Illusioni ottiche

Belvedere

La suggestione spaziale di un’immagine piana può essere così forte che si possono suggerire su di essa dei mondi che, in tre dimensioni, non potrebbero assolutamente esistere. L’immagine che ne risulta sembra la proiezione di un oggetto tridimensionale su una superficie piana, ma guardando bene ci si accorge che non è vero: quella figura non potrebbe mai avere un’esistenza fisica nella realtà.

Una delle architetture impossibili di Maurits Cornelius Escher. L’edificio rappresentato, pur sembrando apparentemente plausibile, risulta impossibile da realizzare nella realtà. E’ chiaro infatti che il primo e il secondo piano non sono paralleli e le colonne che reggono gli archi si intersecano in modo paradossale.

La scala che porta al secondo piano dell’edificio inoltre è contemporaneamente all’interno e all’esterno di esso, cioè si tratta di una scala impossibile.

Escher nel suo primo libro scrive a proposito di quest’opera: “In basso a sinistra giace un pezzo di carta su cui sono disegnati gli spigoli di un cubo. Due piccoli cerchi marcano le posizioni ove gli spigoli si intersecano. Quale spigolo è verso di noi e quale sullo sfondo? E’ un mondo tridimensionale allo stesso tempo vicino e lontano, è una cosa impossibile e quindi non può essere illustrato. Tuttavia è del tutto possibile disegnare un oggetto che ci mostra una diversa realtà quando lo guardiamo dal di sopra o dal di sotto.

Il cubo di cui parla Escher è noto con il nome di cubo di Necker.

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25 risposte a "Belvedere"

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