa impresa, ma nelle mie condizioni sarebbe stata una gran prova di carattere. Che il suicidio è una scelta da vigliacchi, e lei era sicura che io non lo fossi.

Vorrei crederle, ma so che tutto quello che promette non può mantenerlo, e non sarebbe giusto che lo facesse. Vorrei in ogni caso crederle, forse saperla al mio fianco mi darebbe la voglia di lottare, o almeno di provarci. C’è un gran conflitto dentro di me, ma non ho la forza di lottare o di decidere.

Mi affiderò al destino. Sento che la stanchezza prevale, e ho bisogno di dormire. Se mi sveglierò ancora, allora magari lotterò, sperando che lei rimanga al mio fianco. Se invece non mi sveglierò più, come spero, vorrà dire che questo era il mio destino. E sarà meglio per tutti.

Giorno 6 

Quelle che sto per scrivere sono le ultime righe di questo diario, solo perché spero che tu ne possa iniziare uno nuovo, quando uscirai da questo ospedale, e spero di poter far parte anche del nuovo diario. Ho promesso di rimanerti vicino perché sei un ragazzo fantastico. Pensi che io lo dica solo per convincerti a desistere dal tuo proposito, ma non è così. Certo, come dici tu, ci conosciamo solo da poco e ci siamo avvicinati l’uno all’altra in condizioni estreme. Magari è stato il destino… tu ne parli sempre e si capisce che ci credi. In fondo cos’è il destino? Era destino che tuo padre morisse? Era destino che Filippo provocasse l’incidente? Bene, allora è anche destino che tu abbia incontrato me. Sai cosa significa il mio nome? Elisa in ebraico vuol dire Salvezza.

So di prendermi una grande responsabilità verso di te, e anche verso me stessa. So che tu non me lo chiederesti mai. L’ultima cosa che hai scritto è che ti vuoi affidare al destino: bene, ho deciso di essere parte del tuo destino. Mentre leggevo il tuo diario hai aperto gli occhi, un attimo, il tempo di sorridermi. Ho chiamato mio padre, e insieme abbiamo deciso di iniziare subito di nuovo le cure. Se lo vorrai ancora, avrai sempre tempo di farla finita, magari quando ne avrai avuto abbastanza di me. Sono egoista, lo so, lo sto facendo per me, perché voglio avere la possibilità di darti un motivo per vivere. Mio padre non sa se è troppo tardi, dice che molto dipenderà dalla tua voglia di lottare. Siamo in tanti qui nella saletta di attesa e a turno ci diamo il cambio al tuo capezzale. Perché i farmaci funzionino, ora hai bisogno di riposare, per un po’ non ti potrai svegliare. Se ti risveglierai e vorrai continuare a vivere, sinceramente non lo so, ma io lo spero proprio.

Se lo farai, sarò felice di stare al tuo fianco, insieme a tutte le persone che ti vogliono bene. Che, credimi, sono davvero tante.

FINE

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