Calendario dell'Avvento, Racconti

The Xmas Carols: Sorpresa di Natale

Oggi apriamo la dodicesima finestrella del Calendario dell’Avvento ideato dal blog il mondo di shioren che ringraziamo ancora per la splendida idea che ha avuto.  
È già stato detto, l’altra volta, che Centoquarantadue è un unico blog con due anime, un Lui e una Lei.

Io sono il Lui, che adora Lei. Scrivere insieme ci permette di mantenere un legame profondo, nonostante la lontananza e altre avversità non meglio specificate.
In teoria io dovrei essere la parte più divertente e dissacrante dei nostri lavori. Lei comunque è la padrona di casa e si occupa anche dei commenti, quindi per ogni reclamo, rivolgersi a Lei.
Qui sotto il mio contributo, mentre il prossimo sarà pubblicato domani su Lividi e Musica. Non perdetelo!

Mancavano pochi giorni a Natale e come ogni anno in paese si teneva la consegna del premio per la bontà: durante l’anno, chi voleva, poteva segnalare una o più persone che si fossero distinte per atti di generosità, e alla fine dell’anno, poco prima di Natale, i prescelti venivano premiati durante una cerimonia ufficiale a cui partecipava quasi tutto il paese. Massimo aveva sempre disertato la manifestazione da quando aveva saputo che qualcuno aveva fatto il suo nome, e temeva quindi di essere nominato per il premio. Era una persona molto semplice e soprattutto modesta e schiva, non amava essere al centro dell’attenzione e tanto meno ricevere premi.

Massimo era un brav’uomo, onesto e generoso, che non si era mai tirato indietro se c’era qualcuno che aveva bisogno, ma non riteneva di meritare nessun premio per questo. Faceva solo quello che riteneva giusto, quello che, secondo lui, chiunque altro avrebbe fatto al suo posto. Nessuno, secondo lui, avrebbe dovuto meritare un premio per aver aiutato il prossimo. Quell’anno, però, il premio doveva essere consegnato a un suo carissimo amico e lui non poteva certo mancare. Perciò, anche se non amava questo tipo di situazioni, aveva deciso di partecipare alla serata della premiazione, per festeggiare il suo amico Matteo. Prima c’era stata la cena di beneficenza, a cui aveva partecipato quasi tutto il paese, e Massimo si era sentito un po’ un pesce fuor d’acqua in mezzo a tutta quella gente; non era abituato a tutta quella confusione, ma la presenza di Matteo lo aveva rincuorato. In fondo era lì solo per lui, era il suo giorno e Massimo era felice di festeggiare l’amico.
Quando arrivò finalmente il momento della premiazione, il presentatore della serata, che era poi il parroco, si era schiarito la voce e aveva cominciato a parlare con una certa titubanza.
“Devo fare una confessione non facile per chi indossa il mio abito, ma spero che mi perdonerete e continuerete a venire in chiesa la domenica.” Il pubblico aveva riso a queste parole, anche perché tutti conoscevano Don Luca, e sapevano che amava scherzare. 
“Siete venuti qui stasera pensando di premiare per la sua bontà Matteo Corsini, il nostro concittadino che tanto si è distinto nell’ultimo anno. In realtà siamo stati costretti a raccontare una bugia a fin di bene, con il suo consenso naturalmente, perché da tanto tempo aspettavamo di consegnare questo premio ad una persona che in questi anni si è data da fare per tutti con disponibilità e impegno, senza risparmiarsi e senza mai tirarsi indietro. Ringraziamo quindi Matteo per essersi prestato a questo piccolo inganno, ma il premio per la bontà quest’anno va a Massimo Binetti.”
In quel momento Massimo si rese conto di essere stato imbrogliato e guardò Matteo con aria di rimprovero, ma Matteo gli stava sorridendo mentre si era alzato ad applaudirlo, come quasi tutte le persone che erano in sala. Nella confusione generale, tra applausi, fischi e grida, Massimo avrebbe voluto sparire e Matteo, che lo conosceva bene, lo abbracciò calorosamente per fargli coraggio, scusandosi per quel piccolo tranello che gli aveva teso. Massimo si alzò in piedi per ringraziare degli applausi e del premio, ma si schernì, dicendo di non meritarlo. Allora, da un tavolo vicino al palco, si alzò Piero, un ragazzo affetto dalla sindrome di Down, che lui conosceva molto bene, si diresse al suo tavolo, lo prese per mano, e lo trascinò con delicatezza sul palco. Massimo si lasciò condurre docilmente per mano da Piero e quando furono sul palco lo abbracciò come si abbraccia un figlio.
Pian piano gli applausi si smorzarono e arrivò il momento del discorso: volente o nolente, Massimo doveva dire due parole per ringraziare, e per lui, che non era abituato a parlare in pubblico, questo era un bel problema. Cercò di raccogliere i pensieri, confusi dall’emozione, tirò un bel respiro e cominciò a parlare.
Questo è un premio che non merito, perché quello che ho fatto è niente in confronto a quello che ho ricevuto. Forse qualcuno di voi conosce la mia storia, ma voglio raccontarvi quello che ancora non sapete, perché possiate capire chi merita davvero questo premio. Ero nel momento peggiore della mia vita: mia moglie mi aveva lasciato per un altro uomo. Lo so capita, ma io l’amavo ancora, e mia figlia aveva deciso di seguirla, perché non voleva rinunciare alla madre per colpa mia. Tutto il mio mondo era crollato, le persone che amavo di più al mondo non volevano più saperne di me ed ero rimasto completamente solo, senza più un motivo per vivere.” Si schiarì un attimo la voce, rotta dall’emozione, poi continuò.
Era un pomeriggio d’inverno, il Natale era alle porte e io ero seduto su una panchina, con i peggiori pensieri nella mente; avevo iniziato a piangere, quando mi si avvicinò un ragazzetto dolcissimo e mi chiese se avessi bisogno di un abbraccio. E senza dire altro mi abbracciò e mi tenne stretto finché non mi abbandonai completamente al calore del suo abbraccio. Quando, poco dopo, si avvicinò suo padre per chiedere cosa fosse successo, lui semplicemente gli disse che ero triste e avevo bisogno di essere abbracciato. Quel ragazzetto che quel giorno mi ha riscaldato con il suo affetto ed è riuscito a lenire il mio dolore, è questa meravigliosa persona di nome Piero.
A queste parole, Piero lo abbracciò e tutti applaudirono. Piero era così, gli piaceva abbracciare le persone. Poi Massimo riprese il suo discorso.
“Tramite Piero e la sua famiglia ho conosciuto tanti altri ragazzi, che sono diventati la mia nuova famiglia, e ho cercato di aiutarli come potevo; ma per ogni cosa fatta a loro, sono stato ricompensato 100 volte di più ed è per questo che non merito questo premio; quello che ho ricevuto è molto, ma molto di più di quello che ho dato.”
Ci fu di nuovo un applauso, e Massimo attese che tornasse il silenzio.
Spesso ci ostiniamo ad amare chi non ci ama e questo è un errore, perché il mondo è pieno di persone da amare. Vi ringrazio di cuore per questo premio, che dimostra il vostro affetto nei miei riguardi, ma non posso che condividerlo con questa peste di Piero.”
Di nuovo Massimo e Piero si abbracciarono e tutti i presenti applaudirono festanti. Ormai la tensione si era sciolta, e Massimo era davvero felice di trovarsi lì, con Piero e con tutti i suoi ragazzi che lo circondavano. C’era anche la tv locale che aveva filmato tutto e un paio di giornalisti della stampa che volevano fare un’intervista e un mucchio di foto a Massimo, Piero e anche a Matteo. Era andato proprio tutto bene, e alla fine Massimo ringraziò Matteo per la sorpresa che gli aveva fatto, non tanto per il premio, quanto per l’affetto che la gente gli aveva dimostrato.

