Passo a due

Uomini e donne al lavoro

La parità tra uomo e donna ha fatto sì che molti lavori, prima considerati solo maschili, ora siano esercitati anche dalle donne. Il problema nasce quando queste vogliono dimostrare di essere più dure degli uomini. Ad esempio le vigilesse. Si sa che le donne quando vogliono fare le stronze sono molto più brave degli uomini, aggiungiamoci la divisa e abbiamo un mix esplosivo.

L’altro giorno ho assistito per caso a un episodio. Un trentenne di bell’aspetto si ritrova una multa sul parabrezza e vede nelle vicinanze la vigilessa che gliel’ha appena fatta.

“Ma come, mi hai fatto la multa?”

“Hai la macchina in divieto di sosta”

Mi sono meravigliato che si dessero del tu, e sono rimasto ad ascoltare.

“Sono qui da due minuti” dice il trentenne, cercando di giustificarsi.

“Due minuti nella tua fantasia, almeno dieci”

“Dai la porto via subito, per favore, me la togli la multa?”

“Non ci penso nemmeno, così impari a lasciare l’auto in divieto di sosta”

“Ma non è che sei ancora arrabbiata per ieri sera?”

“Chi io? Scherzi? Figurati se mi arrabbio se vedo il mio fidanzato fare lo scemo con un’altra. Se paghi subito c’è lo sconto”

“Ma stavo solo scherzando!”

“Io no, paghi subito? – risponde con tono secco –  E stasera cerca di arrivare in orario, non tardi come al solito”

A me, invece, è capitato un simpatico episodio con un vigile.
Una volta sono passata dal semaforo con il giallo. Lo so, non si dovrebbe fare, ma andavo di fretta e abbastanza veloce, se avessi frenato quando è scattato il giallo avrei causato un tamponamento. Purtroppo poco più avanti c’erano due vigili che mi hanno prontamente fermato.

“È passata col giallo”

“Davvero? Non me ne sono accorta!” (l’aria smarrita e innocente aiuta molto in questi casi)

“Però è così. Patente e libretto”

Aria da duro, impassibile, inflessibile e incorruttibile. L’altro continua a guardare il traffico per vedere se può fare una multa pure lui. Mentre cerco i documenti gli dico che ha ragione (sempre dare ragione a chi è in divisa, protestare è inutile e controproducente) e gli spiego che sono terribilmente in ritardo e che mio marito si arrabbierà tantissimo se porto a casa una multa. Rinforzo l’aria smarrita e innocente con uno sguardo da cerbiatto ferito.

“L’auto è sua…”

“Sì, è mia, ma le multe le paga lui, per questo si arrabbia”

In realtà col cavolo che mi pagava le multe lui, quelle poche che ho preso me le sono sempre pagate. Vedo che sorride, ed è il segnale che posso osare di più.

“Non potrebbe proprio fare un’eccezione, per una volta?”

Ma il vigile sta già cominciando a scrivere sul micidiale blocchetto. Penso vabbè, è finita, stavolta mi tocca. Ed è allora che è successo il miracolo. Si è girato di spalle all’altro agente e abbassando il tono della voce mi ha detto: “Lo vede il mio collega? Non mi ringrazi, faccia finta che le ho fatto la multa, se no che figura ci faccio? Per questa volta vada, ma non passi più col giallo.”
Signori vigili che state leggendo, sappiate che la clemenza ha funzionato più della multa: da allora, quando vedo il giallo, mi fermo sempre.

Sai mai che ci sia una vigilessa…

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8 risposte a "Uomini e donne al lavoro"

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