Racconti a puntate

Cronache di un amore #6

Per il linguaggio usato e le situazioni descritte, la lettura è consigliata a un pubblico adulto.

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Dopo essersi lasciati quella sera, tutti e due avevano inevitabilmente ripensato a quello che si erano detti. Gaia non riusciva a credere a quello che si era sentita dire: in poche parole Luca la considerava una splendida donna, intelligente e affascinante, ma moralmente inadatta a formare insieme a lui una famiglia, perché secondo lui avrebbe istigato sua figlia a darla via a tutti. Così come, secondo lui, aveva fatto lei.

In pratica, si era convinto che lei fosse una specie di distributore gratuito di sesso, che andasse in giro a sbatterla in faccia a tutti, offrendo un giro gratis a chiunque fosse interessato. In realtà, fino all’arrivo di Luca, Gaia non aveva mai pensato di poter essere considerata una donna leggera; è vero che si era divertita con diversi uomini, ma aveva quasi trent’anni, e a lei il sesso piaceva.

Continuava a ripensare alla frase di Luca “ma te lo ricordi il nome di tutti?” e così aveva cominciato a cercare di ricordarli, poi aveva preso un foglio e aveva iniziato a scrivere i nomi. Era strano come in realtà i primi fossero facili da ricordare, ma con gli ultimi facesse più fatica. Di alcuni proprio il nome non lo ricordava, o forse non lo aveva mai saputo. Vero che molte volte era brilla, e la memoria in quei casi non funziona. Le seccava tantissimo che Luca avesse ragione sui nomi. Allora si mise a cercare di fare due conti, sperando che si fosse sbagliato almeno sul numero.

La prima volta aveva sedici anni. Considerando alcune storie lunghe, e qualche periodo di castità per mancanza di occasioni, erano sicuramente molto meno di cento. E anche calcolando 100 uomini divisi per 14 anni, facevano circa 7 uomini all’anno. Considerando un anno di dodici mesi, non era un numero così esagerato, anzi le sembrava un numero ragionevole per una donna sana, con un normale appetito sessuale.

Anche Luca aveva pensato con rammarico a Gaia, perché nonostante tutto gli piaceva moltissimo, e anche quella sera era stato molto bene con lei, malgrado la difficoltà della situazione. Dopo aver riflettuto con calma, era arrivato alla conclusione che, se non avesse voluto dei figli, cosa che in realtà desiderava, avrebbe anche potuto provare ad avere una relazione seria con Gaia. Ma non riusciva proprio a immaginarla come madre, assolutamente no. Quali valori morali avrebbe potuto insegnare a una figlia? A malincuore, ma decise di non pensarci più.

Il giorno dopo, il tipo che era stato interrotto dall’apparizione di Luca, aveva telefonato a Gaia per sincerarsi che stesse bene, ma in realtà per vedere se fosse possibile riprendere il discorso da dove l’avevano lasciato. Gaia aveva accettato subito, ben felice di continuare quella piacevole conversazione.
Quando era arrivato, non gli aveva lasciato neanche il tempo di qualche stupido convenevole, e gli era saltata addosso con più slancio della sera precedente, tanto era ben chiaro a entrambi che nessuno dei due era interessato a usare la lingua per parlare. Mentre il giovane si dava da fare come se fossero mesi che non vedeva una donna, Gaia fu piacevolmente sorpresa dal suo entusiasmo, ma ripensò a Luca e le venne spontaneo paragonarlo a lui.

Certo il tipo era un gran figo, con una dotazione notevole, e non era nemmeno stupido, ma tra lui e Luca c’era un abisso. Di sicuro non conosceva il significato di parole come impegno, fedeltà, o matrimonio. Figli neanche a parlarne, figuriamoci. Le sembrò strano pensare a queste cose mentre quel tipo sembrava avere tutta l’intenzione di cercare il suo punto G finché non l’avesse trovato, anche a costo di metterci tutta la notte. Quando era ormai sul punto di raggiungere un orgasmo da urlo, le apparve di nuovo Luca, che la guardava scuotendo la testa. Chiese di nuovo al ragazzo di fermarsi, perché stava male. Come la volta precedente si rifugiò in bagno, e nello specchio rivide Luca che scuoteva la testa e diceva “non vorrei mai che mia figlia diventasse così”.

Gaia liquidò nuovamente il giovane, che se ne andò imprecando e dandole della pazza.

Nel frattempo Luca, nella sua stanza, aveva iniziato a masturbarsi pensando a Gaia e, proprio come l’altra volta, gli era apparsa Gaia che, in tono perentorio, gli aveva detto di pensare a qualcun’altra se voleva masturbarsi, ma di non farlo pensando a lei. Spaventato e intimidito dall’apparizione, Luca si era bloccato.

Gaia era incredula per quanto le era successo: l’apparizione di Luca era reale, avrebbe giurato che fosse veramente lì ad osservarla. Non poteva crederci, prima l’aveva rifiutata e adesso appariva nei suoi momenti intimi, impedendole di divertirsi.

Anche Luca era sconvolto, avrebbe giurato su sua madre che Gaia fosse reale, qualche minuto prima. Cosa gli stava succedendo, per quale motivo Gaia continuava ad apparirgli?

Gaia intanto stava pensando che bisognava fare qualcosa, per mettere fine a questa situazione, ma cosa? Quando squillò il telefono e vide il nome di Luca, rimase stupita considerando anche l’ora tarda.

«Scusa se ti chiamo, ma ho fatto un sogno che mi pareva reale, dove c’eri tu, volevo sapere se era tutto a posto»

«Non ci crederai, ma anch’io poco fa ho fatto un sogno che mi pareva reale dove c’eri tu. Stai bene?»

«A dire il vero no, il sogno mi ha un po’ scombussolato»

«Posso chiederti che sogno hai fatto?»

Luca era un po’ imbarazzato. «È difficile da raccontare, e il tuo?»

Gaia non poteva certo dirgli cosa le era successo, e soprattutto in che situazione. «Anche il mio è difficile da raccontare»

«E se ci vedessimo, così ne parliamo?»

«Adesso?»

«Perché no?»

«Va bene, ti aspetto qui»

Gaia non sapeva come avrebbe fatto a parlarne con Luca, ma l’idea di rivederlo le piaceva moltissimo.

Continua…

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13 risposte a "Cronache di un amore #6"

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