Il giorno di Natale, Massimo era stato invitato a pranzo dalla famiglia di Piero ma, quando stava per uscire, aveva sentito squillare il telefono di casa, perciò era rientrato per rispondere.
“Pronto?”
Nessuna risposta, solo silenzio dall’altro capo del filo.
“Chi parla?”
Ancora silenzio, poi finalmente una voce esitante si era fatta coraggio.
“Ciao papà.”

🎄 🌟🌟🌟 🎄

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55 risposte a "The Xmas Carols: Sorpresa di Natale"

  1. Pingback: The Xmas Carols: Sorpresa di Natale – Dove una poesia può arrivare

  2. Pingback: The Xmas Carols #12: Sorpresa di Natale del blog Centoquarantadue (seconda partecipazione) – ◦ ღ ☼ Elena e Laura ☼ ღ ◦

  3. Pingback: The Xmas Carols XII: 142-2 | La Corte

  4. L’ha ripubblicato su Lividi e Musicae ha commentato:
    Il blog Centoquarantadue ci delizia per la seconda volta con un altro racconto, una storia semplice ed estremamente toccante su ciò che che significa fare del bene non soltanto a Natale, ma durante tutto l’anno. E sul fatto che, prima o poi, ciò che c’è di buono prima o poi ritorna.

    Buona lettura e a domani, che questa volta toccherà a questo blog

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  5. Pingback: Calendario dell’Avvento – The Xmas Carols | TUTTOLANDIA

  6. Pingback: The Xmas Carols: Sorpresa di Natale – Il Blog di Tony

  7. A leggere le ultime due parole un brivido mi ha scosso e allo stesso tempo i miei occhi si sono fatti caldi, due lacrime urlavano di uscire. È un racconto molto toccante e per questo sono felice di averlo ricondiviso sul mio blog. Dovrebbero davvero per Natale assegnare un premio per la bontà, in ogni piccolo paesino di questo mondo. Spero che tu e anche Lei del blog possiate passare un felice Natale.
    Buona serata,
    Laura♡

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  8. Pingback: The Xmas Carols #12 – Centoquarantadue (lui) | il mondo di shioren

  9. Pingback: Casellina n° 11 – THE XMAS CAROLS – Racconto: Festa di Natale – di Sara Tricoli | LeggimiScrivimi il Blog di Tricoli Sara

  10. effettivamente, perché intestardirci con chi non ci merita?
    Complimenti, molto bello e dolce con diversi spunti di riflessione.
    Anch’io sono super convinta del benefico dono che ha un abbraccio ^_^ Tempo fa (moltissimo tempo fa) avevo scritto un articolo sul potere degli abbracci 😉
    Bello anche il fatto che la figlia si sia finalmente fatta sentire… odio quando tutti i punti vengono troncati, solo perché due persone si lasciano… i figli sono “pezzi di cuore” sia per mamma che per papà ^_^
    Riblocco subito
    buona serata

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  11. Pingback: Casellina n° 12 – Racconto molto bello e dolce, con diversi spunti di riflessione – The Xmas Carols: Sorpresa di Natale — Centoquarantadue | LeggimiScrivimi il Blog di Tricoli Sara

  12. Pingback: The Xmas Carols: Sorpresa di Natale — Centoquarantadue – Inchiostronoir

  13. bellissima favola o forse racconto Natalizio. Chi semina altruismo, riceve stima e affetto.
    La figlia che l’aveva lasciato si fa viva per salutarlo o forse farsi invitare a trascorrere il Natale con lei.
    Bel colpo Lui, aspetto Lei a stroncarmi. 😀

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