C come Critica

C come Critica

Visto lo straordinario successo ottenuto dalla rubrica di critica di Achille Occhichiusi e Vittoria Vedobene, e viste le migliaia di richieste, continuiamo con un’opera del grande artista Lucio Fontana, Il tempo dell’attesa.

Nel 1947 Fontana aveva fondato il Movimento spaziale e pubblicato il Primo Manifesto dello Spazialismo, che gli permetteva di esprimere le sue nuove idee sull’arte. Per Fontana, gli artisti devono concepire lo spazio in un modo nuovo e devono abbandonare la pittura da cavalletto. “Vogliamo che il quadro esca dalla sua cornice e la scultura dalla sua campana di vetro”: l’arte si deve espandere alla scoperta di nuove tecniche e forme. Alla ricerca di una terza dimensione lavora con tagli e buchi, che gli offrono la possibilità di mettere in relazione la superficie della tela con lo spazio. Lo spazio ha una propria fisicità, non è vuoto, ma è materia: è una superficie attraversata dalla luce, costruita con la luce. Ma che cos’è l’attesa? È il tempo dell’assenza, che presuppone un presente e un futuro. Si tratta di un lavoro concettuale, perché ciò che sta dietro a una di queste opere è la parte più importante. L’operazione artistica consiste nello sfondamento della tela, attraverso un taglio e\o buco creato nella materia.

La parola al famosissimo critico d’arte Achille Occhichiusi, cui seguirà la replica di Vittoria Vedobene.

Lucio Fontana è un grandissimo artista italiano conosciuto in tutto il mondo per le sue stupefacenti capacità. Non era facile infatti produrre dei tagli così netti e perfetti, senza sbavature. Si fa presto a dire: potrebbe farli chiunque. E’ proprio qui che sta l’assoluta originalità dell’artista. Forse chiunque avrebbe potuto farli, ma solo lui ci ha pensato, e per primo ne ha fatto un’opera d’arte, senza bisogno di imbrattare la tela con inutili colori, ma rendendo la tela stessa un capolavoro ineguagliabile. Ora la mia collega, davanti a questa straordinaria opera, rimarrà interdetta. Immagino che il suo pensiero (anche lei ne ha, semplici ma ne ha) possa essere di prendere ago e filo e cercare di ricucire la tela; si sa come le donne siano portate per il cucito e il rammendo. E suppongo che anche questa volta la mia esimia collega non riesca a comprendere la grandezza e il significato di questa straordinaria tela. Ma, come dice il titolo, nel tempo dell’attesa che ciò accada, le do la parola.

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Questa volta, mio caro collega, devo contraddirti: ho capito subito il significato di quest’opera, e mi ha dimostrato ancora una volta che voi uomini avete in testa una cosa soltanto. Cosa potrà mai rappresentare un taglio verticale? Chissà mai cosa avrà avuto in mente l’artista quando ha prodotto questa ineguagliabile opera d’arte… Il tempo dell’attesa: sì, l’attesa di trovare qualcuna che gliela dia. Che diventa giustamente il tempo dell’assenza, perché nessuna ci pensa neanche lontanamente. Su un’altra cosa ti sbagli: il mio primo pensiero non è quello di ricucire lo strappo, ma di rompere il quadro sulla testa di qualche critico saccente che, considerando l’allegoria, starebbe benissimo dentro il taglio.

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14 risposte a "C come Critica"

  1. 😂😂😂 sempre straordinariamente d’accordo tra loro!!
    Quando Achille Occhichiusi, direi di nome e di fatto, ha parlato delle donne, che si occupano del cucito e del rammendo, ho pensato subito ad una reazione dell’esimia collega, temendo che, dal momento che vede bene in tutti i sensi, gli avrebbe fracassato in testa il quadro! 🤣🤣🤣😂😂😂
    Sempre straordinariamente divertenti voi!!
    Buon pomeriggio 😄😄😄

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    • Ci sarebbe tutta una teoria sul significato dei tagli nella tela, ma l’impressione è che sia stata creata a bella posta dalla critica per giustificare l’autore. Come sempre il comune mortale si domanda se sia una presa in giro o un oscuro codice di linguaggio per soli adepti.

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      • Molte opere moderne ci lasciano il dubbio se siano immense prese per il c*lo, oppure opere vere e proprie.
        Per questo non mi piacciono, perché non mi sanno trasferire una “emozione”, come dovrebbe fare un’opera d’arte, ma solo un dubbio.

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  2. Personalmente non sonompar5icolarmente propensa verso l’arte moderna, io un capitale del genere per questo quadro j9n lo spenderei mai, ha acquisito un tale valore per l’artista che lo firma. Bello l’anedotto di Occhichiusi e della sua collega che ha saputo rispondergli per le rime, né più e né meno ciò che lui meritava!!! Buonanotte 😉

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