Racconti a puntate

La storia di noi due #27

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Sara era rimasta a guardare Marco che si allontanava con la sua auto, e le venne in mente che era proprio il modello di macchina di Pasquino, la sua adorata Suzuki nera, di cui aveva parlato spesso sul blog. Poteva essere una coincidenza, certo, ma ormai era sempre più convinta che Marco in realtà fosse Pasquino. Come altro avrebbe potuto sapere dove abitava? Era stata attenta a non dire niente a Marco, non gli aveva neanche detto dove lavorava, nessuna informazione personale.

A Pasquino invece, sul blog, qualcosa nel tempo aveva detto. Tutti sapevano che lei era di Urbino, non ne aveva mai fatto segreto. Non l’indirizzo preciso, certo, ma aveva detto di abitare in centro, vicino alla piazza del mercato, e una volta, era sicura, aveva anche descritto a Pasquino il condominio dove abitava. Solo adesso si rendeva conto di quante informazioni personali gli avesse dato, senza accorgersene, e certo senza pensare che lui le avrebbe usate per venirla a cercare.
Mentre pedalava verso il bar per fare colazione, capì improvvisamente che anche l’incidente non poteva essere stato un caso, Marco doveva essersi davvero buttato sotto la sua bici… Ma come faceva a sapere che era lei? Non poteva conoscere il suo aspetto, era sicura di non avere mai pubblicato una sua foto sul blog, e di certo non gliene aveva mai mandato una via mail. Cominciò a sentirsi confusa e preoccupata, ma anche un po’ compiaciuta, doveva ammetterlo. Non riusciva però a capire che intenzioni avesse Pasquino, anzi… Marco.
“Oggi sei sola?” La voce del cameriere la distrasse dai suoi pensieri.
“Sì, Franco, oggi sono sola soletta, come sempre. Ci sono ancora le brioches al pistacchio?”
“Certo.”
“Allora me ne porti una, per favore, insieme al solito cappuccino?”
“Subito.”
Mentre aspettava la brioche, Sara ripensò a tutto quello che era successo. Sentiva ancora sulle labbra la sensazione del bacio di Marco, e non riusciva a toglierselo dalla mente. Non sapeva se essere felice o arrabbiata, si sentiva però presa in giro, era furiosa per come Pasquino si era approfittato della sua fiducia. Non se lo sarebbe mai aspettato da lui. E adesso non sapeva cosa fare.
Aveva una gran voglia di scrivergli una mail di fuoco per dirgli quanto l’avesse delusa, ma poi pensò che sarebbe stato più divertente vedere come avrebbe gestito la cosa lui.
Se era davvero venuto fin qui per incontrarla, perché andare via frettolosamente in quel modo? Forse aveva davvero avuto un’emergenza, ed era dovuto rientrare prima del previsto. Chissà la rabbia che doveva avere per aver dovuto mandare tutto a monte!
Le venne da ridere, ma riuscì a frenarsi in tempo, prima che il cameriere se ne accorgesse.
“Grazie, Franco. Dopo passo alla cassa.”
Assaporò la crema al pistacchio e ripensò di nuovo a Marco, ai fiori, e al bacio. Si era cacciata in un bel pasticcio, ma si consolò pensando che Pasquino era in un pasticcio ben peggiore, e voleva proprio vedere come ne sarebbe uscito. Aveva tutta l’intenzione di far finta di niente e stare a guardare cosa si sarebbe inventato. Non vedeva l’ora che lui si facesse vivo, per divertirsi a vedere come avrebbe gestito la situazione.
Di certo lei non gli avrebbe facilitato le cose in nessun modo.

Continua…

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35 risposte a "La storia di noi due #27"

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Non so perché, ma va a sempre a finire che le protagoniste femminili sono sempre sadiche…
    Ok, mi siedo accanto a Sara e ordino una brioche alla marmellata… e metto sul suo conto! 🤣

    Piace a 1 persona

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