Passo a due estivo

Uomini e donne in vacanza (6)

Il cercatore di funghi

Il fungaiolo in vacanza lo riconosci subito, è l’unico che tifa per la pioggia. Va in montagna solo nelle zone buone per i funghi, trascinando la moglie che vorrebbe andare al mare a prendere l’ultimo sole. Lo riconosci anche perché è quello che ignora gli altri ospiti dell’albergo e attacca bottone solo con i residenti, cercando informazioni utili per le zone da perlustrare.

I residenti che vanno a funghi riconoscono subito il fungaiolo in vacanza, e chiaramente danno false informazioni, indicandogli zone dove non nasce un fungo neanche per sbaglio. Ma il fungaiolo in vacanza sa benissimo queste cose, quindi la sua tattica sta nell’escludere tutti i posti indicategli dai residenti, e concentrarsi solo nelle zone non nominate. Chiaramente il fungaiolo in vacanza ha solo un argomento di cui parlare: i funghi. La moglie ormai ha attivato un meccanismo di auto difesa, quando il marito comincia a parlare di funghi si attiva una membrana nell’orecchio che la rende sorda. Nel caso il meccanismo si inceppasse, fa partire l’iPod a tutto volume.
Il fungaiolo che si lamenta di doversi alzare presto per andare in ufficio, non fa una piega ad alzarsi alle 4 del mattino per andare a funghi. Quelli dell’albergo non ci pensano proprio ad alzarsi a quell’ora, quindi gli lasciano un thermos con del caffè caldo e qualcosa da mangiare. Il cercatore di funghi sa che bisogna arrivare presto sul posto per raccogliere qualcosa, altrimenti i funghi più belli spariscono subito.
Comunque vada, sia che raccolga il massimo consentito (3 kg) o pochi pezzi, si vanterà delle sue capacità. E proprio come tra i pescatori, anche tra i cercatori di funghi c’è una gara a chi le spara più grosse. Tutti, immancabilmente, racconteranno di aver trovato almeno una volta un porcino enorme, ma di non averlo potuto raccogliere perché avevano il cesto ormai pieno. E allo stesso modo tutti raccontano di aver salvato la vita di un altro fungaiolo che non aveva riconosciuto un velenosissimo esemplare di amanita phalloides.
Se il raccolto è abbondante e il fungaiolo è generoso, ne offrirà una parte all’albergatore, che preparerà un bel risotto ai funghi per tutti quanti. Naturalmente prima avrà l’accortezza di far controllare i funghi dall’Asl del luogo, ma lo farà di nascosto, per non ferire l’amor proprio del generoso donatore.
Il fungaiolo in vacanza inoltre prova un certo piacere quando, tornando col cesto pieno, incrocia il residente che lo aveva spedito da un’altra parte, ma guai a non comportarsi in maniera rispettosa: il mondo è pieno di fungaioli in vacanza con le gomme dell’auto bucate…

La moglie del cercatore di funghi

La riconosci già dall’aspetto: a forza di nutrirsi di funghi ha il colorito giallo verdognolo di un finferlo e profuma di muffa. Ha occhiaie molto pronunciate, non perché segua il marito nelle affannose ricerche alle prime luci dell’alba, ma perché viene regolarmente disturbata dalla sveglia che lui punta per alzarsi. A differenza della moglie dell’escursionista, che può evitare di seguire il marito nelle sue scarpinate, e la cosa finisce lì, la moglie del fungaiolo deve costantemente fare i conti con la passione del compagno. Ad ogni escursione mattutina del consorte, la povera donna osserverà costernata le ceste di funghi riportate dal marito, pensando al lavoro che l’aspetta appena tornati a casa. Ed è lei che gli suggerisce l’idea di offrirne un po’ all’albergo, sperando di diminuire almeno un po’ il suo impegno.
La sua casa è letteralmente invasa dai funghi raccolti dalla dolce metà, che naturalmente si limita a portarli a casa come un trofeo di guerra; a lei tocca innanzi tutto pulirli, e guai anche solo a pensare di lavarli! Troppo facile: i funghi vanno accuratamente spazzolati con delicatezza per rimuovere la terra, come lui le ha fatto vedere almeno cento volte, senza però pensare di darle una mano. Poi possono essere conservati in modi diversi, e tutti richiedono un elaborato lavoro, che naturalmente tocca a lei: possono essere seccati al sole, nel qual caso andranno stesi ad asciugare in terrazza, occupandone praticamente ogni angolo libero; oppure possono essere congelati, ma non senza essere stati cotti. Altrimenti si può metterli sott’olio, il che richiederà che siano affettati e cotti, e solo successivamente riposti in vasetti accuratamente lavati e sterilizzati. E in ogni caso si sentirà sempre dire che non sono buoni come quelli che faceva la suocera… E quando il congelatore, la dispensa e tutte le credenze di cucina saranno state invase dai funghi, occorrerà inventarsi sempre nuove ricette per utilizzarli: dopo risotti, tagliatelle, polenta, torte salate, flan e soufflé, la povera donna comincia a pensare a qualche torta cioccolato e funghi, pur di poterli smaltire.
Tutto questo spiega la smorfia che compare sul suo viso, quando il marito ritorna e mostra con orgoglio il suo bottino. Nella gioia generale, mentre gli altri ospiti dell’albergo applaudono e si congratulano, negli occhi della moglie compaiono due lacrime, trattenute a stento, che lui scambia per commozione, e sorride compiaciuto.

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17 risposte a "Uomini e donne in vacanza (6)"

  1. Capisco la signora… a me è capitato in Norvegia. Mio marito pescava a ” rondeman ” come si dice qua a Livorno ( parola che deriva dalla fine dell’ultima guerra, quando la polizia militare Usa andava a fare la ronda vigilando che i militari un po’ alticci, non andassero a importunare i civili della città. E quando ne trovavano uno , il comandante gridava ”
    “around the man ” lo accerchiavano e lo riempivano di manganellate . Ai livornesi piacque quella parola, e da allora la usano per descrivere una grande quantità di cose, in questo caso pesci. ) in quel periodo eravamo caperisti, quindi ti puoi immaginare la mia “gioia” nel pulire tutto quel pesce nel camper !!!

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